Lungolago Marconi e mandato elettorale

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domenica 20 novembre 2016
È in corso di pubblicazione all’albo pretorio on-line del sito comunale la delibera della Giunta Comunale n° 113 del 18 ottobre 2016 e allegato avente per oggetto la programmazione triennale delle opere pubbliche 2017-2019. Fra le opere programmate spicca la “riqualificazione passeggiata a lago di corso Marconi” da realizzarsi in due lotti rispettivamente di € 332 mila e € 500 mila.
In cosa consista la “riqualificazione” non è stato possibile desumerlo dall’atto amministrativo citato; per capire quali siano gli interventi qualificanti in programma siamo stati costretti a consultare Facebook, privilegiando il Primo Cittadino questo sito privato per comunicare con i cittadini accreditati e trascurando (o addirittura fregandosene) di illustrare alla restante parte dei cittadini gli intendimenti della sua Giunta attraverso gli atti pubblici pubblicati nel sito ufficiale del Comune.
Abbiamo così rilevato una sostanziale discordanza sui tempi di realizzazione del 2° lotto, prevista nell’anno 2018 in delibera mentre nel post di Facebook datato 24 ottobre ad “inizio dell’autunno” del prossimo anno, rettificata nel successivo post del 15 novembre in “non prima dell’anno 2018”.
Ci domandiamo perché mai resti difficile al Sindaco comunicare in modo univoco, e dire – una volta per tutte – cosa pensa realmente di fare.
Nel post di Facebook del 24 ottobre illustrativo del progetto, egli puntualizza che: “TEMPI e MODI saranno concordati con le Associazioni e rappresentanti delle categorie con dialogo costruttivo ma dove il concetto non può essere NO a qualsiasi proposta di pedonalizzazione”.
Ci chiediamo perché NO, considerato che sul tema qualche perplessità è già stata avanzata.
Parrebbe che della pedonalizzazione del lungolago, estesa all’intera settimana, abbia voluto assumere il ruolo “dell’alfiere”, essendo da tempo “cavallo di battaglia” del PD locale senza essere riuscito però a concretizzare.
Dai due post sopra menzionati abbiamo tratto l’impressione che su questa radicale conversione, interessata e per noi sospetta, il Capo dell’Amministrazione, se già spontaneamente (fatto insolito) manifesta disponibilità al dialogo, tema l’addensarsi di nubi dopo un primo incontro con i commercianti.
Sulla “sfida”, lanciata dallo stesso nelle righe conclusive del post del 24 ottobre, in merito al progetto di riqualificazione e pedonalizzazione di corso Marconi, osserviamo che questo NON E’ STATO PREVISTO nel programma elettorale con cui E’ STATO ELETTO.
Neppure nell’Accordo di Governo, atto fondamentale dell’Amministrazione in carica, approvato dal Consiglio Comunale il 27 novembre 2015 con delibera n° 60, ovvero sei mesi dopo il suo insediamento, non è stato introdotto alcun riferimento al riguardo.
Se è vero, e lo è, che il mandato elettorale affidato dagli elettori agli eletti è vincolato al contenuto del programma, risulta ben difficile annoverare ora riqualificazione e pedonalizzazione di corso Marconi fra “i tesori” genericamente citati nel paragrafo di questo documento politico relativo al Modello di città, né tanto meno se ne occupa il successivo paragrafo sul turismo: Arona tra il lago e la natura.
Pertanto la sfida lanciata non è legittimata politicamente ed amministrativamente.
Già il recupero di un tratto di antiche mura della città è avvenuto senza che alla popolazione sia stata data la possibilità di esprimersi al riguardo e la discrezionalità esercitata dall’Amministrazione si è tradotta in un gravoso e condizionante peso per l’intera collettività.
È stato infatti deciso unilateralmente dalla stessa, seppure priva di specifico mandato, il restringimento della carreggiata stradale di corso Marconi con l’obbligatoria circolazione viaria a senso unico di marcia.
Con un colpo di spugna sono state annullate scelte attentamente valutate e ponderate dalle Amministrazioni pro-tempore degli anni 30 del 1900, volte evidentemente a migliorare la viabilità del lungolago e, oltremodo, gravemente è stata compromessa la qualità ambientale delle altre principali vie di comunicazione, che in futuro tende a peggiorare ulteriormente.
Ora, con il post del 24 ottobre viene prospettato il recupero della “TORRE CANZIANA”, posizionata sotto il sedime pedonale e leggermente spostata rispetto alla Torre dell’Orologio, e, addirittura, nel post del 15 novembre, si fa riferimento ad altre due torri, senza dire però se la pedonalizzazione sia diretta conseguenza e senza indicare ai cittadini come il tutto s’inserirà nel contesto urbano del lungolago.
Di fronte a un così radicale cambiamento (dai nebulosi contorni e non chiari neppure a chi apposta comunicazioni su Facebook) di quell’area spetta unicamente e preventivamente al popolo pronunciarsi.
A tale fine e nella pienezza del regime democratico, è il caso di ricordare che l’attuale Amministrazione rappresenta soltanto il 28,08% (pari a 3.385 voti) del corpo elettorale numericamente definito (12053 iscritti alle liste elettorali), nella primavera del 2015, alla chiusura delle liste elettorali.
Dopo la mortificazione cagionata dal recente intervento della Soprintendenza ai Beni culturali ed ambientali, a seguito della trasformazione del campanile in ponte radio a supporto di attività del Comune e per di più senza il preventivo consenso della proprietà, sarebbe bene che il SINDACO e la sua MAGGIORANZA decidano di ASCOLTARE e ASSECONDARE la volontà dell’intera popolazione.

M. Cavalli – A. Di Natale – M. Ziggiotto