La città di Carlo e Federico, lettera programmatica ai candidati sindaci

mercoledì 4 marzo 2015
La città di Carlo e Federico, lettera programmatica ai candidati sindaci da parte delle associazioni aronesi per le elezioni amministrative 2015

Le sottoscritte associazioni propongono ai candidati sindaci i seguenti punti programmatici che coinvolgono temi urbanistici e culturali per la valorizzazione della nostra città, affinché gli stessi possano essere recepiti nei loro programmi elettorali e successivamente sviluppati nello svolgimento del mandato popolare.

  1. Recuperare e valorizzare il percorso pedonale ex votivo che dalla stazione, passando da piazza del Popolo, porta al Sacro Monte ed alla statua, arricchendolo di arredo urbano ed edicole.
  2. Attrezzare quella che fu la principale via del borgo (oggi via S Carlo), su cui si affacciano diversi luoghi di S Carlo, quale asse privilegiato di collegamento pedonale tra Città e Rocca.
  3. Tracciare un percorso all’interno del borgo atto a valorizzare il patrimonio storico artistico, le mura ed i bastioni della quarta cerchia con opportuna cartellonistica ed eventuali totem multimediali. In questo percorso inserire e rilanciare anche i due musei aronesi che necessitano di bonifica ambientale (umidità, temperatura, igiene). Favorire la dimensione “uomo” e tutto quello che è reale economia “slow”.
  4. Il fatto che si sia riaperta la Rocca non assicura la tutela delle vestigia e la valorizzazione del sito, anzi la fruizione pubblica, in assenza di un piano programmatico chiaro di interventi, diventa passiva, abbastanza simile a quella del lungo lago, e nessuno si accorge di questi “quattro sassi”, che possono un giorno o l’altro cadere. Occorre trovare il giusto strumento giuridico da condividere con la proprietà, per permettere interventi che assicurino il patrimonio architettonico esistente, aggiungendo alle già ricche valenze paesaggistiche e naturalistiche, la dignità della vestigia restaurate e di una storia della città alloggiata in uno spazio “museale” vivo.
  5. Avviare parimenti pubblica iniziativa con il privato per sbloccare la situazione cava, oggi territorio sottratto al godimento cittadino, determinarne una destinazione urbanistica certa ed univoca, tracciare nel breve termine uno o più percorsi pedonali di elevato interesse paesaggistico che unisca il Borgo al Sacro Monte, attraverso Rocca, Cava, Motto Curione.
  6. Analoga iniziativa e ben più pressante sia presa anche per il Sacro Monte, oggi non più controllato da istituzioni o enti religiosi (il Sacro Monte è stato ceduto dalla Veneranda Biblioteca Ambrosiana ai Cappuccini, ma nel giro di pochi anni quest’ultimi l’hanno ceduta ad una società privata). Che questo sito torni ad essere un luogo dello Spirito, dove l’uomo si eleva a Dio, come lo vollero il Cardinal Federico ed il Grattarola (di cui quest’anno corre il quarto centenario della morte). Anche in questo caso occorre un preciso strumento urbanistico. Il sito è già stato oggetto di importanti studi architettonici negli anni ottanta su iniziativa del Politecnico di Milano. Obiettivi a breve: recuperare il percorso devozionale delle quindici cappelle, ricercare con l’ausilio dell’Ambrosiana documentazione storica nell’ipotesi di una mostra permanente anche con strumenti multimediali.
  7. Intraprendere una azione volta a valorizzare la Statua, il piazzale e la chiesa di San Carlo come beni architettonici ed artistici, ricercando con la Veneranda Biblioteca Ambrosiana gli accordi giuridici necessari per assicurare a questo luogo almeno la dignità urbanistica che il monumento richiede. Favorire la realizzazione del percorso pedonale, già proposto dall’Ambrosiana, all’interno del recinto della statua con le edicole dei quadroni del Cerano.
  8. Insiste, sul piazzale di San Carlo, un patrimonio architettonico in progressiva dismissione, l’ex-seminario di proprietà della Diocesi di Novara. E’ opportuno favorire una possibile futura riqualifica: ostello, centro studi, tutte e due le cose.
  9. Occorre creare un organo istituzionale (commissione urbanistica ad hoc) che operando in modo organico ricerchi strumenti di pianificazione territoriale del sito da anni identificato con “i luoghi di San Carlo” di cui abbiamo detto nei punti precedenti e cerchi le relative risorse economiche per attuarle. Pare comunque opportuno favorire almeno la formazione di gruppi di lavoro interdisciplinari (dall’architetto allo storico, dall’urbanista all’economista) per approfondire questi temi.
  10. Parimenti per approfondire la conoscenza del periodo d’oro aronese pare opportuno istituire una commissione storica culturale, espressione dell’associazionismo locale, che operi in sinergia con la Veneranda Biblioteca Ambrosiana, l’archivio Borromeo, quello Diocesano, parrocchiale e civico. Con tutti questi Enti si auspicano accordi duraturi.
  11. Ultimo punto, il più importante, queste iniziative possono aver successo solo se si costruisce una rete in cui inserirsi: delle associazioni, dei luoghi borromaici, dei sacri monti, dei parchi naturali, con Ambrosiana e diocesi, con le comunità del lago, fra le iniziative culturali esistenti, ecc.

In quest’ottica appare prioritario il collegamento con uno dei luoghi più suggestivi di Arona, il Parco dei Lagoni di Mercurago, da poco divenuto PATRIMONIO DELL’UNESCO, sia con l’utilizzo di strumenti multimediali, sia con una rete di percorsi pedonali e ciclabili.

Amici del centro storico, Amici della Rocca, Arona Nostra, Associazione culturale ProntoGuide-visite e cultura, Gruppo Archeologico Storico Mineralogico Aronese – GASMA, Gruppo ProSanCarlo

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