La svolta culturale per finalità turistiche

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martedì 19 aprile 2016
C’è qualcosa di nuovo oggi in Arona, anzi d’antico
, abbiamo parafrasato il versetto della poesia “L’aquilone” di Pascoli per svolgere una riflessione sul tema caldo di questi giorni “le vecchie mura di Arona” riemerse nel corso dei lavori di corso Marconi, per le quali il Consiglio Comunale, convocato per martedì 19 aprile, deve provvedere alla copertura finanziaria del maggiore onere finanziario.
La novità non è però la scoperta delle mura, della cui esistenza molti erano già a conoscenza e sapevano anzi che tra il piedistallo della Madonnina sul lungo lago e l’albergo Giardino esiste nell’area sottostante una torretta di maggior valore storico (come pure in altra proprietà privata), ma la sensibilità storico-culturale di volerle rendere visibili, seppure per un limitato tratto, per accrescere l’attrazione turistica della città.
La paternità di questa particolare manifestazione, e quale ruolo abbia svolto nel caso specifico la Sovrintendenza ai beni archeologici, non emerge dall’effervescenza comunicativa del Palazzo, alla quale – secondo diffusa voce – viene anche ricondotta la causa di frizioni interne alla Giunta.
Ritenendole fisiologiche in un organismo collegiale, diciamo comunque grazie a chi – per prima – abbia pensato alla valorizzazione storica e culturale del territorio che, a nostro giudizio, imprime un’importante accelerazione alla svolta della visione politica fin qui avuta della città ed obbliga d’ora in avanti la Civica Amministrazione ad arricchire di contenuti culturali l’offerta turistica.
Di buono auspicio possono già considerarsi in questa direzione il ripensamento del Sindaco sul trasloco della civica biblioteca e l’annunciato conferimento della cittadinanza onoraria a Dacia Maraini (per il quale sarebbe auspicabile – prima del 13 luglio – un passaggio in Consiglio Comunale, spazzando via il dubbio che – con la comunicazione fatta nella Conferenza dei Capi Gruppo Consiliari -, sia stata volutamente operata una “capitis deminutio” (perdita di prestigio) dell’Organismo Istituzionale Supremo con riverbero anche nei confronti della personalità insignita.
Se, a breve, non seguissero altre iniziative culturali a sostegno e implementazione di quelle già in atto: teatro sull’acqua, itinerario letterario Felice Cavallotti, premio annuale di poesia sulla Rocca per citarne alcune, lo squarcio di terreno in corso Marconi finirebbe per perdere il suo significato storico.
Benché il silenzio della Civica Amministrazione sul progetto degli Amici della Rocca relativo alla utilizzazione della torre Mozza, illustrato di recente attraverso il giornale La Stampa, sia sintomatico, quella destinazione si coniugherebbe bene con l’idea di valorizzare il territorio sotto il profilo storico e culturale a fini turistici; come pure non sarebbe più fuori luogo pensare alla posa di una tensostruttura per l’utilizzo multifunzionale – a fini culturali e promozionali – del cortile interno agli edifici di proprietà comunali, accessibile dalla scalinata di piazza San Graziano e dalla discesa adiacente all’omonima chiesa, (idea del Gruppo Civico).
Diffuso è invece il timore che il micro-sito pseudo archeologico di corso Marconi, che comporta la riduzione della carreggiata stradale in un punto già in precedenza critico, possa diventare da subito un ricettacolo di rifiuti, annullandone il valore storico e producendo al contrario un effetto negativo per il decoro della città.
Noi preferiremmo il posizionamento di una copertura in vetro, pur se più onerosa; come pure in corso Marconi ci sembrerebbe (stante la strozzatura nella curva di congiunzione dello stesso con piazza del Popolo) più sicura la direzione di marcia verso Meina rispetto al senso unico previsto con direzione verso la stazione che comporta per quanti provengono da Meina la svolta a sinistra sul Sempione all’altezza della rampa.
Sono comunque aspetti tecnici che possono essere rivisti dopo avere constato gli effetti negativi paventati.

M. Cavalli – A. Di Natale – M. Ziggiotto