Senso Civico: l’amministrazione si esprima sulle Frecce Tricolore

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lunedì 6 aprile 2020 – Comunicato Stampa, Senso Civico 
Senso civico: “Serve un confronto per un nuovo “modello Arona” post coronavirus” 
La maggiore dote di un amministratore locale è la capacità di leggere il futuro e di impostare le proprie azioni in funzione di questa lettura. Come sarà, come vogliamo che sia, Arona tra vent’anni è il tema intorno al quale si deve sviluppare un serio confronto politico, ancor più oggi che il Covid-19 ha messo a nudo la fragilità delle nostre certezze, dei nostri modelli economici, culturali e di stile di vita.
SensoCivico aveva già posto al centro del proprio programma la necessità di rivedere il “modello Arona” venutosi a consolidare dopo dieci anni di amministrazione Leghista. Già ritenevamo che il modello su cui costruire l’Arona del futuro dovesse essere qualche cosa di diverso dalla movida notturna senza regole e dal turismo mordi e fuggi del weekend, che bisognasse pensare a una città “nuova”, più attenta alle esigenze e ai bisogni dei propri cittadini. Il calo demografico, con un flusso in favore dei comuni limitrofi, è la cartina di tornasole della divergenza tra la validità del modello attuale e il sentimento del “popolo” e della conseguente necessità di cambiare. Se si poteva, se era legittimo, non essere d’accordo prima su questa esigenza – il disaccordo è il sale della democrazia – il confronto con il Covid-19 non consente più di rinviare il dibattito. Si potranno avere idee diverse sulle ricette da attuare, ma tutti dobbiamo avere la consapevolezza che per molto tempo “nulla sarà come prima”.
Non solo. Non sarà neppure come alla fine di una guerra. Finita l’epidemia – purtroppo – non scenderemo in piazza a fare festa, non ci abbracceremo, non ci baceremo, non ci sarà l’orchestrina a farci ballare nelle piazze e non ci saranno cortei per inneggiare alla vittoria. Resteremo tutti, per molto tempo, limitati dalle misure preventive verso il virus e pure dalla nostra paura. Porteremo le mascherine ancora per mesi, e quando incontreremo una persona per strada purtroppo manterremo un atteggiamento di diffidenza. Su un grattacielo di Santiago del Cile è apparsa una scritta: «Non torneremo alla normalità, perché la normalità era il problema».
Ecco, noi di SensoCivico non siamo totalmente d’accordo che la normalità nel suo complesso fosse “il problema”, certo non lo erano certe sue espressioni estreme, come le “ammucchiate” della notte di sabato 7 marzo sul lungolago, quando le misure restrittive nazionali erano già state annunciate. Nel “prima”, per tanti era normalità che il divertimento potesse sfociare indisturbato in atti vandalici, che a fianco della movida potessero proliferare indisturbati lo spaccio e gli affari della malavita. Nel “prima”, era normale che migliaia e migliaia di persone si riversassero ogni weekend sul nostro lungolago a godere delle sue bellezze senza neppure pagare il parcheggio delle proprie auto. Ebbene, volenti o nolenti, tutto questo per un buon periodo non ci sarà più, e quale migliore occasione per cambiare, per aggiustare il tiro, per fare in modo che gli Aronesi possano godere del diritto alla quiete e non debbano scappare ogni fine settimana dalla propria città bloccata da un traffico impazzito da megalopoli sudamericana? Quale migliore occasione di questa per far rispettare le regole a tutti? Quale migliore occasione per passare dall’io al noi?
Ed è per questi motivi che SensoCivico non può rinunciare ad affermare le proprie idee, solo perché sono in contrasto con l’interesse di qualcuno. Non possiamo rinunciare, quindi, ad affermare che ampliare in piena emergenza Coronavirus gli spazi – già ampi – che la città dedica alla movida notturna non solo è stato l’espressione inopportuna di un legittimo potere discrezionale, bensì, l’espressione della chiara volontà dell’Amministrazione leghista di proseguire il medesimo modello di città anche quando l’emergenza sarà terminata. A questo proposito SensoCivico si domanda che cosa freni ancora l’Amministrazione, dopo che sono state rinviate anche le Olimpiadi, ad annullare la manifestazione delle Frecce Tricolori, incompatibile con le misure volte ad evitare assembramento di persone e molto impattante per il bilancio dell’amministrazione comunale, da orientare principalmente in azioni mirare e durature di rilancio del tessuto economico-sociale.
Giovanni La Croce