Il gioco delle regole

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martedì 8 novembre 2016
Nell’attesa di avere servito il caffè LEVI, rivolgendosi a LUIGI, osserva: bisogna riconoscere che il campanile della chiesa senza quegli elementi tecnologici, estranei alla struttura edilizia, cattura lo sguardo di chi guarda dall’alto la città e ne apprezza meglio i lineamenti della forma geometrica.
Annuisce Luigi e, come se volesse quasi giustificare quella estranea presenza, aggiunge: però…

L’Amministrazione in verità – diciamo ora noi – avrebbe voluto, come parziale ristoro dei disagi patiti dagli esercenti commerciali di corso Marconi per i prolungati lavori, dotare il lungo lago di filodiffusione.
Dovendo l’installazione dell’impianto essere assoggettato all’acquisizione dell’autorizzazione della Sovrintendenza ai Beni Culturali ed Ambientali non era opportuno comunicare anzitempo quell’intenzione per evitare possibili critiche, stante la sua manifesta futilità.
Aronairshow offrì l’occasione per inserire e finanziare (Delibera Consiglio Comunale n° 21 del 09/05/2016, allegato B punto 24) fra gli interventi logistici per la sicurezza  della manifestazione l’impianto di filodiffusione; e stante gli apparenti motivi d’urgenza fu tacitamente bypassata la procedura autorizzatoria della Sovrintendenza.
E fu appunto in quella circostanza che sul Campanile della Chiesa e della Torre Littoria sono state posate delle vistose antenne.
Alla luce dei fatti questa scelta operativa non è risultata però vincente.
Recentemente la Sovrintendenza ha infatti imposto il ripristino della situazione precedente (statu quo ante) e la rimozione di tutti gli elementi tecnologici abusivamente posati.
Non è rimasto sotto silenzio che a “barareil gioco delle regole sia stato proprio il Comune, istituzionalmente preposto al controllo delle regole stesse.
L’accaduto ci inquieta fortemente perché stiamo assistendo da qualche tempo a un lento dissolvimento del sistema istituzionale comunale; e l’azione erosiva – nel silenzio generale – viene portata avanti da “un uomo solo al comando”.
Pur a costo di rimanere inascoltati, abbiamo assunto in passato (e non ci stancheremo di farlo ancora) un atteggiamento critico verso iniziative similari.
Non v’è dubbio che l’accaduto costituisca un biasimevole esempio, che favorisce l’allontanamento dei cittadini dalle Istituzioni Pubbliche, e mostra quanta demagogia c’era nel giustificare – con il manifestato intento di avvicinare la gente alla politica – le sedute consiliari tenute nei mesi scorsi in edifici privati.
L’intervento della Sovrintendenza, comportando la comminazione di sanzioni pecuniarie di natura penale, ci ha ora procurato una pruriginosa curiosità di sapere CHI (degli Amministratori o della Dirigenza) si attribuirà la responsabilità individuale di questo incauto operare, che ha peraltro causato un consistente danno erariale (circa € 38 mila) al Comune, che da questi dovrà essere risarcito.

M. Cavalli – A. Di Natale – M. Ziggiotto

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