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Testimonianza dalla Siria con Padre Bahjat Karakach

mercoledì 15 novembre 2017 – ore 21.00, Sala Polivalente San Carlo
La Parrocchia di Arona ha organizzato nella sala Polivalente San Carlo un incontro di testimonianza con Padre Bahjat Karakach, frate franscescano della Siria, con l’introduzione e la moderazione del giornalista Andrea Avveduto. Padre Bahjat Karakach classe 1976 è originario di Aleppo ed è stato in Italia dal 2001 al 2016 per la sua formazione religiosa e dopo gli studi gli ultimi cinque anni li ha trascorsi nella casa francescana di Montefalco in Umbria come maestro dei postulanti. Questi ultimi anni sono stati per lui molto difficili perchè nel suo paese era in corso la guerra. Al suo rientro in Siria a marzo del 2016, gli è stata affidata la parrocchia di Damasco dove è parroco e guardiano del convento e ha trovato una città devastata anche nella società. Padre Bahjat, ha raccontato alcuni momenti difficili a Damasco e come ha capito che il suo posto era quello, ha raccontato che era in chiesa da solo per la recita del rosario, si è alzato per un momento e mentre era in fondo alla chiesa un colpo di mortaio aveva colpito la cupola nel punto dove era prima seduto. Un’esperienza brutta, ma che gli ha fatto capire che il Signore tiene a lui. Nella sua realtà parrocchiale ha trovato molti motivi per andare avanti, è una comunità attiva di 250 famiglie e piena di ragazzi che nonostante la guerra continuavano a frequentare il catechismo. La parrocchia è frequentata anche dell’esterno e si uniscono anche molti mussulmani raggiungendo 500 ragazzi per il quale si vede che è necessaria l’educazione. Molti bambini spesso sono stati vittima di scene di violenza e per questo la parrocchia svolge un’attività di supporto con l’arte. Garantire un’educazione anche ai bambini non cristiani per loro è una grande missione. Un’altra iniziativa è quella di fondare un centro culturale che sappia dialogare tra cristiani e non, per diffondere il vangelo per il futuro della Siria, da costruire vicino al santuario di Santa Anania, primo vescovo di Damasco. Con Padre Bahjat, era presente anche Ajan, un giovane siriano di 29 anni, che essendo figlio unico ha evitato di il servizio militare e ha illustrato la situazione dei giovani in Siria Prima della guerra erano come tutti i giovani dei nostri paesi, oggi invece il pensiero è solo la sopravvivenza ‎e hanno paura del servizio militare, di andare a combattere con la paura di morire, gli anni più belli della loro vita li vivono nella paura senza una prospettiva per il futuro. Ajan, dopo la laurea in economia ha iniziato a lavorare in un una banca privata e l’anno scorso si è unito all’ufficio ATS per gli aiuti umanitari, questo gli ha permesso di fare un salto nella sua vita nel poter aiutare gli altri. È contento di fare questo lavoro che sente come una missione per contribuire con chi è nel bisogno e vedere il sorriso nelle persone che aiutano è la soddisfazione più grande nel dare la speranza. Un’altra missione è quella di rimanere in Siria in questo momento difficile nonostante la guerra, per fare in modo che la gente non emigri, è convinto che con l’aiuto del Signore passerà anche questo momento difficile. Come ha ricordato il parroco don Claudio Leonardi è stata una serata che conclude le testimonianze sulla Siria aperta dal giornalista Andrea Avveduto a marzo e della testimonianza della famiglia Siriana durante la processione del Corpus Domini.

Ascolta l’audio dell’incontro

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