I platani di viale Berrini

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sabato 11 giugno 2016
Non si conosce quale sia la ragione vera che abbia indotto l’Amministrazione comunale a imporre il senso unico in via Poli, piazza del Popolo e corso Marconi con direzione da nord a sud della città.
Sta di fatto che mentre l’entrata da nord (Vergante – Alto Verbano e Ossola) offre agli automobilisti quattro soluzioni alternative nell’ordine: via Poli per l’appunto, via San Carlo, viale Berrini e via Cantoni-Turati e Mazzini, l’uscita verso nord obbliga gli automobilisti a percorrere solamente il viale Berrini, il cui ultimo tratto è stato peraltro modificato di recente in doppio senso di circolazione, accessibile a sua volta solamente da via Liberazione o da via Martiri della Libertà.
A parità di auto, in entrata da nord ed uscita verso nord, diventa fisiologico il formarsi di code in viale Berrini.
Se ipotizziamo infatti che le quattro macchine, entrate rispettivamente dalle vie sopra indicate nella stessa ora o in ore differenti della medesima giornata, dovessero uscire contemporaneamente, transiterebbero in viale Berrini l’una in coda all’altra, ed è evidente che la lunghezza della coda sarà in misura esponenziale rispetto al numero delle macchine entrate, alle quali nel fine settimana si aggiungono quelle che provengono dalla Lombardia e sono dirette a nord di Arona.
Diversamente il senso unico in direzione da sud a nord avrebbe equilibrato meglio il flusso automobilistico in uscita dalla città, senza creare pericolo d’immissione sul Sempione e garantendo maggiore visibilità nella curva d’innesto del corso Marconi con la piazza del Popolo.
Benché questa indicazione fosse stata a suo tempo suggerita nel post “La svolta culturale per finalità turistiche”, per Sindaco e collaboratori “l’ascolto” assume valore solamente per catturare la benevolenza di soggetti in età avanzata nel corso della campagna elettorale.
Abituati ormai alle code nelle vie Veneto e Torino per l’entrata da ovest quelle che si verificheranno in viale Berrini non costituiranno più una sorpresa.
E fortunatamente per quanti abitano in questa strada l’inquinamento atmosferico degli scarichi delle automobili in transito non dovrebbe costituire motivo di preoccupazione.
Il sistema di clorofillazione dei platani esistenti nel viale sarà di grande aiuto per il rinnovo dell’aria da respirare; la loro piantumazione è opera ascrivibile ad Amministratori di un passato non recente, quando il bene comune, e non l’immagine propria, veniva posto al centro dell’azione amministrativa.
A proposito d’alberi e di clorofillazione viene in mente che, almeno sino ad oggi, non è stata data esecuzione alla mozione “Sistema arboreo di corso Europa. Pensiamo al futuro”, benché approvata all’unanimità del Consiglio comunale con delibera n° 80 del 28 luglio 2011, e il deteriorarsi dello stesso è sotto gli occhi di quanti colà passeggiano.
E poiché “gutta cavat lapidem” (la goccia scava la pietra), espressione latina che sta ad indicare l’efficacia del tenere viva costantemente l’attenzione su azioni utili e bisogni sociali, c’è da scommettere, così come avvenuto per il ponte sul rio Veverino per il quale – dopo anni di pressione – l’Amministrazione recentemente ha riconosciuta la sua utilità e annunciata la prossima realizzazione, che uguale sorte toccherà al sistema arboreo di corso Europa.
E parlando di corso Europa non si può sorvolare sul fatto che oggi, a metà giugno ovvero in piena stagione estiva, il Lido resti ancora chiuso, nonostante sia stato annunciato – già da tempo – l’affidamento della gestione.
Eppure a voler dar credito alla disinvolta sicumera del confabulare di qualificati esponenti della maggioranza consiliare, fatto in un caldo pomeriggio della scorsa estate nel vagone di un treno, il Lido, il cui bando di gara avevano appena deliberato qualche giorno prima, sarebbe dovuto essere pronto sin dai primi mesi dell’anno in corso.
Ha trovato invece conferma il proverbio: tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. E non sarebbe proprio male tenerlo presente soprattutto quando si vogliono imporre scelte che vanno ben oltre dell’interesse generale, come per la demolizione del casotto del Lido.
La demolizione citata, inserita nel bando per l’affidamento dell’area demaniale, merita una approfondita trattazione che verrà fatta e proposta prossimamente.

M. Cavalli – A. Di Natale – M. Ziggiotto