PD Arona: Daspo urbano, accattonaggio ed elemosina: alcuni doverosi chiarimenti

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sabato 3 novembre 2018 – Comunicato stampa PD Arona
Prendendo spunto da una vicenda riportata recentemente da un giornale locale, cogliamo l’occasione per fare alcune doverose puntualizzazioni sul “daspo urbano”, introdotto dal decreto Minniti. Il daspo, ossia l’interdizione di un determinato luogo ad una determinata persona, può essere disposto nei confronti di (testualmente) “chiunque ponga in essere condotte che impediscono l’accessibilità e la fruizione delle infrastrutture… ferroviarie, aeroportuali, marittime e di trasporto pubblico locale, urbano ed extraurbano”.
Il decreto consente però ai regolamenti comunali di polizia urbana di ampliare l’ambito territoriale di applicazione, altrimenti limitata appunto alle infrastrutture dei trasporti. Ad esempio, il regolamento di Arona stabilisce che si possa applicare il daspo non soltanto in stazione, ma anche davanti a uffici pubblici, scuole, spiagge, musei, ecc.
Quello che non è consentito dal decreto Minniti è ampliare i “casi” sanzionabili, che peraltro sarebbe incostituzionale, come più volte ribadito dalla Consulta. Il regolamento di polizia urbana di Arona non permette di sanzionare quindi comportamenti diversi da quelli previsti dalla normativa statale: impedire “l’accessibilità e la fruizione” dei luoghi individuati.
In definitiva, ad Arona possono essere oggetto di “daspo” soltanto coloro che ostacolano accesso e fruizione di uffici pubblici, scuole, spiagge, musei, ecc.
Non può invece essere certamente sanzionata, con il daspo o in altro modo, la condotta di chi si limiti a chiedere l’elemosina, dal momento che l’indigenza non può considerarsi una colpa da punire e che in ogni caso la persona ha una dignità che la rende portatrice di diritti, in primis alla salute e alla vita.

Alessandro Travaini
Antonio Muscarà

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