Legambiente e Federazione Pesca Sportiva richiedono di rimandare a settembre i lavori alla spiaggia delle Rocchette di Arona

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lunedì 4 maggio 2020 – Comunicato stampa
Legambiente e Federazione Pesca Sportiva richiedono di rimandare a settembre i lavori alla spiaggia delle Rocchette di Arona, poiché in questo periodo comprometterebbero la riproduzione di alcune specie ittiche, alterando in modo significativo l’equilibrio dell’ecosistema lacustre.
Molte specie ittiche lacustri, tra cui pesce Persico, Persico Trota, Cavedano, Agone, Tinca e in particolare le Alborelle, una specie in forte difficoltà che negli anni ha subito forti riduzioni, si riproducono proprio tra maggio e giugno, nelle acque basse e prevalentemente su rive ghiaiose.  Intervenire in modo massiccio nell’alveo lacustre significa interferire nelle loro attività riproduttive e alterare la biodiversità delle specie.
“Fatte le debite proporzioni, interrompere la riproduzione delle alborelle in una vasta area come le Rocchette, sarebbe come cacciare una balena o potare drasticamente un albero in fiore. Si può tranquillamente aspettare i mesi autunnali per effettuare i lavori, senza interferire con i periodi di riproduzione dei pesci, salvaguardando così la biodiversità della fauna ittica.”

Legambiente e la Federazione della pesca sportiva lanciano l’allarme sugli impatti ambientali che possono avere in questo periodo i lavori di innalzamento della spiaggia delle Rocchette ad Arona, di cui l’amministrazione ha recentemente annunciato l’apertura del cantiere.  Il progetto, approvato a fine 2017 e nel febbraio 2018, prevede una serie di opere programmate in varie fasi di intervento, tra cui la costruzione di una scogliera, la sistemazione e il livellamento della spiaggia e la formazione di una rampa con funzioni di scivolo di alaggio delle imbarcazioni.

Legambiente e la Federazione della pesca sportiva, non esprimono in linea di massima un parere contrario all’opera, evidenziano invece il grave danno ambientale all’ecosistema lacustre che provocherebbero dei lavori edili effettuati direttamente nell’alveo del lago di quest’area, proprio in questi mesi che vedono la piena attività di riproduzione di alcune importanti specie ittiche.
Maggio e giugno sono i mesi della riproduzione del pesce persico, dell’agone, del cavedano, della  tinca e in particolare delle alborelle, una specie che riveste un ruolo di primaria importanza nel contesto della fauna ittica dei laghi prealpini, sia dal punto di vista faunistico, sia da quello ecologico per la tutela della biodiversità, che attualmente – per diverse cause – è in forte difficoltà rispetto ad altre specie invasive, che da alcuni anni si sono diffuse anche nel lago Maggiore.
L’associazione ambientalista e i pescatori sottolineano che la riproduzione di queste specie, tradizionalmente presenti nel Verbano, avvengono proprio con la deposizione delle uova e la fecondazione in acque basse, vicino alle rive e prevalentemente in fondi ghiaiosi e acque limpide.
Situazione tipica dell’area delle Rocchette, dove l’amministrazione di Arona intende effettuare i lavori in alveo. La soluzione proposta dalle associazioni è molto semplice: per salvaguardare tutte le diverse esigenze, è sufficiente rimandare i lavori nei mesi di inizio autunno, per non interferire e addirittura compromettere la stagione riproduttiva dei pesci.
Legambiente ricorda che il lago Maggiore, insieme alla valle del Ticino e all’area protetta della Val Grande, recentemente sono state inserite nelle aree MAB Unesco (Uomo & Biosfera), un programma scientifico intergovernativo, avviato dall’UNESCO nel 1971, per promuovere su base scientifica un rapporto equilibrato tra uomo e ambiente, attraverso la tutela della biodiversità e le buone pratiche dello sviluppo sostenibile. Di conseguenza ogni decisione politica e amministrativa che prevede degli interventi – anche quelli apparentemente poco significativi ed impattanti – che riguardano il lago e il suo ecosistema, devono prevedere e considerare anche questa nuova importante variabile e devono essere gestiti con estrema attenzione, documentandosi e prevedendo anche tutti gli aspetti ambientali ed ecosistemici.

Massimiliano Caligara, presidente del circolo di Legambiente Gli Amici del Lago ha dichiarato: “E’ un progetto il cui iter di approvazione era iniziato tra la fine del 2017 e l’inizio del 2018, ed è incredibile che solo ora, dopo alcuni anni, nel mese di maggio, proprio durante il periodo di riproduzione di molte specie ittiche, si decida di effettuare i lavori nell’alveo del lago. Era sufficiente informarsi per definire un periodo che non possa interferire con l’equilibrio ambientale del lago. Non si tratta di asfaltare una strada, qui parliamo di un intervento diretto nelle acque del lago e dovevano essere convolti non solo architetti o geologi ma è necessario avere una visione ecosistemica, analizzando non solo l’impatto paesaggistico, ma anche quali effetti gli interventi edili possono avere sulla fauna ittica, coinvolgendo anche esperti multidisciplinari come naturalisti e ittiologi.

Roberto Forni, della commissione provinciale di Novara della FIPSAS ha inoltre puntualizzato: “Il progetto alla Rocchette prevede che le compensazioni ambientali sono costituite dalla medesima natura e tipologia dei materiali e dei manufatti che verranno impiegati. Questa è una visione da edilizia, qui si tratta di lavori effettuati nell’alveo delle acque del lago, dove esistono delle forme di vita, tra cui i pesci, che sono esseri viventi che hanno il loro ciclo riproduttivo naturale in un ambiente dove esistono specie in forte difficoltà, che subiscono diverse minacce: dalla modifica del loro habitat naturale, dall’inquinamento e dalla diffusione di nuove specie invasive, che prevalgono sulle specie esistenti. Nel Verbano svizzero stanno effettuando significativi investimenti per la rinaturalizzazione di sponde adatte alla riproduzione di alcune specie, come la creazione di alvei di frega con deposizione di ghiaia e piantumazione di piante adeguate e sono investimenti non solo per l’ambiente ma anche con una logica di promozione di un turismo diverso, più sostenibile e attento all’ambiente. Sono delle buone pratiche che dovrebbero essere replicate anche da noi”. 

Roberto Signorelli vicepresidente del circolo di Legambiente Gli Amici del Lago e coordinatore locale della tappa sul Verbano della Goletta dei Laghi ha dichiarato: “Il lago da molti viene vissuto come una scenografia per fare i selfie o come un fondale da ammirare dalle panchine o dai tavolini di un bar. Il lago invece è un delicato ecosistema interconnesso che contiene forme di vita e biodiversità, che subisce la pressione antropica ed è fortemente minacciato da fattori di stress locali e globali, come lo sviluppo costiero intensivo, l’inquinamento, il turismo mordi e fuggi e gli effetti dei cambiamenti climatici. Ne consegue il deterioramento e la perdita di biodiversità, che è anche una perdita economica, poiché il lago con tutte le sue forme di vita,  è invece un capitale sommerso, che va ben oltre una visione economica semplicistica del 900 da sfruttare da parte dell’uomo senza porsi limiti. E’ un valore ambientale ed economico da gestire con attenzione e parsimonia per le future generazioni.