Punta Vevera, divieto di balneazione

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venerdì 12 agosto 2016 – Punta Vevera
Vi riportiamo dalla cronaca di Arona come abbiamo potuto leggere sulle varie testate locali online, che dopo il tragico fatto del 17 luglio 2016 con la morte di un giovane in punta Vevera per annegameto la vicenda si è ripetuta ancora ieri con un altro giovane pakistano al quale risulta grave anche un suo amico accorso per soccorrerlo. L’area di punta Vevera non è nuova a questi fatti riportati anche nel 2012 con un altro decesso. Sorge da più persone quindi il pensiero se c’è stata la corretta l’informazione ai frequentatori e ai bagnanti del pericolo e se si poteva evitare. Da un sopralluogo fatto il 17 luglio e poi nelle settimane successive è possibile constatare il divieto su cartelli non significativi riportanti molte notizie e non in maniera esplicita e vicino alla riva, inoltre un cartello molto vecchio proprio in corrispondenza con l’ingresso dell’area risulta stralciata la frase “Divieto di Balneazione”. Dopo il primo incidente poco è stato fatto, addirittura per due settimane nei weekend di agosto c’è stata la presenza di un gazebo della Croce Rossa Italiana di Arona presidiata da volontari Opsa (Operatore Polivalente di Salvataggio in Acqua) che si limitava a sorvegliare come bagnini. In contrapposizione dopo il fatto di ieri ora l’area è stata in parte transennata e sono stati apposti cartelli con la scritta “Divieto di Balneazione” e dei piccoli foglietti riportante “Area non sorvegliata – mancanza di servizio di salvataggio – pericolo acqua alta – fondale scosceso Reg. Reg. 10/R del 28/07/2009” e solo in lingua italiana, notare che l’area è frequentata da molti stranieri. Come è possibile leggere dal regolamento anche l’attuale cartellonistica di vistoso impatto visivo con le transenne non rispetta comunque i requisiti, l’articolo 9 per il cartello di divieto di balneazione indica: «posizionare, in modo ben visibile, adeguata segnaletica redatta oltre che nella lingua italiana, almeno in lingua inglese, francese e tedesca» ed inoltre per la dicitura aggiuntiva «segnala tali pericoli a mezzo di cartelli bifacciali infissi sul fondo lacuale». La cartellonistica apposta come visibile dalle foto non rispetta i requisiti, è stampata su carta e i pannelli sono monofacciali. Per concludere sorge il dubbio se l’area è inquinata, si è letto che lo è perché la foce del Vevera fortemente inquinata (vedi analisi Goletta dei Laghi di Legambiente 2016) fa da spartiacque e le correnti scorrendo portano le acque che fuoriescono verso Dormelletto rendendo balneabile il Lido e non punta Vevera, non risulta però un’ordinanza e la gente svolge attività di pesca, fa il bagno e cammina a piedi scalzi sulla battigia.

Aggiornamento di sabato 13 agosto 2016
La Polizia Locale ha affisso sulle transenne una nuova segnaletica anche in lingua inglese, francese e tedesco e la seguente ordinanza:
ORDINANZA SINDACALE CONTINGIBILE ED URGENTE N. 33 DEL 13/08/2016 PROT. N° 33107
Oggetto: Ordinanza di divieto di accesso in località Punta Vevera
IL SINDACO
Considerato che il divieto di balneazione vigente in località Punta Vevera, nonostante la segnaletica, non è sufficiente a fare in modo che le persone non entrino in quello specchio d’acqua del Lago Maggiore, con fondale pericoloso per buche, dislivelli improvvisi, pendenza accentuata;
Valutato, pertanto, necessario impedire l’accesso alla scogliera e alla spiaggia per evitare in maniera assoluta che vi sia la possibilità di entrare in acqua in quel punto pericoloso del lago;
Ritenuto doversi adottare provvedimento urgente a tutela della salute e sicurezza pubblica;
Visto il D.P.G.R. 28 Luglio 2009, n. 10 R;
Visto l’art. 54 del D.Lvo n. 267/2000;
ORDINA
1) E’ vietato l’accesso alla scogliera e spiaggia in località Punta Vevera del Comune di Arona.
2) La presente ordinanza sarà resa nota mediante segnaletica a cura della Polizia Locale che, con le altre Forze di Polizia, ne curerà l’osservanza.
3) II mancato rispetto alla presente ordinanza comporta una sanzione da € 25,00 a € 500,00

Arona, li’ 13 Agosto 2016 Vicesindaco Monti Federico

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