Le Frecce Tricolori di Pierino

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martedì 24 maggio 2016
Durante la lezione di Educazione Civica la Maestra chiede agli alunni: cosa sono le frecce tricolori e subito Pierino risponde: le frecce usate nelle gare ufficiali dalla Squadra Nazionale del tiro con l’arco.
Metaforicamente parlando sembrerebbero “avvelenate” quelle che in questo periodo si stanno tirando i primi cittadini dirimpettai di Arona ed Angera; il primo perché non ha certezza di beneficiare di un contributo finanziario da parte del Comune dirimpettaio che pure beneficia delle spettacolari evoluzioni aeree delle Frecce Tricolori (quelle doc), il secondo perché costretto a dover subire, pur se estraneo all’iniziativa, l’ondata di quanti dovessero liberamente scegliere di recarsi ad Angera e non ad Arona per godersi lo spettacolo.
Invero – per ironia della sorte – il lungo lago di Angera è punto d’osservazione molto favorevole per le acrobazie della pattuglia aereo-nautica, per cui è ragionevolmente comprensibile la preoccupazione di chi avverte il peso della responsabilità nel garantire la sicurezza ai cittadini con un adeguato servizio di vigilanza.
Per “ragioni di campanile” noi tifiamo ovviamente per Arona, pur tuttavia osserviamo e soprattutto ci chiediamo, dal momento che i panni sporchi si lavano in famiglia, perché mai, per questo evento unico nel suo genere, non sia prevalso e sia stato privilegiato quello spirito di condivisione e di collaborazione che pure emerge dalla delibera GC n° 16 del 25 gennaio 2011 avente per oggetto: Protocollo d’intesa fra il Comune di Arona e il Comune di Angera – atto d’indirizzo, finalizzato ad avviare una collaborazione continuata, mediante incontri periodici, per la riqualificazione unitaria dei rispettivi Castello e Rocca, e l’istituzione, anche in via sperimentale e limitata al periodo estivo, di corse serali di collegamento fra le due sponde per facilitare lo spostamento dei giovani.
Evidentemente:
– oggi è prevalso l’individualismo egocentrico e l’interesse particolare sulla comunione d’intenti e sull’interesse di una zona più vasta, ovvero quel modo di pensare e di fare che da tempo denunciamo e che per il quale l’altro è sempre nemico e non semplicemente avversario, che esprime le sue critiche, sempre e comunque, nell’interesse generale della collettività di cui fa parte,
– o diversamente la evidenziata delibera è stata ipocritamente formalizzata per conseguire, già allora, un’operazione di facciata.

I lettori, schierati e non, abituati comunque a riflettere e meditare, qualche utile spunto possono trarlo da quanto precede.

M. Cavalli – A. Di Natale – M. Ziggiotto