Al via l’attività DAD dell’ArcheoMuseo di Arona

venerdì 22 gennaio 2020 – Comunicato stampa 
Sono partiti in questi giorni i primi incontri didattici a distanza con le classi scolastiche a cura del Museo di Arona: ha fatto da “apripista” una classe terza ad indirizzo turistico dell’Istituto Ravizza di Novara. Le lezioni, tenute dall’archeologa conservatrice Elena Poletti, sono offerte in forma gratuita alle classi del territorio provinciale, grazie alla disponibilità dell’amministrazione comunale aronese.
Calendario, modalità e temi degli incontri possono essere concordati scrivendo alla mail o chiamando (tutti i giorni in orario d’ufficio) al tel. 0322/48294.
L’Archeomuseo aronese rappresenta per il territorio della Provincia di Novara il più completo percorso archeologico per conoscere la storia del popolamento dall’età della pietra, con i reperti neolitici, all’età del Bronzo, con il sito UNESCO delle palafitte di Mercurago, alla prima età del Ferro con la Cultura di Golasecca e i ricchi corredi di Castelletto Ticino, e ancora alla seconda età del Ferro con i corredi celtici di Dormelletto, per arrivare all’età romana e all’alto medioevo.
In particolare le classi della scuola primaria e secondaria di primo grado potranno scegliere un approfondimento tra quelli sviluppati con il coordinamento di Itur per il progetto Idida già durante il lock down della scorsa primavera (per il catalogo completo si rimanda a http://www.archeomuseo.it/didattica.html). Un primo collegamento viene dedicato a un’introduzione e visita virtuale della sezione museale prescelta; il secondo collegamento consente invece alla classe di formulare all’archeologo domande e richiedere approfondimenti su argomenti particolari, per soddisfare curiosità e dubbi emersi. A seguito del secondo incontro vengono forniti i collegamenti ad un gioco-quiz on-line e inviata una scheda attiva stampabile, con cui proseguire il lavoro e mettersi alla prova sulle conoscenze acquisite.
Per le classi della scuola secondaria di secondo grado è possibile richiedere interventi con un taglio più tecnico e scientifico, modulati in base agli indirizzi dell’Istituto e ai programmi affrontati, e sempre incentrati sulle aree cronologiche e tematiche del Museo: la più antica preistoria (Neolitico ed età del Bronzo); i Celti dell’età del Ferro; l’età romana e la fine dell’Impero.
L’Assessore alla Cultura e Istruzione, Chiara Autunno, esprime soddisfazione per l’adesione delle classi al progetto: “L’attività museale non ha motivo di fermarsi, anzi, soprattutto in questo momento, è fondamentale che risorse nuove o rinnovate vengano messe a disposizione delle istituzioni scolastiche a favore degli studenti. Riteniamo di aver trovato i canali giusti per portare “a domicilio” la ricchezza custodita nel nostro museo che, grazie all’impegno del Comune, può essere fruita virtualmente in forma gratuita e ci auguriamo che sempre più classi vogliano cogliere questa opportunità”.
Per informazioni e prenotazioni:
Tel. 0322 48294   
www.archeomuseo.it

Continua nel frattempo durante la chiusura del museo l’iniziativa “Cartoline dal passato” #ilmuseononsiferma con un viaggio virtuale tra i reperti del Museo di Arona. Un duplice viaggio, nel tempo e nello spazio, con approfondimenti sui siti archeologici rappresentati in Museo attraverso virtuali cartoline dal passato! – Di seguito la cartolina di Arona del 16 gennaio 2021

Sotto il pavimento … sorprese archeologiche!
La cartolina da Arona di oggi ci porta all’interno della chiesetta di San Giuseppe (foto www.aronanelweb.it) dove nel 1975, a seguito di scavi per interventi di restauro, sotto la pavimentazione furono ritrovati reperti di grande interesse, che testimoniano due fasi di frequentazione antica del sito.
La prima fase è d’età gallica, cui si attribuiscono i reperti ceramici di una tomba scavata nel 1975, e un’altra ancora, rinvenuta vicino alla chiesa in scavi successivi del 1992. Gli oggetti recuperati, ed esposti presso l’Archeomuseo di Arona, sono patere e una pisside in ceramica comune, un vaso a trottola, un’olletta con decorazioni impresse e fibule bronzee, tutti caratteristici della prima metà del I secolo a.C.
In epoca successiva, nella piena età romana imperiale, nello stesso luogo fu costruito e utilizzato un fornetto per la fusione di bronzi, una struttura circolare in laterizi, lasciata tuttora visibile a pavimento nella chiesa. Questo ritrovamento è particolarmente interessante e prezioso poiché è raro intercettare strutture produttive antiche, per di più in ottimo stato di conservazione e tali da farci comprendere le capacità tecnologiche dei nostri antenati.

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