La Consulta Femminile Aronese scrive al presidente Mattarella

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lunedì 18 marzo 2019
Egregio Signor Presidente della Repubblica Italiana On.le Dott. Sergio Mattarella,
siamo le donne che compongono la Consulta Femminile Aronese, organo permanente di consultazione del Comune di Arona, a far data dal 1977, e rappresentiamo le forze femminili aderenti ai gruppi consiliari presenti in Consiglio ed alle associazioni quali emanazione di organizzazioni comunali, provinciali, regionali e nazionali esistenti, che abbiano una effettiva e valida rappresentatività nell’ambito del lavoro, della scuola, della sanità, dell’assistenza e sicurezza sociale, della cultura e della vita civile e politica.
Abbiamo deciso di scriverLe poiché siamo molto preoccupate del dilagante clima di odio e intolleranza che ha colpito la nostra Nazione, scatenando, soprattutto attraverso i social, i più beceri istinti che nascono dall’odio e dall’ignoranza; questa intolleranza che sgorga da ogni mezzo di comunicazione di massa, ha anche un riscontro pratico nella vita di tutti i giorni, quando ad essere colpite sono le fasce più deboli e minoritarie della popolazione; proprio in virtù di questo, auspichiamo un ritorno, anche e soprattutto nella comunicazione istituzionale, di un linguaggio rispettoso e consono al ruolo ricoperto.
Come Consulta Femminile, che si occupa in particolare di donne e minori, ci permettiamo di fare alcune considerazioni in merito alla LEGGE 11 GENNAIO, N.4; in G.U. del 1° FEBBRAIO 2018, N.26 “ Modifiche al codice civile, al codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizioni in favore degli orfani per crimini domestici”: rileviamo un meccanismo farraginoso, dovuto alle troppo vincolanti condizioni per l’accesso all’indennizzo con una conseguente dilatazione dei tempi per l’ottenimento dello stesso, ed una insufficiente quantità di risorse economiche destinate alle famiglie affidatarie dei minori orfani; riteniamo altresì opportuno che analoghe misure di tutela siano previste anche per i minori vittime di violenza domestica assistita.
La preghiamo, inoltre, di verificare che il “Decreto Sicurezza” non presenti profili di palese incostituzionalità, impattando su tutte le più importanti materie di legislazione regionale quali la salute, l’assistenza sociale, il diritto allo studio, la formazione professionale e le politiche attive del lavoro.
Tale decreto, con l’abolizione dell’istituto generale della protezione per motivi umanitari, sostituito da misure che offrono garanzie limitate e temporanee, e l’esclusione per i richiedenti asilo del diritto di ottenere l’applicazione dei servizi territoriali, vanifica sostanzialmente ogni forma di tutela non solo in favore di chi proviene da Paesi in guerra, ma anche in favore di chi fugge da regimi totalitari e dittatoriali che violano in modo sistematico le libertà democratiche e i diritti fondamentali dell’uomo garantiti dal diritto internazionale e dalla nostra carta costituzionale.
Auspichiamo pertanto, in attesa del vaglio della Corte Costituzionale sul “decreto sicurezza”, che vengano pienamente ripristinati i diritti sociali ed umani degli stranieri i cui diritti fondamentali sono violati nei Paesi di provenienza, nel pieno rispetto del dettato della nostra Costituzione, che, all’articolo 10 terzo comma, riconosce il diritto di asilo nella Repubblica italiana allo straniero al quale sia impedito, nel proprio Paese, l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla carta costituzionale.
Infine rileviamo come con il taglio degli SPRAR operato nel “decreto sicurezza” vengano meno quelle politiche di integrazione che si pongono l’obbiettivo di realizzare un altro principio fondamentale della nostra Repubblica: quello della solidarietà previsto e garantito dall’articolo 2 della Costituzione.

Il nostro appello è rivolto fiduciosamente a Lei, Signor Presidente, in quanto garante dell’unità nazionale e dei principi costituzionali, mai come ora messi in discussione.

Ringraziando per la Sua cortese attenzione, La salutiamo distintamente

Per Consulta Femminile Aronese
Presidente
Carla Rossi

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