Eternit e amianto: criticità non ancora completamente risolte

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venerdì 12 maggio 2017 – comunicato stampa
Eternit e amianto: criticità non ancora completamente risolte, Legambiente, su sollecitazione di diversi cittadini, richiama l’attenzione su questa problematica.
Le coperture contenenti amianto sono vietate ormai da 25 anni e molti interventi di bonifica degli edifici sono stati effettuati da parte delle pubbliche amministrazioni e dei privati, ma per diventare una “Città Amianto Zero” c’è ancora molto lavoro da fare.

Legambiente, sollecitata dalle preoccupazioni di diversi cittadini e a seguito di alcune recenti segnalazioni avvenute sui vari social network, interviene sulla questione della presenza di amianto nel territorio e dello smaltimento delle coperture in eternit.

L’associazione ambientalista, pur riconoscendo che in 25 anni sono stati effettuati numerosi interventi di bonifica, per raggiungere l’obiettivo di “Città Amianto Zero” ritiene tuttavia necessario promuovere una corretta informazione sul problema, per far conoscere gli strumenti messi a disposizione a livello nazionale e regionale su come comportarsi per eseguire interventi corretti. In particolare è importante sottolineare ulteriormente tutti i rischi per la salute derivanti dall’esposizione alle fibre e le varie modalità per arginare lo smaltimento illegale dei materiali.

A questo proposito verrà attivata a breve una campagna informativa rivolta a cittadini e amministrazioni locali, richiedendo il coinvolgimento e le competenze di Arpa Piemonte, che su questo tema svolge un ruolo di capofila in tutto il paese per la sensibilizzazione su questa problematica.

Infatti, l’agenzia regionale piemontese per la protezione dell’ambiente, in collaborazione con ANCI, ha organizzato proprio in questo periodo il “Tour delle buone pratiche Città Amianto Zero” con l’obiettivo di fornire a Comuni, Sindaci e tecnici, strumenti e punti di riferimento per la gestione quotidiana della presenza di amianto sul territorio. Attraverso un “kit” di buone pratiche collaudate verranno fornite delle linee guida per la gestione e lo smaltimento dell’amianto con proposte di azioni, procedure, progetti che hanno dimostrato di contribuire all’eliminazione dei rischi per la salute.

“Da poco più di un mese, come associazione Amici del Lago siamo diventati un circolo di Legambiente e di conseguenza sono nate molte aspettative nei nostri confronti, infatti riceviamo continue segnalazioni da parte dei cittadini che ci richiedono di occuparci delle diverse criticità ambientali del territorio, come ad esempio la questione amianto” ha dichiarato Massimiliano Caligara presidente del locale circolo di Legambiente. “Ora, grazie alle competenze e al supporto della principale associazione di volontariato ambientale del paese, cerchiamo di ampliare le nostre attività di intervento; ma proprio perché siamo un’associazione di volontari, che dedicano parte del loro tempo libero alla comunità, non possiamo rispondere e risolvere in breve tempo tutte le problematiche che ci vengono sottoposte. Stiamo cercando di strutturarci maggiormente e di sfruttare al meglio le sinergie che si vengono a creare, avvalendoci della collaborazione di esperti nei vari campi della tutela ambientale”.

Roberto Signorelli, vicepresidente dell’associazione ha dichiarato: “In questi 25 anni – in seguito alla legge n.257 del 1992 che ha messo al bando l’uso dell’amianto in Italia – sicuramente molto è stato fatto, sia da parte delle amministrazioni pubbliche che dai privati. Ma per arrivare ad essere Città Amianto Zero purtroppo è necessario ancora molto lavoro. Sarà indispensabile arrivare a conoscere in dettaglio quanti mq. di eternit ci sono ancora da smaltire nei vari Comuni del nostro territorio e ipotizzare dei piani precisi di intervento, per poter archiviare definitivamente questa brutta eredità che ci hanno lasciato tra gli anni ’50 e ’80. Il risanamento ambientale, la bonifica e il corretto smaltimento dei materiali contenenti amianto devono essere delle priorità per portare a zero il rischio per la salute connesso con l’esposizione a questa pericolosa fibra. Nonostante oggi siano stati messi in campo alcuni strumenti e incentivi ad hoc, gli interventi nel nostro paese purtroppo registrano ancora dei ritardi notevoli”.

Edifici con coperture in eternit: il censimento obbligatorio
Il compito di effettuare il censimento dei siti che contengono delle coperture o delle parti in eternit spetta alle Regioni, le quali devono predisporre dei piani di protezione dell’ambiente, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall’amianto.
Il censimento è obbligatorio e vincolante per quanto riguarda edifici pubblici, locali aperti al pubblico, immobili di utilizzazione collettiva (una scuola, un ospedale) e blocchi di appartamenti, cioè condomini. In ogni caso, tutti gli edifici in cui si è a conoscenza che ci sono delle lastre o delle tettoie in eternit vanno censiti, indipendentemente dall’uso che se ne fa.
(Il censimento di Arpa Piemonte: http://webgis.arpa.piemonte.it/amianto_storymap_webapp/)

Storia, consapevolezza dei rischi alla salute e messa al bando dell’amianto
L’utilizzo di cemento-amianto in tubazioni e coperture è stato brevettato agli inizi del ‘900 e ha avuto nel nostro paese una grande diffusione nell’edilizia in particolare tra gli anni ’50 e ’70.
Già dagli anni sessanta, alcune ricerche scientifiche dimostrarono che la polvere di amianto, generata dall’usura dei tetti e usata come materiale nell’edilizia provoca gravi danni alla salute delle persone come l’asbestosi e una grave forma di tumore: il mesotelioma pleurico.
Con la crescita delle conoscenze e la consapevolezza dei pericoli per la salute, nel 1992 con la legge n.257 è stato messo al bando l’amianto e tutti i manufatti che lo contengono. Ma oggi a distanza di 25 anni l’amianto è ancora presente in migliaia di siti su tutto il territorio nazionale.
A livello generale dai dati del Ministero dell’Ambiente risulta evidente il ritardo sugli interventi di bonifica, completati solo nel 5% dei casi.

Dati generali ancora allarmanti
Tanto per avere un’idea della complessità del problema e delle criticità ancora esistenti, le stime, per difetto, di CNR-Inail parlano di ben 32 milioni di tonnellate e il programma nazionale di bonifica dei siti di interesse nazionale conta 75mila ettari di territorio in cui è accertata la presenza di materiale in cemento amianto.
Il Ministero dell’Ambiente riporta 53.150 siti contenenti amianto, di cui solo 2.596 bonificati, 4.408 siti parzialmente bonificati e 46.146 da bonificare. Seppure si tratta dell’unico dato su scala nazionale, i numeri sembrano essere molto sottostimati, come dimostrano gli aggiornamenti provenienti da alcune regioni. Ad esempio nella sola Lombardia, stando al censimento aggiornato al giugno 2015, risultano circa 184 mila strutture contaminate da amianto. E in alcune regioni i dati sono ancora incompleti. Dai dati del Ministero infine risulta evidente il ritardo sugli interventi di bonifica, completati solo nel 5% dei casi.

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