Presentato il restauro della chiesa di Santa Marta

venerdì 10 dicembre 2021 – ore 20.45, Sala Polivalente San Carlo 
Venerdì 10 dicembre presso la Sala Polivalente San Carlo di Arona è stato presentato il restauro della Chiesa di Santa Marta o Santa Maria di Loreto di Piazza del Popolo. La posa della prima pietra risale all’8 dicembre 1592 e fu fondata da Margherita Trivulzio, vedova del Conte di Arona Giulio Cesare Borromeo e da Federico, suo figlio, Cardinale e futuro Arcivescovo di Milano. La chiesa cara agli aronesi a navata unica ha al suo interno un’altra costruzione la copia della Casa di Nazareth, dove avvenne l’Annunciazione a Maria come nel Santuario di Loreto. All’interno della Santa Casa qui ad Arona già nel 1593 era stato collocato l’affresco di ignoto pittore raffigurante una Madonna delle Grazie (per gli aronesi Madonna della Cintura). Dal 1650 fu residente in questa chiesa la Confraternita di Santa Marta e fu presente fino agli anni ’30 del secolo scorso, da allora le funzioni iniziarono a ridursi.
Questa breve parentesi di storia è stata necessaria per raccontare l’origine e di seguito i rimaneggiamenti che si sono susseguiti in particolare a metà del XX secolo con il rifacimento delle decorazioni delle pareti murarie e delle volte. Dal 2010 l’associazione “Amici del Centro Storico” ha preso a cuore questa chiesa aprendola al pubblico durante tutti i weekend e le festività. Sono iniziati così una serie di interventi nel 2014-15 fu restaurata la facciata in pietra di Angera, nel 2017 il crocifisso ligneo del ‘500 e da febbraio 2019 tutti i lavori di risanamento e restauro di tutte le pareti murarie, parti lignee e della Santa Casa. L’intervento a causa della pandemia ha subito qualche mese di fermo a causa del lockdown, ma dopo quasi due anni il cantiere è giunto al termine. Durante la serata l’arc. Mario Ziggiotto, progettista e direttore dei lavori ha illustrato con slide tutte le fasi di restauro che anno riportato la chiesa al suo splendore con lui sono intervenuti per una spiegazione nel dettaglio Giorgio Perino di FabbricaRestauri di Torino, Gerardo Petrizzi di RestauriLignei di Verbania, prof. Maurizio Gomez del Politecnico di Torino che ha illustrato le pietre dell’architettura e Luca Finco di Resistecto che ha installato nel sottotetto una la soluzione ingegnerizzata di recente brevetto e reversibile per il consolidamento della copertura con capriate in legno, primo cantiere autorizzato dalla soprintendenza. Sono intervenuti anche il parroco don Claudio Leonardi, Davide Maggi presidente fondazione Comunità Novarese, Chiara Autunno assessore alla cultura del comune di Arona, Paolo Mira architetto della Curia Vescovile di Novara e l’ing. Angelo Poletti coordinatore della sicurezza del cantiere e presidente dell’associazione “Amici della Rocca”.
Il restauro è stato anche un cantiere didattico, e ha permesso ad alcuni studenti dell’università di seguire il cantiere durante le fasi di restauro, purtroppo non è stato possibile a causa della pandemia estendere la visita ai visitatori anche se durante le fasi di riapertura dopo il lockdown hanno potuto mano mano apprezzare l’avanzamento dei lavori. Gli interventi più evidenti sono stati l’eliminazione delle decorazioni delle pareti, ora sono bianche con riprese di azzurro, il restauro del coro ligneo, ma in particolare l’altare della Santa Casa dove è stato riscoperto, ritrovato e riposizionato tutto l’apparato scultoreo, rimosso negli anni 60 probabilmente per motivi statici. Possiamo ora vedere riposizionati la statua di Sant’Ambrogio (che era collocata in una cappella della Chiesa di San Graziano) e San Carlo (ritrovato in una sacrestia e già restaurato nel 2014 dagli Amici del Centro Storico) oltre al gonfalone della confraternita della Trinità affiliata alla confraternita di Santa Marta (era appeso ad un muro della sacrestia della Chiesa di San Giuseppe) e dagli angeli con trombe (conservati in un armadio della sacrestia della stessa chiesa).
L’intervento ha avuto una spesa di 300.000€ coperti da donazioni di fondazioni bancarie, privati e dalle offerte raccolte. Per completare l’opera manca solo l’illuminazione per il quale è già stato fatto uno studio e la predisposizione dell’impianto, il costo preventivato è di 25.000€ ed è possibile contribuire anche con una piccola donazione con bonifico bancario IBAN IT63T0760110100000018205146 intestato a Fondazione Comunità Novarese Onlus, con la causale “restauriamo Santa Marta Arona” indicando nome, cognome ed indirizzo oltre al codice fiscale per la detrazione fiscale oppure tramite bollettino di CC Postale 18205146 o paypal dal sito www.fondazionenovarese.it.
Per tutti i dettagli degli interventi di restauro si rimanda all’audio della presentazione, e un video realizzato nel 2020 durante le fasi finali del restauro.
EGS – CC By Nc Nd.

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