Amianto: repetita iuvant

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mercoledì 7 settembre 2016
Benché dell’amianto avessimo già scritto all’inizio di agosto non potevamo considerarlo esaustivo stante la sua importanza vitale. Facciamo nostra la locuzione latina citata nel titolo per ritornare sull’argomento non foss’altro per segnalare all’Amministrazione:
– che non basta aver dato l’esempio di rimuovere l’amianto antropico dalle coperture dei propri edifici;
– che un obbligo istituzionale incombe sulla stessa, tenuta: – a fornire agli stessi proprietari utili indicazioni per una corretta modalità di valutazione e gestione dei manufatti contenenti amianto, nonché – a partecipare a bandi regionali per l’acquisizione di finanziamenti pubblici per gli interventi di bonifica.
Non va infatti trascurato che la maggior parte dei proprietari di tali immobili ha subito la legge n° 257 del 1992 che mise definitivamente al bando l’amianto, dopo che negli anni 60′ furono scoperte le prime prove di tossicità delle sue polveri e che insieme a carta e cemento costituiva un composto, prodotto dalla ditta Eternit di Casale Monferrato a partire dal 1912, da cui prese il nome.
E come indicato nell’apposito piano regionale sarebbe bene svolgere da subito azioni di sensibilizzazione ed incentivazione alla rimozione dell’amianto, assicurando a loro in primo luogo, con azioni coordinate con altri Enti, bassi costi di smaltimento.
A causa del progressivo e generalizzato invecchiamento della locale popolazione, che sempre più la espone ad agenti patogeni, 936 siti di amianto antropico in Arona non sono pochi per non destare nella Civica Amministrazione preoccupazione.
Ritenere il 2025, termine ultimo previsto dal piano regionale per la rimozione dell’amianto, ancora lontano per intervenire costituisce errore grave di strategia nell’ambito dello sviluppo sociale; eliminare i potenziali pericoli per l’incolumità pubblica non è semplicemente un dovere, ma costituisce per il territorio vera occasione di crescita.
Arona cardioprotetta e priva d’amianto antropico caratterizzerebbe la città, già nota per le bellezze paesaggistiche, anche sotto il profilo qualitativo della vita e ne aumenterebbe la capacità attrattiva.
In assenza di iniziative al riguardo verrebbe da dire, parafrasando un noto detto: che vale all’Amministrazione aver cardioprotetta la città se poi lascia la popolazione esposta all’amianto?
Ma, come detto nel precedente scritto, crediamo in quel sogno di mezz’estate perché diamo valore alla speranza e perché non vediamo in chi deve farsi carico del problema solamente uno che opera in modo diverso da come vorremmo noi, pur se – da fonte giornalistica – notizie incoraggianti sul tema provengono purtroppo da altri Comuni.
Dopo la concomitante comunicazione fatta dal Sindaco su facebook in merito alla prossima e rivoluzionaria raccolta dei rifiuti un poscritto è opportuno e doveroso.
Dato che dal 2012 sull’argomento rifiuti siamo stati in Consiglio Comunale sostenitori, inascoltati, non possiamo che accogliere ora con favore l’ottimistica previsione del superamento dei limiti percentuali regionali previsti per la raccolta differenziata.
Riguardo all’amianto va richiamata l’attenzione sul fatto che il ripetersi di un analogo ritardo nell’affrontare le problematiche connesse alla sua bonifica potrebbe avere una ricaduta sulla popolazione ben diversa da quella sulla raccolta dei rifiuti; in quest’ultimo caso si è tradotta in un maggiore costo mentre nel caso dell’amianto, pur facendo i debiti scongiuri, potrebbe risultare letale per qualcuno o più di uno.
E sempre che conti il valore della vita e non si guardi già alla primavera del 2020 come via d’uscita.

M. Cavalli – A. Di Natale – M. Ziggiotto