Amici della Rocca, salvaguardiamo la torre Mozza

martedì 16 marzo 2021 – Amici della Rocca prot. 210313 adr
Riceviamo e pubblichiamo la seguente lettera aperta inviata dall’associazione Amici della Rocca al Sindaco e ai gruppi consigliari della città di Arona e per conoscenza al FAI Fondo Ambiente Italiano, Istituto Italiano dei castelli Italia Nostra, Magazzeno storico verbanese e varie Associazioni Aronesi.

Egregio Sindaco,
riguardo alla nostra Rocca avremmo preferito parlare con lei di ben altro: delle rocambolesche fughe di Ottone Visconti, dell’inviolato baluardo settentrionale del Ducato di Milano, della diligenza e sollecitudine con cui, qui, si governava lo stato borromaico, della spensierata infanzia del Cardinal Federico o delle  tecniche di restauro delle mura medievali o ancora delle biodiversità che grazie al microclima e al terreno calcare qui trovano albergo. Purtroppo ci tocca parlare solo di servizi igienici, e con tutto il rispetto per questo periodo di pandemia Covid, lei stesso, ne ha fatto materia d’urgenza.
Oh, intendiamoci è cosa necessaria, davvero il parco pubblico ne abbisogna. Spesso si hanno code da tempo di guerra davanti all’unico gabinetto in comune con il bar ristoro, privo di uno per proprio uso riservato, per altro necessario da quando, per intraprendenza del custode, ha preso piede il ristorante.
Come associazione che per statuto si propone di tutelare il patrimonio storico e culturale ci chiediamo: ma proprio nell’unica testimonianza rimastaci di architettura militare, per la quale si sono spesi migliaia di euro per il restauro conservativo solo qualche anno fa, si doveva fare un servizio igienico?
Fra l’altro la soluzione è insensata anche dal puro punto di vista logistico, esso sarà posto in un sito particolarmente scomodo e lontano rispetto ai luoghi frequentati del parco, bisogna accedere attraverso una scala sconnessa, non è rispettato il vincolo di accessibilità per i disabili, insomma soluzione peggiore non poteva esser prevista.
Questa torre è stata decisiva nella difesa della Rocca, in specie negli assedi del 1523 e del 1644. Non elevata in altezza (mozza appunto) ma arcigna e forte era la formidabile piattaforma dalla quale si cannoneggiava per difendere Arona e battere gli assedianti nei settori sud ed ovest.
Ora in questa gloria cittadina “l’Amministrazione Comunale intende realizzare un servizio igienico” (Rocca: linee guida concessione art. 4, comma d. Arona 18 febbraio 2021).
Ben altro destino avevamo previsto per questa torre nelle proposte di valorizzazione dell’intera Rocca contenute nel progetto “i luoghi di San Carlo”, condiviso nel novembre 2009 da Regione Piemonte, dai Borromeo, dall’Amministrazione Comunale e Provinciale, valutato finanziabile per il solo capitolo Rocca per un milione e mezzo di Euro.
Si pensò che in un luogo così ristretto (pochi metri quadrati) come la nostra torre potesse alloggiare una installazione multimediale, dove si raccontasse delle strutture militari di difesa, ma anche della storia della rocca e dello stato borromaico, lanciare un invito a scoprire le testimonianze ancora presenti dell’Arona ai tempi dei due grandi Arcivescovi Carlo e Federico ed in generale poi di tutte le altre testimonianze presenti nelle terre del Verbano.
Anche il Sindaco Gusmeroli il 21 dicembre 2013 annunciando con enfasi (“TORRE MOZZA CI ABBIAMO MESSO L’ANIMA”), che la torre avrebbe avuto un restauro conservativo propendeva per un impiego nobile “utilizzabile in futuro per mostre, attività, altro”. La qualcosa risultava quasi obbligatoria in quanto il contributo della Fondazione Cariplo e l’approvazione della Soprintendenza non potevano prescindere da una tale destinazione d’uso.
Ma ora si è cambiato idea e la austera Torre sarà piastrellata di rosa pallido ed invece dell’eco dei cannoni si sentirà quello degli sciacquoni. Forse è illecito pensare che dietro al sacrificio (non lo voglia il fato) dell’unica torre visitabile ci sia qualcosa di più interessante?
Il nostro auspicio è che il signor Sindaco, il suo vice e l’Amministrazione tutta si ravvedano di tanta improvvida soluzione. Quella torre veglia su Arona da secoli, quando ne fu necessario la difese dando l’anima (anche le torri ne hanno una), merita solo d’esser conosciuta, celebrata e conservata integra per i posteri.

Il presidente
Angelo Poletti

 

Amici della Rocca OdV: l’organizzazione di volontariato “Amici della Rocca” fu fondata nel 1995 da un gruppo di appassionati che si erano conosciuti nelle annuali pulizie del parco comunale organizzate da un comitato a cui aderiva l’associazionismo aronese (Scout, Alpini, Gasma, Arona Nostra, CAI, ecc.). In questi 25 anni ha sempre proposto la valorizzazione del patrimonio storico ed ambientale dell’area, volgendo l’attenzione anche a cava, sacromonte e centro storico, come un unicum culturale e paesaggio urbano, necessario di recupero e valorizzazione. Grazie alla raccolta di firme per la riapertura del parco (2006) innescò un processo di disgelo con la famiglia Borromeo, che portò dapprima all’accordo citato del 2009 e poi alla riapertura della Rocca.

 I luoghi di San Carlo: a seguito del successo nel concorso FAI 2006 “luoghi del cuore” secondi a livello nazionale con 13.000 firme, (raccolte senza l’ausilio dei social), si elaborò una idea progettuale su quella che è una area oscurata della città di Arona, quella terrazza di oltre 20 ettari che domina il lago, coperta di testimonianze storiche culturali che va dal centro storico fino alla statua di San Carlo comprendendo Rocca, cava, Sacromonte e monte Cuirone. In alcuni casi furono fatti approfondimenti con indicazione progettuali di massima, come nel caso della torre Mozza o delle mura ancora in piedi della Rocca. Attorno a questa documento si raccolse il consenso istituzionale del 2009 citato sopra.