Responsabilità morale

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domenica 25 giugno 2017
La notizia dell’incidente in via Gramsci prima e ora del decesso della persona investita ci ha procurato e procura un profondo dolore per entrambi i soggetti coinvolti, le cui responsabilità sono al vaglio degli inquirenti, ma anche tanta rabbia perché da semplici cittadini di buon senso ci eravamo spesi a dissuadere il Comune dal posizionare il cordolo a centro della carreggiata di Corso Liberazione con una lettera aperta al Sindaco, pubblicata anche su ARONAnelWEB.it il 17 gennaio 2017.

A Lui avevamo attribuito quantomeno sotto il profilo morale la responsabilità di ogni danno che fosse accaduto a persona e/o cosa in conseguenza del posizionamento – irragionevole, non utile e di pregiudizio all’incolumità delle persone, di quel cordolo in prossimità dell’innesto di via Gramsci.

Solo chi è abituato a non farsi carico dei problemi degli “altri” poteva non accorgersi che l’intervento in quel punto avrebbe dovuto mirare solamente a scoraggiare la svolta a sinistra (infrazione sanzionata dal codice della strada) e non a posizionare altri manufatti che a loro volta sono di pregiudizio per l’incolumità altrui (se in quella circostanza ci riferivamo in particolare modo ai ciclisti, prendiamo purtroppo atto che avremmo dovuto includere anche i pedoni per la confusione che in loro avrebbero potuto creare).

E poiché non siamo abituati a fare “gli struzzi” avvertiamo la necessità di puntare il dito sulla viabilità, la cui ristrutturazione enfaticamente denominata “sicuri per Arona” viene, da due anni, continuamente funestata dal decesso di vite umane, e per di più in ore diurne.

Sarebbe ora, anzi è già troppo tardi, che gli inquilini del Palazzo si ponessero delle domande e cominciassero a confrontarsi democraticamente per non portare anche loro il peso della responsabilità di non aver fatto nulla per evitare o scongiurare altri possibili incidenti.

Aldilà delle visioni strategiche sullo sviluppo sociale in generale, sulle quali la popolazione non sembra abbia titolo ad esprimersi e per le quali non vengono forniti gli strumenti, pur rudimentali, ma necessari per verificare la loro efficacia, le domande su cui confrontarsi, terra terra, non possono che essere:
– viale Marconi (arbitrariamente modificato con non poca spesa), pur totalmente pedonalizzato, non sarebbe stato più bello e sicuro se fosse rimasto largo come all’inizio del 2015?

– in viale Baracca, che da troppo tempo è ormai un cantiere a cielo aperto e ove è stata messa a dura prova la pazienza degli abitanti,
a) in cosa consistono le migliorie della viabilità se le moto transitano ora sul marciapiede?
b) il posizionamento di tutti quei fittoni era proprio utile?

– perché non estendere il doppio senso di circolazione anche al primo tratto di corso Liberazione?, la cui mancanza obbliga gli automobilisti a circumnavigare la città per andare dal centro in via Milano.
– La segnaletica stradale è carente in molti punti della città: a quando un adeguamento (ragionevole)?

M. Cavalli – A. Di Natale – M. Ziggiotto