Questione di sensazioni

TettoAmianto_EGS2016_23903_s

domenica 2 aprile 2017
1. In occasione del G7 di Firenze “sulla cultura”, abbiamo letto su alcune testate toscane online che la copia dell’Arco di Palmira, esposta nella piazza della Signoria, è stata additata all’attenzione dell’opinione pubblica internazionale come “simbolo della necessità” di prendersi cura del patrimonio artistico e culturale dell’umanità e di isolare quanti distruggono la bellezza e la storia, oltre alle vite umane.

Ospitare ora quell’Arco in piazza San Graziano diventa un bel impegno e comporta un grande senso di responsabilità sia per l’Amministrazione che per l’intera comunità.

Se l’Arco costituirà occasione di richiamo per turisti, allo stesso tempo rischia di trasformarsi in danno per l’immagine della città se quel simbolo dovesse rimanere in qualche modo appannato e/o banalizzato.

Auspichiamo dunque che episodi come questi, commentati e documentati da Arona 24, non abbiano a ripetersi, in particolar modo nei mesi dell’esposizione.

Ci sembra significativo evidenziare che la ricostruzione è opera di due giovani imprenditori, titolari della TORART Snc di Carrara.

2. E’ stata una sorpresa – nei giorni passati – leggere all’albo pretorio online del Comune la determinazione dirigenziale n° 74 del 7 marzo scorso riguardante la verifica e l’analisi di materiale contenente amianto, finalizzata alla redazione di una relazione inerente la qualità e lo stato di conservazione dei materiali stessi per la partecipazione ad un bando di affidamento fondi per la bonifica dell’amianto negli edifici pubblici.

Comprendiamo l’esigenza della riservatezza e della cautela, ma non possiamo dimenticare che per l’attività comunale vige il principio della trasparenza; far conoscere quali edifici di proprietà del Comune siano interessati da questa iniziativa sarebbe stato utile alla collettività, benché ci sia sempre l’esercizio del diritto d’accesso generalizzato per quanti vogliono venirne a conoscenza.

E poiché l’amianto, la cui presenza è diffusa sul territorio comunale, costituisce da tempo un grave problema sociale, essendo di pregiudizio per la salute dei cittadini, questa determinazione è la prova documentale di quanto già da tempo sosteniamo sulla scarsa attenzione riposta alla problematica da chi governa la città.

A sorprendere non è la ricerca di fondi utili alla bonifica (benché le disponibilità finanziarie non mancano), ma il ritardo (la stampa locale aveva già evidenziato i Comuni lungimiranti) con cui viene attivata.

Se questo è l’esempio che viene dall’alto, diventa assai utopico sperare che il privato si attivi spontaneamente o su formale invito a bonificare il tetto della sua abitazione e per di più in assenza di un sostegno finanziario pubblico e/o di un costo agevolato dello smaltimento.

Eppure il problema esiste, permane e diventa sempre più grave con il deteriorarsi dei materiali di copertura degli stabili.

Va da sé che l’azione politica dev’essere sempre educativa e anticipatrice del bisogno, se fatta malamente i risultati non potranno che essere negativi.

Quanti tengono alla incolumità personale devono farsene dunque una ragione, iniziando ad interessarsi maggiormente della “casa comune”, a discernere in profondità i messaggi afferenti gli aspetti gestionali della stessa e a far sentire sempre più frequente la propria opinione.

Se nel Palazzo di città percepiranno un maggiore interesse della popolazione su questo tema c’è da immaginare che smetteranno di pensare solamente a fittoni e spartitraffici, che peraltro in taluni posti hanno durata breve.

M. Cavalli – A. Di Natale – M. Ziggiotto