La frittata politica

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venerdì 29 settembre 2017
La frittata politica ed amministrativa è stata fatta ed anche servita; alludiamo – in senso metaforico – ai due argomenti in materia urbanistica inseriti nell’odg del convocato Consiglio comunale di lunedì 2 ottobre pv.
Di questa – benché distanti dal locale cucina del Palazzo – cogliamo ugualmente l’odore sgradevole delle stoltezze con cui è stata preparata e servita dagli improvvisati cuochi della Lega Nord.

Prima stoltezza: mancanza di coerenza e di correttezza istituzionale.
Dopo mesi di incontri e confronti dell’Assessore all’urbanistica, oggi dimissionario, congiuntamente al Sindaco con tecnici e fiduciari dei soggetti economici che compaiono nello oggetto dei due argomenti sopra menzionati, il Consiglio Comunale ha approvato nella seduta del 18 ottobre 2011 l’atto n° 161 rendendo in tal modo operativo il Piano Particolareggiato Br 18 finalizzato soprattutto a riportare nella disponibilità del Comune l’area dell’ex campo sportivo di via Monte Zeda.
Il piano è ancora oggi valido, pur se resta in attesa di attuazione.
Con le due proposte odierne la evidenziata delibera verrebbe – di fatto – disattesa, senza aver anzitempo fatto conoscere ai cittadini le eventuali difficoltà sopraggiunte e senza aver proceduto conseguentemente alla revoca dello stesso piano.
Coerenza e correttezza avrebbero dovuto suggerire un comportamento maggiormente istituzionale nel difendere, in primo luogo, quella decisione alla cui formazione hanno preso parte consiglieri, che non rivestono più la qualifica, e nel riesaminare pubblicamente i limiti dell’allora proprio operato.

Seconda e terza stoltezza: spregiudicatezza e assenza di garbo istituzionale.
Sottoporre all’esame e all’approvazione dell’assemblea consiliare i due menzionati argomenti con l’assessore, che li ha studiati, approfonditi e proposti, dimissionario è un modo di operare – a dir poco – spregiudicato e privo di un pur minimo riguardo verso chi prossimamente sarà delegato a dare continuità a quell’operato.
Questi dovrà portare il peso della responsabilità dell’adottata decisione senza essere stato messo in condizione di assumerselo consapevolmente.
Rinviarne la trattazione dopo l’avvenuta nomina del nuovo assessore all’urbanistica non avrebbe comportato, sul piano pratico, alcunché di negativo verso la comunità e verso gli stessi proprietari delle due aree in questione.
Dal rinvio avrebbe tratto beneficio soprattutto ed unicamente la trasparenza operativa; ma questa assume valore solamente quando riguarda il comportamento degli altri e non quello proprio.

Quarta stoltezza: egocentrismo incontenibile
Il Sindaco prima, temendo ripercussioni negative per le sue manifestate aspirazioni parlamentari, resiste alle proposte urbanistiche presentate dall’assessore collaboratore, che indispettito sbatte la porta, dimettendosi;
successivamente, dopo aver preso tempo con la manifestata pubblicamente intenzione di rivedere il carico delle deleghe del dimissionario e immaginando forse di poter ugualmente limitare i temuti danni, avalla le proposte urbanistiche pur di liberarsi di uno scomodo collaboratore.
Ancora pur essendo passati alcuni anni non si è spenta l’eco della nomina ad assessore del fratello nella rapida sostituzione di altro assessore critico nei suoi riguardi.
Lo scontro – questa volta – tutto interno alla Lega Nord non è fatto assolutamente di poco conto, sotto il profilo politico locale.

M. Cavalli – A. Di Natale – M. Ziggiotto