Omocausto, una mostra e un film per non dimenticare

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sabato 9 febbraio 2019 – ore 21.00, Circolo Associanimazione Wood, Via Roma 78/80 
Sabato 9 febbraio, presso il circolo Wood di Arona si è tenuta una serata dedicata all’Omocausto, lo sterminio dimenticato degli omosessuali organizzato da Arcigay Nuovi Colori di Verbania e ANPI Villadossola.
All’interno dei locali della Casa del Popolo è stata esposta una mostra dedicata all’argomento che ha ricevuto anche l’appezzamento del Presidente della Repubblica Italiana verso Arcigay per il “dovere della memoria” per il quale solitamente il “Giorno della Memoria” viene ricordato principalmente per la deportazione degli ebrei, ma tra questi fanno parte anche prostitute ed omosessuali che nei tempi recenti è stato definito l’omocausto: la persecuzione e lo sterminio di migliaia di omosessuali uomini e donne ritenuti un pericolo per la società e la “purezza della razza”. Gli omosessuali tedeschi e successivamente anche quelli dei paesi invasi dalla Germania si ritrovarono travolti dalla folle selezione razziale, dapprima ricercati e braccati, in seguito aggrediti, perseguitati e infine sterminati. Come tutti gli elementi indesiderati anche per gli omosessuali si aprirono i cancelli dei campi di concentramento e vennero marchiati con un triangolo rosa, costretti a subire esperimenti medici, torture ed umiliazioni fino alla soppressione nelle camere a gas.
In Italia furono perseguitati dal regime fascista in maniera diversa, meno cruenta, ma non per questo meno efficace. Il dramma degli omosessuali non terminò neppure dopo la fine della guerra, e chi riuscì a sopravvivere all’omocausto si chiuse nel silenzio nel timore di ulteriori persecuzioni o per la vergogna imposta da secoli di repressione. Ancora oggi comunque nonostante la Carta Costituzionale europea vieti la discriminazione dei cittadini in base all’orientamento sessuale in molti paesi del mondo l’omosessualità continua ad essere perseguitata come sta accadendo nel silenzio in Cecenia e punita con il carcere anche a vita o con la pena di morte in altri stati. Ricordiamo che in Italia solo nel 2016 con la Legge Cirinnà n°76 è stato introdotto nell’ordinamento dello stato civile italiano l’Unione Civile tra persone dello stesso sesso.
Dopo la presentazione della mostra alle 18.30 è seguito alle 19.00 un’apericena a sostegno della Rete Nondisolopane e alle 21.00 la proiezione del film “Il Rosa Nudo” al quale è seguito un dibattito con Cosimo Morleo collaboratore del regista Jo Coda. Un film ispirato alla vita di Pierre Seel che fu arrestato dai nazisti all’età di 17 anni con l’accusa di omosessualità, venne internato in vari campi di concentramento. Deportato nel campo di Schirmeck, torturato e violentato, fu costretto ad assistere impotente all’atroce morte del suo compagno. Alla liberazione non parlò con nessuno della sua drammatica esperienza, si sposò ed ebbe tre figli. Rimase sempre in silenzio fino a quando nel 1982, indignato dai violenti attacchi contro i gay da parte del vescovo di Strasburgo, decise di scrivere la sua autobiografia e di denunciare le atrocità subite. Nel film vengono ricordate le testimonianze di altre vittime della persecuzione nazista contro gli omosessuali e gli esperimenti pseudo-scientifici ai quali molti di loro vennero sottoposti da parte del medico delle SS Carl Peter Vaernet.

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