Comicità

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mercoledì 22 novembre 2017 – riceviamo e pubblichiamo
Da giorni la squadra che amministra e governa la città è tornata ad operare a ranghi completi, essendo stata ricomposta – dopo quasi due mesi – sia numericamente ed anche nominativamente.

Ricomposizione della Giunta Comunale istituzionalmente ineccepibile, che segnala il “sereno”, tornato nei rapporti del gruppo della Lega in Comune.

Il comunicato stampa della “lieta novella” offre però qualche spunto di comicità, che non esitiamo a condividere con il lettore, stante gli effetti benefici che l’ilarità procura al benessere e alla salute dell’uomo.

Scaramantica appare la scelta del 2 novembre come data per comunicare la nomina del “nuovo” assessore comunale; eppure il tempo a disposizione per farlo non gli era mancato prima e non gli sarebbe mancato dopo.

Parlare di “confronto sincero” in ambito politico è linguaggio farisaico, perché l’esperienza ci porta di fatto ad evocare il “rincorrersi tra cane e gatto o fra gatto e topo”.

E benché le tre righe finali del comunicato stampa offrono pure un utile indizio per individuare chi fra i due soggetti “a confronto” sia stato il cane, il gatto o il topo, abbiamo la pazienza necessaria per spettare che siano le prossime scelte strategiche della Giunta a svelarcelo; ricordiamo bene la materia e l’argomento su cui si è consumato lo strappo.

Assai carico di comicità è il riferimento alla “cultura della legalità” nella nuova delega conferita.

E spieghiamo il perché di questa gigantesca bufala.

Come si fa a dare credito a una simile manifestazione di volontà quando il delegante stesso non dà evasione alle richieste di accesso agli atti in base al regolamento da lui stesso deliberato (per info: è stato abbondantemente superato il tempo utile per la consegna di copia delle dimissioni rassegnate dall’assessore reincaricato, da noi richiesta); e… come fa lo stesso a rimanere all’interno della gestione del Palazzo dei Congressi?

Ed ancora, come possono i cittadini credere all’intenzione di diffusione di una cultura della legalità quando il delegato stesso, con talune sue precedenti dichiarazioni sulla movida nel centro storico, ha già dimostrato di ignorare, sminuire l’esistenza del fenomeno (forse per non ammettere pubblicamente di non disporre di risorse adeguate per affrontarlo).

Da parte nostra, senza rinverdire vecchi fatti inerenti contravvenzioni per divieto di sosta elevate in ore serali in quel di Dagnente, siamo profondamente scettici che il delegato possa essere “l’uomo giusto” per un adeguato approccio alla missione affidatagli in delega.

Nonostante ci risponderanno per l’ennesima volta che noi non capiamo e non conosciamo la realtà, non avremo difficoltà comunque a riconoscere sbagliato questo pregiudizio se, in punto di legalità, i risultati raggiunti sul territorio ci smentiranno; nell’interesse della collettività ci auguriamo che ciò possa accadere.

Solo allora avvaloreremo che l’odierno slogan “cambiare il mondo si può” non sia stato solamente una trovata da propaganda elettorale, abbondantemente cosparsa di balsamo autoreferenziale.

M. Cavalli – A. Di Natale – M. Ziggiotto

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