Pd Arona: Punta Vevera, occorrono informazioni corrette

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mercoledì 17 agosto 2016 – Comunicato stampa PD Arona
Punta Vevera: occorrono informazioni corrette, non provvedimenti sproporzionati e illegittimi
Dopo i tragici fatti di venerdì 17 luglio e di giovedì scorso, con ordinanza contingibile e urgente il Vicesindaco ha interdetto l’accesso all’intero litorale di punta Vevera.
Se da un lato si agisce con ritardo, dall’altro lo si fa con un provvedimento abnorme e probabilmente illegittimo: mancano infatti palesemente i requisiti di contingibilità e urgenza, un’adeguata motivazione del provvedimento e, inoltre, la misura adottata non sembra per nulla proporzionata alla situazione che s’intende fronteggiare (giuridicamente “principio di proporzionalità”).
Perché invece di segnalare il pericolo derivante dai fondali scoscesi e dall’assenza di un bagnino, come la legge prescrive, si impedisce l’accesso alla spiaggia? E’ un provvedimento logico?
La situazione doveva invece essere affrontata prima, con gli strumenti ordinari, attenendosi appunto a quanto previsto dalla legge.
Al riguardo, il regolamento regionale in materia prescrive che le spiagge prive di servizio di salvamento debbano recare, in modo ben visibile, adeguata segnaletica oltre che in lingua italiana, almeno in inglese, francese e tedesco, con la seguente dicitura: “ATTENZIONE – BALNEAZIONE NON SICURA PER MANCANZA DI SERVIZIO DI SALVATAGGIO”.
Inoltre, in quelle spiagge che – oltre a non essere sorvegliate da un bagnino – presentino un fondale pericoloso a causa di buche, dislivelli improvvisi, pendenze accentuate a breve distanza dalla battigia occorre porre dei “cartelli bifacciali infissi sul fondo lacuale, riportanti, anche in lingua inglese, francese e tedesca, la seguente dicitura: ATTENZIONE PERICOLO. ACQUE ALTE. FONDALE SCOSCESO. Qualora risulti difficoltosa l’infissione sul fondo lacuale, i cartelli dovranno essere infissi sulla battigia, sulla perpendicolare del pericolo da segnalare, con l’indicazione della distanza del cartello dal pericolo”.
Al riguardo, peraltro, ci chiediamo: la zona di punta Vevera è l’unica che presenta fondali scoscesi? Esiste in Comune una mappatura completa del litorale della città per capire dove è necessario segnalare il pericolo?
Nel caso di punta Vevera, poi, il problema della pericolosità dei fondali si somma all’annoso problema dell’elevato inquinamento. Esiste un’ordinanza che vieta la balneazione? Se esiste perché non viene segnalato che lì il lago è fortemente inquinato?
Se la risposta fosse no avremmo una situazione assurda nella quale si vieta l’accesso ad una spiaggia, ma la balneazione nell’area antistante non è vietata.
Restiamo, infine, convinti che le soluzioni adottate per Nautica e Lido – una privatizzazione di fatto di quasi tutte le zone di Arona dove si può fare il bagno in sicurezza – non vadano nell’interesse dei cittadini aronesi che dovrebbero poter fruire più liberamente delle spiagge cittadine.

AGGIORNAMENTO

giovedì 18 agosto 2016 – Comunicato stampa Comune di Arona – Prot. n° 33479/2016
In relazione al comunicato stampa del PD di Arona intitolato: “Punta Vevera: occorrono informazioni corrette, non provvedimenti sproporzionati e illegittimi” sono doverose le seguenti precisazioni:
affermare che venerdì 17 luglio e giovedì scorso si sono verificati “tragici fatti” e subito dopo che l’ordinanza volta ad impedire l’accesso alla Punta Vevera è provvedimento “abnorme e probabilmente illegittimo”, ci sembra una vera contraddizione in termini.
A mio parere di fronte alla morte di due persone, nessun provvedimento è sproporzionato.
Per ora, chiudere Punta Vevera è più che legittimo e, direi, doveroso.
Circa la segnaletica, il PD di Arona confonde il divieto di balneazione vigente da via Al Porto (ex darsena comunale) a piazza Gorizia, con esclusione del Lido, con le differenti situazioni riportate nel loro comunicato.
I cartelli suggeriti dal PD sono:
“ATTENZIONE- BALNEAZIONE NON SICURA PER MANCANZA DI SERVIZIO DI SALVATAGGIO” e “ATTENZIONE PERICOLO. ACQUE ALTE. FONDALE SCOSCESO”
Ovvero segnali che avvisano dell’assenza di bagnino o la pericolosità e, quindi, che chi fa il bagno lo fa a proprio rischio e pericolo.
Ma non è il caso della Punta Vevera!
In Punta Vevera c’è il DIVIETO DI BALNEAZIONE.
D’altronde se questo concetto non viene colto dagli italiani, come dal comunicato PD appare evidente, non c’è alternativa alla transenna.
Cartelli che avvisano di tale divieto ce ne sono fin che mai, in italiano e altre lingue.
Per ulteriore scrupolo, vedremo di implementare la segnaletica con simboli che, al di là della parte scritta, rendano più esplicito il divieto di balneazione, ancorchè la normativa non lo preveda.
Alberto Gusmeroli – Sindaco Arona

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