Elusività

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mercoledì 14 dicembre 2016
Nella seduta del Consiglio Comunale del 30 novembre scorso tre consiglieri comunali (Grassani, Marino e Muscarà) non hanno preso parte alla votazione della delibera afferente la modifica del regolamento di concessione dei contributi perché le Associazioni, di cui sono Presidenti, beneficiano di contributi erogati dal Comune. Gesto apprezzabile per la sensibilità istituzionale manifestata nell’occasione.
Se analoga sensibilità venisse mostrata al momento dell’approvazione del bilancio di previsione, da cui i contributi traggono la copertura finanziaria o del rendiconto, in cui gli stessi sono stati contabilizzati, risulterebbe ancora più apprezzabile, in particolar modo, per i due consiglieri di maggioranza; ma non sembra che durante l’Amministrazione Gusmeroli sia già accaduto e temiamo che mai avverrà.
Invero la tradizionale opposizione espressa dalla minoranza, nei due momenti decisionali sopra richiamati, dovrebbe assorbire l’occasionale conflitto d’interesse del consigliere Muscarà.
Sul punto vale la pena ricordare che proprio ad Arona, all’inizio del decennio 1970, l’allora assessore Dott. Giuseppe Galli e il consigliere Dott. Francesco Tonetti, che rispettivamente ricoprivano il ruolo di Presidente dell’Azienda autonoma di soggiorno e turismo, e di medico dell’allora Ospedale, dovettero abbandonare l’Amministrazione perché entrambi gli enti beneficiavano di contributi comunali.
Altri tempi, altre disposizioni legislative, altri carismi e tanto altro …ancora, ma il principio di base (del conflitto tra controllore e controllato) è rimasto sempre lo stesso.
E sottrarre le erogazioni contributive d’importo inferiore ai 40 mila euro al principio di trasparenza per “eccessiva burocrazia”, come sostenuto dal Sindaco, caratterizza l’attuale Amministrazione, oltre che l’autoreferenzialità, anche per elusività.
► Elusivo è il comportamento del Sindaco, il quale, ben sapendo che nel suo programma elettorale e nell’Accordo di Governo approvato dal Consiglio comunale non c’è riferimento alcuno “alle sue alternate sfide” (“di riqualificazione e di valorizzazione del lungo lago” o “di Arona centro commerciale a cielo aperto”), non si prende cura di condividerle con la generalità dei suoi amministrati-cittadini e soprattutto di evitare il sorgere di possibili e gravi contrapposizioni nel tessuto sociale fra quanti abitano e operano aldiquà o aldilà della ferrovia.
La determina dirigenziale n° 456 del 16 novembre scorso con cui viene assunto un  impegno di spesa di 20 mila euro inerente alla sistemazione stradale di corso Marconi a seguito “del ritrovamento in buono stato conservativo delle antiche mura della città di Arona” avalla il sospetto, suscitato dalla visura di vecchie fotografie, che le “fondamenta” siano state volutamente definite, in modo assolutamente elusivo, “mura”. Emerge dalla stessa che le Soprintendenze (Monumentale – Paesaggistica e Archeologica) si siano limitate solamente a partecipare a una valutazione circa la loro possibilità di valorizzazione di quel ritrovamento, per il quale non viene però citato alcun pronunciamento formale.
Ed ancora le rassicuranti dichiarazioni del Palazzo sull’ordine pubblico in risposta alle ripetute lamentele e preoccupazioni espresse dagli abitanti del centro storico troverebbero una smentita in un recente provvedimento di pubblica sicurezza emesso dalla Questura di Novara nei confronti di un esercizio pubblico locale. Evidentemente in quelle dichiarazioni i problemi reali provocati dalla movida venivano elusi, sarebbe bene capirne le ragioni.
Paradossale è che successivamente al realizzato progetto di viabilità “Sicuri per Arona” gli incidenti stradali all’interno della città, alcuni peraltro molto gravi, continuino a verificarsi. Le necessità viabilistiche sono state di sicuro eluse, se può sembrare esagerato sostenere che siano state aggravate le criticità precedenti.

M. Cavalli – A. Di Natale – M. Ziggiotto

 

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