“Amici della Rocca” e “Arona Nostra” ricordano Nello Tavormina

martedì 19 ottobre 2021 – comunicato stampa 
Nei primi giorni di ottobre ci ha lasciati Baldassarre Tavormina, per tutti solo Nello. Aveva 74 anni, aronese da sempre abitava là dove via Mazzini incrocia via Roma. Non si sposò e non ebbe figli. Persona seria e riservata fondò con alcuni sodali “Arona Nostra” e di questo movimento ecologista fu per 50 anni il segretario e l’anima profonda, anche grazie alla sua determinazione noi oggi abbiamo il verde parco dei Lagoni.
I vecchi soci di “Arona Nostra” (sodalizio sciolto 2 anni fa) e gli “Amici della Rocca” (associazione che con altri fondò nel 1995) lasciano il seguente ricordo

di Nello, uomo fuori dal comune
Ci ha lasciato così in punta di piedi, come sempre fece nella sua vita, senza far troppo rumore, come il crescere silenzioso delle foreste, che diventano maestose.
Fu certo un bimbo amato e poi fu adolescente nell’Arona degli anni ’60. Allora nel suo mondo cattolico risuonava, a chi aveva orecchie per ascoltarlo, quel motto “i care”, che Don Milani adottò nel suo impegno di prete di montagna a favore degli ultimi. Quel “mi sta a cuore” fu l’impegno che Nello prese allora per l’ambiente ed il patrimonio storico culturale del suo paese. Un impegno lucido e tenace che lo portò negli anni ’70 a fondare con pochi altri “Arona Nostra”.
A questa associazione ed al suo impegno personale dobbiamo non solo il Parco Naturale dei Lagoni e le riserve lacustri di Fondotoce e dei Canneti di Dormelletto, ma anche l’aver sorvegliato, per cinquanta anni, che fossero tutelate le bellezze paesaggistiche e monumentali dall’assedio urbanistico ed edilizio, attraverso un silenzioso lavoro di controllo dei piani regolatori comunali e dei piani regionali di pianificazione territoriale. Grazie alla puntualità delle osservazioni giuste e misurate “Arona Nostra” divenne, per gli uffici regionali e della sovraintendenza, un riferimento costante ed ascoltato, ogni volta che nel territorio del basso Verbano si apriva un contenzioso ambientale, urbanistico o di tutela del patrimonio artistico.
Dietro a tutte quelle lettere, oggi custodite nella sezione “Arona Nostra” dell’archivio comunale di Arona, ci stava la macchina da scrivere di Nello, la sua ricerca, la sua attenzione lessicale, la sua capacità di dire solo l’essenziale senza retorica alcuna, ma con riferimenti precisi e contestualizzati. Non fu solo uomo da scrivania, tutti noi lo ricordiamo quando si riempivano gli autocarri per ripulire i Lagoni dai rifiuti o quando ci si arrampicava su in Rocca per liberarla dai rovi e dagli infestanti, quando si aprì l’accesso alla torre degli Innocenti e ai bastioni di torre Nuova, oggi ancora preclusi. La sua roncola ed il suo falcetto erano i meglio affilati, la sua manualità la più efficace.
Venticinque anni fa, fu uno dei soci fondatori degli “Amici della Rocca”, convinto com’era che ci volesse un impegno speciale di tutte le associazioni aronesi per salvaguardare la Rocca ed i luoghi borromaici, quel territorio dimenticato dagli uomini, che va dal centro storico fino alla statua di San Carlo e comprende rocca, cava e Sacromonte. Parimenti dieci anni fa si adoperò perché potesse nascere quel gruppo “Arona Sacra”, volto a valorizzare il notevole patrimonio artistico religioso della comunità aronese. Quel movimento che contribuì alla maggior conoscenza e poi al restauro della chiesa di Santa Maria di Loreto (Santa Marta).
Non cercatelo sui social, egli ignorava internet, neppure aveva computer e cellulare, era privo anche di patente di guida e non vestiva certo alla moda, tuttavia sempre con dignitosa e sobria eleganza, perché a lui ciò veniva naturale. Fu un uomo con la schiena dritta, lontano dai “bla, bla” inconcludenti, guardò sempre con sottile ironia il pavoneggiarsi dei potenti di turno. Fu un novello Diogene, che si pose alla ricerca di una umanità, che non si smarrisse nel divorare l’ambiente in cui vive. In questo sta la sua novità.
Così, pensando a questi insegnamenti, abbiamo salutato Nello, al secolo Baldassarre Tavormina, uomo fuori dal comune. Poi in quello stesso pomeriggio di ottobre, caldo per il sole ancora settembrino, sappiamo che un alito di vento accarezzò gli amati Lagoni e che a quel segno si levò lungo un coro di cinguettii. Nello vive.
noi di “Arona Nostra” e gli “Amici della Rocca”

p.s. sebbene queste righe dicano solo il vero, sappiate quale sarebbe stato il parere di Nello.
Avrebbe, come al solito, scosso un poco la testa e dopo un breve silenzio, facendo quasi inciampare la lingua nella cura di non offendere nessuno, avrebbe detto “grazie, ma la verità vera sta nel profondo di ognuno di noi e a nessuno è permesso di profanarla!”