Operazione trasparenza: piano Marshall di Arona, tra luci e ombre

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lunedì 25 maggio 2020 – comunicato stampa
Qualche giorno fa l’amministrazione Gusmeroli ha presentato il suo “piano Marshall” per Arona, evocando un precedente molto ambizioso e accostamenti con controverse politiche monetarie promosse da governi e banche centrali, il cosiddetto “helicopter money”. Una cosa però è gettare dall’elicottero moneta stampata all’occorrenza, altra cosa impiegare risorse faticosamente -per i contribuenti che hanno dovuto versarle- accumulate nel tempo.
Di sicuro di veramente ammirevole c’è la capacità della giunta aronese di vendere come stupefacente un banale, anche se in parte condivisibile, spostamento di risorse dagli investimenti alla spesa corrente, anticipando molte delle misure già note agli addetti ai lavori contenute nel D.L. Rilancio del Governo. Viene peraltro frustrata la funzione anticiclica che potrebbero e dovrebbero avere gli investimenti pubblici, dal momento che la storia ci insegna che dalle crisi si esce con investimenti, non con sussidi a pioggia.
Gonfiato ad arte è, inoltre, l’importo totale del piano. Se si sottraggono a quanto dichiarato dal Sindaco gli interventi finanziati dallo Stato, se non si calcolano le cifre relative all’imposta di soggiorno (la cui esenzione quest’anno è la mera presa d’atto di un mancato introito per le casse comunali che si sarebbe verificato ugualmente), se si tolgono -ma questo lo vedremo soltanto a consuntivo- quei contributi promessi ma con condizioni di accesso praticamente impossibili da rispettare (si pensi al contributo per chi aumenterà gli occupati nel prossimo futuro, difficile sperare saranno in tanti) arriveremo a scoprire che il mirabolante piano non è né più né meno di quanto stanno facendo tutte le amministrazioni comunali in questo momento, senza tanti annunci o autocompiacimenti. Altro che piano da 1,5 milioni…
Da dove arrivano, poi, queste risorse? Non solo dal mancato investimento sull’investimento sull’illuminazione pubblica, ma anche da anni di tassazione al massimo su tutti i tributi comunali (addizionale comunale, IMU, TASI). E’ questo il “modello Arona” che Salvini vuole esportare?
Venendo al merito dei singoli provvedimenti, diciamo sin da subito che siamo favorevoli a tutti gli interventi in favore delle famiglie in difficoltà, interventi che si sostanziano in maggiori dotazioni di risorse per i servizi sociali. Più di una perplessità invece abbiamo sull’efficacia o sull’opportunità delle altre misure.
Dell’imposta di soggiorno si è già accennato. Stupisce che adesso la si presenti come un aiuto per gli albergatori: quando in passato chiedevamo di abbassarla (denunciando che fosse la più alta del lago), ci veniva risposto che non aveva alcun impatto sui flussi turistici. Oggi si sostiene il contrario. Di sicuro non impatta sui flussi se questi vengono azzerati per altre cause, in questo caso quindi non può essere di alcun aiuto agli albergatori.
Ancora meno efficaci, anche a detta di tantissimi operatori, rischiano di essere i contributi per le assunzioni nel comparto turistico, sovvenzionate solo se ulteriori rispetto alla media del personale in servizio nel triennio 2017-2019. Dopo l’emergenza quale struttura potrà realisticamente avere un incremento di attività tale da necessitare di più assunzioni rispetto al recente passato? Anche questi soldi rimarranno probabilmente sulla carta.
Ben più utile pensiamo potrà essere la navetta da piazzale Moro al lungolago. Ma, visto che la proponiamo da almeno dieci anni, una domanda sorge spontanea: se costa solo 10.000 euro per tutta l’estate perché si fa soltanto ora?
Il sostegno ai centri estivi è sacrosanto (e finanziato dallo Stato), per i ragazzi e per i tanti genitori in difficoltà. Rimangono ad oggi ignote le modalità con cui verrà gestito l’intervento, che ci vedrà favorevoli soltanto se sarà calibrato con equità (valutare i sostegni caso per caso), invece che con la solita modalità “a pioggia” tanto cara a questa amministrazione.
A proposito di sovvenzioni a pioggia, l’intervento che ci lascia più perplessi sono i contributi alle attività economiche che non hanno avuto accesso ai fondi statali e regionali. Non si contesta tanto la misura in sé, quanto anche in questo caso il metodo. A nostro avviso le risorse dovrebbero essere concentrate a favore di chi ha subito i più rilevanti cali di fatturato, utilizzando criteri di distribuzione improntati a garantire il sostegno a chi ne ha più bisogno. Così rischiano di essere soldi per tutti, a prescindere dalle condizioni reali di ciascuno.

Alessandro Travaini – consigliere comunale
Il Circolo PD Arona – Dormelletto – Oleggio Castello