Preghiera “Morire di Speranza”

mercoledì 30 giugno 2021 – ore 21.00, Chiesa Collegiata di Santa Maria 
Mercoledì 30 giugno nella Chiesa Collegiata di Arona, promossa dalla Comunità di Sant’Egidio, Caritas Parrocchiale e Istituto Molinari, si è celebrata in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato una preghiera in memoria di quanti perdono la vita nei viaggi verso l’Europa.
Nella celebrazione dal significativo titolo “Morire di Speranza” sono stati ricordati i 4071 profughi che, da giugno 2020 ad oggi, hanno perso la vita nel Mediterraneo e lungo le vie di terra, cercando di raggiungere l’Europa, alla ricerca di un futuro migliore.

In particolare sono stati ricordati nelle intenzioni:
– 1700 profughi che nell’ultimo anno, provenienti dalla Libia, sono morti poco distanti dalla costa, nelle acque maltesi o davanti alle coste italiane. Fra loro 130 migranti dell’Africa Sub sahariana, affondati nella notte tra il 21 e il 22 aprile scorso, dopo 48 ore nella tempesta e numerose richiese di soccorso rifiutate.
– Thioune, Ndiaye, Coumba, della Mauritania, Omar, il piccolo Sissoko insieme alla madre Aminata del Mali, ritrovati il 26 aprile scorso in una canoa alla deriva nelle acque intorno alle isole Canarie. Con loro ricordiamo gli oltre 900 profughi dell’Africa subsahariana che hanno perso la vita nell’oceano Atlantico, cercando di raggiungere la Spagna.
– Due ragazzi siriani, i cui corpi sono stati recuperati il 3 novembre 2020 nel fiume Drina, al confine tra Serbia e Bosnia. Con loro ricordiamo Rania, Michel, Waleed, il piccolo Karim e gli altri 80 migranti siriani, afgani, palestinesi, congolesi e di altra nazionalità che nello scorso anno hanno perso la vita lungo la rotta balcanica.
– I profughi annegati il 15 aprile nel fiume Evron, confine naturale Turchia e Grecia, tra loro, ricordiamo Nurefsan, bambina turca di 9 anni, Yaseen e Bakhtiar, giovani iracheni, Sufian, Servet, Mehdi, di 17 anni, iraniani, Ali e la piccola Fatima, afghani.
– I 90 migranti affondati nel golfo di Gabes, in Tunisia, il 16 maggio con la loro imbarcazione. Erano partiti dal porto libico di Zuwara. Altri 33 cittadini del Bangladesh sono invece sopravvissuti al naufragio. Con loro ricordiamo Sahid, Ahsan, Mizanur, Sohel e gli oltre 440 profughi, che nell’ultimo anno sono annegati di fronte alla Tunisia.
– Il piccolo Artin, curdo iracheno di solo 15 mesi, annegato con tutta la sua famiglia mentre attraversava in barca il Canale della Manica, a ottobre 2020. Il suo corpo è stato rinvenuto in Norvegia tre mesi dopo, il primo gennaio 2021. Con lui sono morti il padre Rasoul, la mamma Shiva e i suoi fratelli Anita e Armin.
– Nel mese di aprile 2021 la Guardia Civil ha recuperato sulla spiaggia tra Ceuta e Melilla molti corpi di giovani africani. Tra loro ricordiamo Diallo, Cisse, Sulayman del Senegal; Azouz di 20 anni, Lamine, Mohamed, di 23 anni, e Soufien, insieme alla piccola Rahma, marocchini; Michel, del Congo, con la piccola Sandrine di 2 anni; Ayoub di 18 anni, della Guinea Conakry. Facciamo memoria dei 200 profughi dell’Africa subsahariana, annegati su piccole imbarcazioni nel tentativo di raggiungere la Spagna.
– Fatima, algerina di 26 anni, il cui corpo è stato recuperato dalla guardia costiera nelle acque davanti ad Orano, il 16 marzo 2020. Era partita con altre 13 persone, tra cui un ragazzo di 14 anni, diretta in Spagna, ma di nessuno di loro si sono più avute notizie. Con loro ricordiamo i giovani algerini Bel Kalid, Zakaria, Malek e gli oltre 300 che hanno perso la vita nel tratto di mare tra le coste dell’Algeria e la Spagna nell’ultimo anno.
–  Facciamo memoria degli oltre 59.000 fra morti e dispersi che dal 1990 ad oggi sono spariti tentando di raggiungere l’Europa. Di questi almeno 16.000 hanno perso la vita negli ultimi 5 anni. Insieme a quanti sono morti in altri continenti, ricordiamo tutti coloro i cui nomi e le cui storie sono nel cuore di Dio, anche quando sono ignoti agli uomini.