PD Arona: Premio Aronese dell’anno e replica consigliera Torelli

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domenica 11 marzo 2018 – Comunicato stampa PD Arona
Risulta difficile commentare quanto apparso sabato sulla Prealpina – ma già trapelato nei giorni scorsi – circa la proposta della consigliera Carla Torelli di assegnare l’Aronese dell’anno al sindaco Gusmeroli.
Soprattutto è incommentabile il suo atteggiamento: prima dice di non sapere niente (?), poi addirittura finge di poter ridurre tutto a “uno scherzo”. Nessuno scherzo, lei quella proposta l’ha fatta seriamente e ci risulta abbia anche insistito, mettendo in imbarazzo prima lo stesso Gusmeroli, poi gli altri membri della commissione, chiamati quasi a giustificarsi per il loro parere contrario.
Non da ultimo, la sua uscita – proporre chi di fatto indice e presiede il premio – rischia di svilire il premio stesso.
Certo non ha fatto quella proposta a nome del Pd, che in consiglio comunale è rappresentato da Muscarà e Travaini, ma a titolo personale: eppure, proprio perché si trattava di una proposta così “particolare”, su cui rifletteva da qualche giorno, avrebbe dovuto consultare gli altri consiglieri di minoranza.
Purtroppo non è la prima volta che Torelli assume iniziative di questo tipo, di dubbio protagonismo e sicura inopportunità, dentro e fuori dal Consiglio.

Di seguito l’articolo della Prealpina di sabato 10 marzo 2018.AronesedellAnno_Prealpina_20180310

 

martedì 13 marzo 2018 – Replica della consigliera Carla Torelli
Prendo spunto dal comunicato del PD – Circolo di Arona apparso su Facebook che definisce, a seguito di articolo della Prealpina, il mio atteggiamento ”come incommensurabile nella commissione dell’”Aronese dell’anno” con l’aggiunta di apprezzamenti poco simpatici sulla mia persona, per specificare che la Segreteria di Circolo e quella Provinciale piuttosto che chiedere a me delle spiegazioni sulla vicenda, hanno preferito dare credito a chi anonimamente ha divulgato fatti che per Regolamento della Commissione avrebbero dovuto rimanere segreti, senza essere minimamente sfiorati dal dubbio che magari ci fosse in tutto ciò una precisa strumentalizzazione.
Io all’unica persona che mi ha rivolto domanda sulla questione, il Consigliere Muscarà, ho fornito risposta nella quale non ho mai parlato di “scherzo” e l’interessato può renderne conto del contenuto.
Ancora mi si accusa con la mia uscita di svilire il premio stesso, forse dimentichi di quanto accaduto lo scorso anno quando degli apprezzamenti del Consigliere Muscarà verso uno dei candidati, facilmente documentabili dai numerosi articoli di stampa locale di allora, sollevarono, perché anche in quell’occasione divulgati anonimamente da qualcuno all’interno della Commissione, una pesante “querelle” tra i due che portò all’istituzione di un premio “alternativo” dell’”Aronese dell’anno” con cerimonia di consegna che si svolse alla Rocca e che anche quest’anno si dice verrà ripetuta.
Tutto questo per dovere di cronaca, per raccontare cosa sta succedendo all’interno del Circolo Pd di Arona e a che punto si arriva per estromettere una persona che da anni milita in questo partito, che è stata convinta fino all’ultimo ad entrare in una lista, come dice qualcuno, male costruita, per far notare che questo atteggiamento nei miei confronti non è dunque una novità ma risale all’inizio della Legislatura Comunale quando si prese a pretesto la mia non uscita dall’aula del C.C. su una mozione Travaini-Muscarà che di fatto andava contro le direttive del Pd regionale in fatto di sanità.
Lista che ho dovuto abbandonare per volere del Consigliere Capogruppo Muscarà che chiese il mio allontanamento dal Gruppo “Costruiamo il futuro” di cui era il leader, sconfitto, alle elezioni.
Nacque così il Gruppo Misto in cui mi trovo ancora oggi.
Parlo di pretesto perché passata al Gruppo Misto venne meno la mia richiesta di un dibattito sulle cause della pesante sconfitta alle Comunali del 2015, del fallimento della coalizione (perché allora Muscarà non si era ancora iscritto al PD, ma rappresentava quella che comunemente era definita l’area Monti, nella cui lista qualche mese prima si era presentato candidato alle Regionali); e non è un caso che più volte il Consigliere Travaini nel frattempo divenuto reggente del Partito dichiarò di non voler discutere l’argomento perché evidentemente certe responsabilità del fallimento non dovevano emergere.
In almeno altre due occasioni, pur condividendo nella sostanza con pubbliche dichiarazioni le iniziative che venivano presentate, non ho seguito Travaini e Muscarà nell’abbandono dell’aula come forma di protesta verso la maggioranza, per il rispetto alle Istituzioni che ritengo debba sempre essere presente per chi svolge un ruolo pubblico ed anche per correttezza nei confronti di coloro che mi hanno votato.
Con la nuova Segreteria D’Angelo gli attacchi alla mia persona sono continuati con un esposto trasmesso al Comitato Provinciale di Garanzia di cui non mi è stato concesso di conoscere il contenuto né chi lo avesse sottoscritto.
La Segreteria Provinciale partecipando ad un Direttivo locale si assunse l’incarico di cercare una mediazione allo scopo di porre fine alla questione riguardante la “Situazione del Consiglio Comunale di Arona” nel tentativo di ricompattare il G.C. “Costruiamo il futuro”.
Mediazione politica fallita stante posizioni non univoche da parte dei C.C. perché se da una parte vi era la mia disponibilità a firmare un comunicato per la riunione del Gruppo Consigliare, accettata nonostante tutto, per il bene del partito dall’altra ci fu il rifiuto da parte mia di sottoscrivere un “Documento Regole” che sembrava essere stato predisposto (da chi non si sa …..) appositamente “ad hoc” per la sottoscritta e che ho considerato umiliante e punitivo per il ruolo che mi si voleva imporre che contrasta, tra l’altro, con le prerogative proprie del C.C. come ben esplicitato anche dallo Statuto del Comune di Arona che all’Art. 24 – comma 2 – così recita:
“Ciascun Consigliere Comunale rappresenta l’intero Comune, senza vincolo di mandato e non può essere chiamato a rispondere per le opinioni espresse e per i voti dati nell’esercizio delle sue funzioni”.
Come ciò potesse conciliarsi con quanto e mi si voleva imporre riguardo “……le interrogazioni da presentare ed ogni dichiarazioni da rendere pubblicamente ……..” mi è di difficile comprensione.
Ancora, che il documento fosse stato creato “ad personam” è avvalorato dal fatto che sarebbe bastato semplicemente ricercare sul web (a proposito si sono dimenticati di inserire le linee di comportamento sui socials !!!) il “Regolamento del Gruppo Consiliare del Partito Democratico” per sceglierne, tra i tanti che vengono mostrati, uno a caso, perchè tutti uguali, per definire con un semplice copia/incolla il “Documento Regole” evitando a chi del Circolo di Arona l’ha predisposto, inutile fatica intellettuale, ed al Segretario Provinciale perdita di tempo per una fallita mediazione su qualcosa che già esiste ed è comune ed accettato dai G.C. del partito.
Carla Torelli

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