Consiglio comunale in Laica: perché lo troviamo inopportuno

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giovedì 16 giugno 2016 – Comunicato stampa del Gruppo Consigliare Costruiamo il Futuro
Nonostante avessimo già espresso la nostra contrarietà allo svolgimento di un Consiglio comunale presso lo stabilimento “Laica” sia in Conferenza dei capigruppo lo scorso 22 marzo, sia tramite comunicazione formale alla Presidente del consiglio, Monia Mazza, prendiamo atto della decisione del Sindaco che – con la solita arroganza che lo contraddistingue – non tiene in alcun conto le opinioni dell’opposizione, violando – in questo caso secondo noi – le regole istituzionali (ci chiediamo allora perché abbia chiesto il nostro parere se già aveva comunque deciso). Pur comprendendo la motivazione nobile di celebrare i 70 anni di attività di un’azienda che opera sul territorio aronese dando lavoro a 250 operai, riteniamo che sarebbe stato più corretto dare il giusto riconoscimento in un contesto diverso. Riteniamo non opportuno che un’azienda ospiti un Consiglio comunale, perché il Consiglio è luogo di discussione di problematiche pubbliche, aperto a tutti i cittadini: tenere queste discussioni in una proprietà privata – oltretutto in un momento che dovrebbe essere di festa e celebrazione – potrebbe essere limitativo alla discussione stessa degli argomenti all’ordine del giorno. In altri termini, ci sembra assolutamente inopportuno confondere un momento di festa con un momento di confronto politico, che deve potersi svolgere – invece – nelle sedi appropriate. Secondo il parere del Sindaco, portare il Consiglio comunale fuori dal palazzo avvicina la gente alla politica: questo può anche essere vero – sebbene non sempre sia accaduto, come testimoniano le cronache – se si tengono sedute nelle frazioni, in luoghi istituzionali o comunque pubblici. Farlo in un’azienda privata non solo non avvicina la gente alla politica (se non i suoi soliti fan), ma viceversa può alimentare polemiche con danno di immagine per la stessa azienda. Riteniamo, infine, che invece di operazioni spot, la nostra città avrebbe bisogno di aprire una seria discussione sulle strategie da adottare per tornare a creare posti di lavoro in loco, dal momento che da diversi anni Arona non è più un centro industriale, né un centro terziario e di servizi. Per i motivi sopraindicati non parteciperemo al prossimo Consiglio comunale ed informeremo il prefetto della violazione delle regole istituzionali da parte del sindaco. Ci spiace che un’azienda cosi radicata sul territorio, per il quale rappresenta anche un valore sociale, venga suo malgrado coinvolta in queste operazioni demagogiche e populiste.
Antonio Muscarà – Alessandro Travaini

In apertura del Consiglio comunale di giovedì 16 giugno alle ore 20.45 presso lo stabilimento Laica, la presidente del consiglio Monia Mazza ha dato lettura della seguente breve nota inviata dal Gruppo consiliare “Costruiamo il futuro” come da loro richiesto.

Innanzitutto vogliamo porgere i nostri più cordiali saluti ai lavoratori ed alla proprietà dell’azienda che oggi ospita il Consiglio comunale. Ci associamo ben volentieri alla celebrazione dei 70 anni di attività di un’azienda che -essendo rimasta radicata nel nostro territorio anche in un momento di grande difficoltà economica come quello attuale, dando lavoro a tantissime persone- ha evidentemente un importantissimo valore sociale.
Pertanto, la nostra assenza questa sera non vuole assolutamente essere uno sgarbo nei confronti dei lavoratori e della proprietà, bensì una forma di protesta nei confronti di quella che crediamo essere una grave scorrettezza istituzionale.
Riteniamo, infatti, non opportuna la scelta del Sindaco e della sua maggioranza di indire una seduta di Consiglio comunale nei locali di un’azienda privata, nonostante il parere contrario delle opposizioni. Questo perché il Consiglio deve poter essere un luogo di discussione di problematiche politiche e amministrative, aperto a tutti i cittadini: tenere queste discussioni in una proprietà privata -oltretutto in un momento che dovrebbe essere di festa e celebrazione- è certamente fuori luogo e limitativo della discussione degli argomenti all’ordine del giorno.
In altri termini, ci sembra assolutamente inopportuno confondere un momento di festa con un momento di confronto politico, che deve potersi svolgere -invece- nelle sedi appropriate.
Proprio per questo motivo, avevamo avanzato la proposta di celebrare in una diversa e apposita occasione il prestigioso traguardo raggiunto dalla Laica, magari proprio alla presenza dell’intero Consiglio comunale. Tale proposta, tuttavia, non è stata accolta. Confidiamo, ad ogni modo, che ci possano essere in futuro altre occasioni per testimoniare la riconoscenza della città intera ad una sua importante realtà produttiva.
Antonio Muscarà – Alessandro Travaini

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