Giovanni La Croce ritira la sua candidatura

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sabato 18 aprile 2020 
Giovanni La Croce, candidato sindaco di Arona presentato dalla lista Senso Civico, ritira la sua candidatura con un post apparso sul suo profilo Facebook che di seguito vi riportiamo.

Ritiro la candidatura
È arrivato il momento di prendere atto che sono venute meno – mai fossero esistite – le condizioni che mi avevano indotto ad accettare la candidatura a sindaco di Arona nelle imminenti elezioni.
Il progetto sperimentale SensoCivico, oggi morto e sepolto sotto il fuoco amico, era nato dall’idea, non mia, di coagulare intorno a una lista e a un candidato, entrambi indipendenti, una pluralità di voci politiche d’opposizione, sia di partito, sia associazionistiche.
All’interno di questo quadro mi fu richiesto pressantemente di candidarmi. Accettai non senza titubanze. Non appartenevo al mondo della politica e diffidavo dei suoi riti.
L’apporto del Partito Democratico, primo partito d’opposizione, non poteva, però, non costituire l’asse portante del progetto, ferma l’indipendenza e autonomia della lista e del candidato.
Di fatto il Pd, che per altro notoriamente gode a livello nazionale delle mie simpatie, a livello locale non ha mai creduto seriamente nel progetto e nella mia persona, al cui comodo traino si era messo solo perché non in grado di esprimere un proprio candidato convincente e condiviso. L’esito disastroso delle ultime due tornate elettorali ne era la cartina di tornasole.
Nei fatti, questi tre mesi di campagna hanno visto il contributo fattivo solo delle altre forze, i cui rappresentanti (in stretto ordine alfabetico e non di genere): Luca Bona, Antonello De Stefano, Piero D’Ippolito, Fausto Ferrara, Carlo Intelisano, Antonio Lazzari e Lella Nava, ringrazio per la lealtà e la dedizione dimostratami.
Il Pd locale non solo è stato assente nel corso di tutto questo periodo, ma quando si è appalesato lo ha fatto unicamente per criticare pubblicamente i miei interventi. Quello che più volte ho definito “fuoco amico”, irritante e snervante, cui non ha mancato di contribuire anche quel gruppo civico che per primo ebbe a sollecitare la mia candidatura.
I riti della politica, nella loro esplicazione più deteriore, piano, piano hanno preso il sopravvento sul progetto e sul candidato.
Totalmente assente è poi stato il contributo – indispensabile per la campagna elettorale – dei consiglieri di opposizione, di cui si è sentito solo un assordante silenzio.
Si è arrivati sino a teorizzare che, stante la congiuntura covid-19, non si dovesse criticare l’operato dell’amministrazione uscente, nonostante questa, ogni giorno, non perdesse occasione per usare i canali istituzionali dell’emergenza a fini elettorali e assumere provvedimenti in totale contrasto con il programma di SensoCivico, oltre che violativi delle più elementari regole etiche.
Mentre a Roma Matteo Salvini sparava bordate contro il Pd al governo, noi ad Arona, secondo la sagace strategia della segreteria locale del medesimo partito, avremmo dovuto ricambiare con un compiacente silenzio.
Niente di più tragicamente irrazionale e suicida.
Avendo una mentalità vincente non posso che lasciare queste logiche a chi, non essendo mai guarito dalla sindrome di Tafazzi di dalemiana memoria, preferisce la vittoria dell’avversario piuttosto che quella del suo alleato.
L’obiettivo era chiaro: screditare la mia candidatura in attesa di trovarne una alternativa. Non sconfiggere la giunta uscente, mai per altro seriamente criticata nel corso degli ultimi cinque anni.
Consegno, dunque, nelle mani della segretaria del Pd aronese la responsabilità di esprimere un candidato alternativo, più autorevole, più obbediente e con maggiore sagacia politica della mia, unitamente alla responsabilità, ben più onerosa, di coordinare in prima persona, come si confà a un vero segretario di partito, tutta l’impegnativa attività della campagna elettorale, dimostrando così di sapere portare alla vittoria la propria lista e il proprio candidato.
Mi auguro che essa possa saper sconfiggere la corazzata gusmeroliana, anche se le disastrose esperienze passate e l’assenza di proposte e iniziative dimostrata in questi tre mesi non lasciano grandi margini di speranza.
Rimango a disposizione delle altre forze per fornire qualsiasi contributo necessitassero, ma non come candidato sindaco. La loro lealtà lo merita.
In ogni caso proseguirò come semplice cittadino a presidiare la scena politica aronese, almeno sino a che non si formerà un’opposizione che sappia svolgere la propria funzione.
Ringrazio, infine, tutte quelle singole persone, tante, che hanno creduto nel progetto e che non mi hanno mai fatto mancare la loro solidarietà e il loro affetto.
Grazie davvero.
Giovanni La Croce

P.S. 1: sicuramente qualcuno proverà a speculare sul fatto che questa decisione possa essere connessa alle mie note vicende personali. Vi rassicuro, così non è. Se qualcuno dovesse provarci verrà prontamente querelato, con la dimostrazione del fatto che tali vicende sono in via di positiva soluzione.
P.S. 2: in alcuni post che seguiranno vi presenterò, come segno di testimonianza civica, alcune chicche che dimostrano la disinvoltura con cui la giunta in carica opera; disinvoltura che la minoranza consiliare ha ritenuto inopportuno denunciare in questo momento, pur essendo, sicuramente almeno due di queste, strettamente collegate all’emergenza covid-19.

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Pubblicato da Giovanni La Croce su Sabato 18 aprile 2020