Circolo PD, la centralina idroelettrica sul Vevera

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sabato 26 gennaio 2019 – comunicato stampa
Mancano ormai pochi mesi al termine, previsto dalla concessione, entro il quale la Gisole S.r.l. dovrà terminare i lavori per la realizzazione della centralina idroelettrica sul Vevera.
Lo stato di degrado in cui versa il cantiere è sotto gli occhi di tutti. Eppure il progetto e la concessione prevedevano che, al termine dei lavori, fossero “ripristinate le caratteristiche morfologiche di naturalità dell’alveo, in modo da non determinare effetti di banalizzazione dell’alveo stesso, che penalizzerebbero il rapido recupero delle caratteristiche degli habitat originari” e che le opere avrebbero comportato “una miglioria allo stato dei luoghi, attualmente interessati da uno stato di abbandono generale”. Ancora, che le opere esistenti, non più abbandonate a sé stesse, sarebbero state “interessate da interventi di ripristino e consolidamento” e che per i ruderi della vecchia centrale Enel Gisole “potrà in seguito effettuare un cambio di destinazione d’uso dell’immobile e successivamente potrà impiegare l’immobile secondo le diverse necessità”.
E invece la costruzione della vecchia centrale è oggi abbandonata e pericolante, con evidenti crolli causati dai lavori per la realizzazione della nuova condotta. Ci si chiede quali siano le intenzioni del concessionario: le strutture verranno riqualificate? In che tempi? Quale sarà la loro destinazione?

Lo stato del cantiere: lavori fermi, rifiuti e protezioni crollate
Il resto del cantiere, che versa in uno stato di apparente abbandono – non sembrano infatti in corso lavori, nonostante siano passati quasi due anni dall’inizio e il progetto ne prevedesse il completamento in quattro mesi – è utilizzato da ignoti come discarica. In questi giorni, oltre alla solita immondizia, si possono addirittura trovare ossa di animali. I lavori di scavo e disboscamento appaiono interrotti. Le condotte per l’acqua non ancora interrate. I tratti di bosco attraversati dalle strade di cantiere ancora non ripristinate. Le protezioni in plastica poste nel tratto di ponte nel Comune di Oleggio Castello fanno bella mostra di sé riverse nella scarpata.
Capitolo a parte per l’alveo del fiume, in cui sono stati notati sversamenti di cemento, l’acqua ristagna e del previsto ripopolamento ittico non vi è traccia.

Occorre vigilanza degli Enti
Per ora non possiamo che auspicare che i Comuni di Arona e Oleggio Castello e la Provincia vigilino sulla corretta gestione del cantiere e pretendano la corretta esecuzione delle opere come da progetto, affinché – come annunciava nel giugno 2017 il Sindaco On. Gusmeroli – “la realizzazione dell’impianto avrà ricadute positive sul tratto di torrente, attualmente in stato di abbandono con presenza di manufatti in pessime condizioni di conservazione”.
I conti, certo, si faranno alla fine e per il bene di tutti si spera di essere stati cattivi presagi quando si denunciava il rischio di trovarsi con un ambiente devastato.
Si chiede tuttavia sin d’ora che gli enti interessati mantengano alta l’attenzione e pretendano rassicurazioni dalla ditta concessionaria.
A noi piacerebbe che la nostra valle Vevera, alla fine, sia riqualificata e magari – ma forse stiamo sognando – che gli immobili della vecchia centrale possano essere adibiti ad attività di enti o associazioni per la costituzione e la valorizzazione di un vero “Parco della Vevera”.

Isidoro Barbagallo
Delegato Ambiente Segreteria PD Arona-Dormelletto-Oleggio Castello
Gianluca Ubertini
Delegato Legalità Segreteria PD Arona-Dormelletto-Oleggio Castello
Circolo PD Arona-Dormelletto-Oleggio Castello

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