A parti invertite

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martedì 5 settembre 2017
Ancor prima dell’esodo ferragostano:
> Apprezzamento andava espresso al ripensamento dell’Amministrazione di tenere la seduta consiliare del 31 luglio scorso nel Palazzo comunale, sede istituzionale per antonomasia per lo svolgimento di queste riunioni, anziché in piazza San Graziano (presumibilmente sotto l’Arco); poco conta se avvenuto non in modo spontaneo e con motivazione apparentemente elusiva.
L’art. 22 del regolamento di funzionamento del Consiglio Comunale ammette che le sedute consiliari possano tenersi fuori dalla sede di via San Carlo ma nulla dice sulle sedute all’aperto; da subito avrebbe dovuto prevalere il principio generale che il legislatore (in questo caso il Consiglio) se l’avesse voluto, allorché lo modificò, l’avrebbe esplicitato (evidentemente l’assenza delle condizioni tecno-organizzativi era già manifesta ed evidente al legislatore di allora).
Visto che la presenza del pubblico si era assai ridotta nelle ultime sedute itineranti del Consiglio comunale quel ripensamento sarà stato certamente sofferto per chi sperava nel fascino attrattivo di quel prototipo architettonico per avere una vasta platea di ascoltatori.
Se poi, pur nella dialettica politica – post consiglio -, si alimentano con perfidi elogi spaccature in seno all’opposizione, peraltro già evidenti e ben note all’opinione pubblica, il livello qualitativo della politica locale si abbassa notevolmente ed inevitabilmente la frequentazione delle persone alle sedute consiliari tende sempre più a ridursi.

Al rientro in Arona, abbiamo appreso dell’annegamento avvenuto a ferragosto alla foce del torrente Vevera e della dialettica sviluppatasi sull’inosservanza dell’ordinanza sul divieto di balneazione, pubblicata in plurilingue; conveniamo che (gaffa a parte del vice sindaco) la responsabilità non è riconducibile direttamente all’Autorità Comunale; a questa da tempo contestiamo, restando in tema di sedute consiliari, la volontà di sovvertire riti istituzionali consolidati per frivole ragioni estranee all’ordinamento comunale, la cui semenza, se dovesse attecchire nel tessuto urbano, innescherà processi formativi poco virtuosi, che non lascerebbero ben sperare.

> La nostra attenzione era stata anche attratta dalla Determina Dirigenziale n° 299/2017 con la quale si impegnano poco più di 6 mila euro per “verificare e valutare la possibilità di modificare la viabilità interna al territorio comunale al fine di rendere più scorrevole il traffico veicolare soprattutto nelle ore di punta in uscita dal centro cittadino, realizzando un doppio senso in via Liberazione”.
Dopo le critiche piovute da più parti, abbandonando la ben nota protervia, l’Amministrazione si accingerebbe a “rimediare il rimediabile” nel campo della viabilità; cosa non di poco conto per chi tiene alla propria immagine.
Benché la prospettata soluzione viabile sia stata sollecitata anche da noi, la stessa non sanerà la grave disfunzione procurata alla circolazione cittadina con la soppressione del doppio senso di circolazione in corso Marconi poiché il sistema viabile già in precedenza dava segni di scarsa tenuta soprattutto nelle festività d’inizio primavera e nel periodo estivo.
Non necessita dunque avere le doti di Pico della Mirandola per comprendere che la soluzione del nuovo assetto viabile, sin da ora, si presenta come “misura tampone” e non sarà in grado di assopire totalmente il malumore diffuso.

Verosimilmente per distrarre l’attenzione dei cittadini dai problemi reali della viabilità, l’inquilino “Special One” del Palazzo, dopo la pubblicazione della menzionata determina dirigenziale, non si è lasciata sfuggire – a fine luglio – l’occasione di annunciare grandi progetti di sviluppo per la Rocca, benché dell’omonimo sito sia “semplice comodatario”.
La famiglia Borromea, comodante del sito, non sarebbe stata sicuramente contraria alle innovazioni prospettate e ben volentieri, a suo tempo, formulerà calorosi ringraziamenti per l’arricchimento patrimoniale conseguito nel corso del comodato.
In questa fattuale inversione delle parti nel contratto di comodato della Rocca, la collettività colta di sorpresa si domanda se non fosse stato più utile – già da tempo – impegnare le risorse energetiche di cui l’Amministrazione dispone per migliorare il punto d’intersezione della rampa con il Sempione: vero collo di bottiglia nella viabilità cittadina.
Così come sarebbe stato atto “dovuto” ed anche molto apprezzato sfoderare queste energie in occasione della chiusura dell’ospedale, ma così purtroppo non è stato.
Confidiamo che i soldi dei cittadini aronesi non vengano distratti per l’inseguimento del manifestato sogno inerente La Rocca, ad iniziare dal comunicato stampa su “La Rocca di Arona: presentato il progetto di valorizzazione delle mura diramato il 27 luglio su carta intestata con il logo del Comune a firma di Alessia Bianchi Group.
Dalla Determinazione Dirigenziale n° 264/2017, adottata su espresso indirizzo della Giunta, emerge purtroppo che il rapporto con lo sponsor, il cui nome viene riportato in calce a quel comunicato, si era già esaurito; se così non fosse, sarebbe assolutamente bene e necessario rendere trasparente, anche a posteriori, il motivo vero dell’indirizzo della Giunta fornito nella seduta del 20 giugno ca.

M. Cavalli – A. Di Natale – M. Ziggiotto

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