Niente Bandiera Blu ad Arona, il commento di Legambiente

martedì 11 maggio 2021 – Comunicato stampa Circolo Legambiente “Gli Amici del Lago” 
In merito alla decisione del FEE di non riconfermare la Bandiera Blu ad Arona e a Cannobio, prendiamo atto delle decisioni e delle motivazioni da parte dell’associazione ambientalista internazionale e per correttezza istituzionale e di relazione tra le nostre due organizzazioni non rilasciamo commenti e ribadiamo il massimo rispetto e stima per il loro lavoro.
Esprimiamo invece piena soddisfazione per i risultati conseguiti da Cannero Riviera, da diversi anni una certezza consolidata e in particolare da Gozzano con la spiaggia del Lido, che sottolinea ulteriormente il grande lavoro di riqualificazione e valorizzazione ambientale del lago d’Orta, intrapreso da tutta la Comunità, con la definizione e l’attivazione del Contratto di Lago. Questo formidabile strumento di coordinamento e di gestione del territorio, sottoscritto da oltre 120 portatori di interesse – che sarà formalizzato a breve da Regione Piemonte – è una buona pratica ambientale che costituisce un esempio e un punto di riferimento anche a livello nazionale.
Per quanto riguarda la particolare situazione di Arona, negli anni scorsi avevamo più volte evidenziato che, a nostro giudizio, la comunicazione della Bandiera Blu, effettuata dall’Amministrazione era fuorviante, poiché il riconoscimento era stato assegnato solamente alla spiaggia delle Rocchette – che ne aveva i requisiti – e non a tutto il Comune, come invece lasciano intendere i cartelli esposti sulle vie d’accesso alla città e con l’esposizione della bandiera sull’edificio comunale. Ora le nuove richieste del FEE prevedono situazioni di eccellenza della qualità delle acque su tutto il fronte lacustre delle località, per cui la decisione del ritiro è solo una logica ed inevitabile conseguenza. Auspichiamo che questa “battuta d’arresto” costituisca per l’Amministrazione uno stimolo per intraprendere politiche ambientali più incisive ed efficaci.
E’ necessario comprendere che per una reale “transizione ecologica” adeguata ai tempi, servono maggiori progettualità, visioni più complessive e strategiche e non ci si può limitare a una gestione ordinaria dell’ambiente e del territorio, riproponendo idee che – a nostro avviso – potevano andare bene nel secolo scorso, ma che ora risultano completamente inadeguate agli scenari futuri.