L’Aquilone

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martedì 13 giugno 2017
“C’è qualcosa di nuovo oggi nel sole, anzi di antico;”
Questo verso del Pascoli parrebbe incipit appropriato per avviare e sviluppare una riflessione sulla “convenzione” che, quella con la Pro Loco in particolare, costituisce in ambito comunale sicuramente “qualcosa di nuovo oggi”, anzi “di antico” considerato che – come istituto giuridico e strumento di lavoro – già in precedenza era stato utilizzato dalla stessa Amministrazione comunale.

Oggetto della riflessione non è il suo contenuto, che pure si presterebbe ad essere criticamente commentato a partire dall’art. 2 disciplinante – in modo assai generico – il tacito rinnovo; come non lo sarebbe neppure il contenuto dell’altra convenzione con l’AIB, dalla quale emerge “come controparte” il profilo di un’Azienda fornitrice di prestazione di servizi piuttosto che di Associazione di volontariato.

E non essendo “fatto assolutamente casuale” che entrambe le convenzioni siano state approvate dalla GC nella seduta del 9 maggio, numerate rispettivamente con il n° 52 quest’ultima e con il n° 55 quella della Pro Loco, la riflessione verte a rendere manifesto il movente recondito delle due scelte al fine di evitare che dalla condivisibile narrativa di entrambe le delibere il lettore sia indotto a chiedersi perché mai abbiano atteso – irragionevolmente – così tanto tempo per adottarle.

Dopo le critiche mosse per anni alla determinazione ed attribuzione di contributi da parte della Giunta mediante semplici atti d’indirizzo interni (privi di motivazione e non pubblicati all’albo), sarebbe stato persino gratificante poter considerare oggi le convenzioni “punto d’arrivo” di un processo di maturazione istituzionale.

Se così fosse stato il 9 maggio sarebbe stata adottata, come peraltro emerge da un parere della Sezione Lombarda della Corte dei Conti, anche una terza convenzione, quella con l’altra Associazione di volontariato “La Rocca nel cuore”, utile a rendere pubblicamente manifesto “chi fa che cosa” nell’omonimo sito, ove sembrerebbe che diverse prestazioni si sovrappongono fra i diversi soggetti operanti.

Chissà che venga fatto questo regalo alla collettività dopo gli “incontri della speranza” avuti nella Grande Mela dalla nostra delegazione comunale?

Per cui le due convenzioni approvate rispondono unicamente alla necessità di non incorrere possibilmente in responsabilità contabili, perché diversamente l’elargizione di quelle somme (100 mila euro per la Pro Loco e 40 -20+20- mila per l’AIB) comporterebbe pesanti rischi finanziari.

Se le convenzioni rappresentano comunque “qualcosa di nuovo “, dalla delibera n° 57 del 16 maggio scorso, avente per oggetto “Determinazione tariffe vendita gadgets saponette I Love Arona. Anno 2017” emerge per contro “un modo di fare” assomigliante – in senso figurativo – al volteggiare dell’aquilone sospinto dal vento che non si sa da dove venga e dove vada.

Visto che il prezzo e le altre condizioni erano già stati fissati dalla direttiva richiamata, pur se non pubblicata all’albo pretorio, non si comprende bene se questa delibera sia finalizzata:
– a pubblicizzare ulteriormente i gadgets saponette e/o più semplicemente
– per far conoscere al pubblico che ad Arona come a Roma – nell’assumere le decisioni – si presta attenzione al grado di parentela.

C’è da sperare:
– che la spesa dell’acquistato registratore di cassa, diversamente da quanto avvenuto per l’acquisto della macchina traccialinee stradali – inutilizzata -, venga almeno ammortizzata.

Cosi come infine c’è d’augurarsi
– che gli atti del Comune conseguenti alla – ormai prossima – cessazione di Equitalia vengano assunti con criteri trasparenti e la scelta definitiva “del nuovo soggetto” riscuotitore di tasse e multe sia sottratta all’incontrollabile soffiare del vento.

M. Cavalli – A. Di Natale – M. Ziggiotto