“Checcoro” in concerto ad Arona per la Festa della Donna

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venerdì 8 Marzo 2019 – ore 21.00, Palacongressi “Marina e Marcello Salina” 
In occasione della Giornata Internazionale della Donna la Consulta Femminile di Arona ha invitato al Palacongressi di Arona, “Checcoro”, il primo coro a cappella LGBT di Milano che promuove e sostiene una cultura dei diritto sociali e civili per tutti. Guidati dal maestro Filiberto Bentivoglio hanno proposto un omaggio alle grandi interpreti della musica italiana e internazionale. È seguita la premiazione del concorso “Non solo mimose” quest’anno aperto anche a testi e non solo pittura o fotografia. Il primo premio è stato assegnato alla classe 1A Acconciatura e benessere con l’elaborato “Parole in musica per le donne: cronaca di una riflessione tra i banchi di scuola”. Il secondo premio è stato assegnato a Chaymae Khribech sempre di 1A Acconciatura per l’opera grafica da lei realizzata. I ragazzi dell’Enaip sono stati guidati nel concorso dalle prof.se Cristina Sacco ed Anna Fasoli. Hanno ritirato i premi in rappresentanza dei compagni di classe Ambra Leonardi, Alice Lorenzini, Giada Notaro e Melissa Musacchio.
All’ingresso del palacongressi, erano esposti gli elaborati del concorso e opere a tema degli artisti di “ArteAdArona”.

1° Premio – Classe 1A Enaip “Acconciatura e benessere”

Parole in musica per le donne: cronaca di una riflessione tra i banchi di scuola
Oggi 8 marzo, come ogni anno, si celebra la giornata internazionale della donna. In Italia questa celebrazione ricorre dal 1922, mentre solo dal 1946 si è adottata l’usanza di regalare una mimosa, fiore che sboccia a marzo, divenuto simbolo della ricorrenza. La festività si è diffusa a partire dagli Stati Uniti dove si è svolta la prima conferenza “Woman’s day” nel 1909 finché, negli anni successivi, è diventata una vera e propria giornata dedicata alla donna. La giornata mondiale della donna è stata ufficializzata dall’Organizzazione delle Nazioni Unite solo nel 1977 e si è scelto l’8 marzo a ricordo di ciò che avvenne in questa data nel 1917 a San Pietroburgo, quando le donne della città si riversarono per le strade manifestando con forza per chiedere la fine della Prima Guerra Mondiale.
Purtroppo questa ricorrenza è diventata troppo spesso solo una festa insensata per alcuni che non ne conoscono il reale significato. È la giornata nella quale si ricordano non solo le conquiste raggiunte dalle donne, ma anche le innumerevoli situazioni in cui queste continuano ancora oggi a essere discriminate a causa della loro appartenenza di genere. Insieme al 25 novembre (Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne) la ricorrenza permette di trattare queste tematiche e discuterne in diversi ambienti così da continuare a sensibilizzare e consapevolizzare più persone possibili, a partire dai più giovani con le iniziative e le attività portate avanti nelle scuole.
Eppure, a volte si può scoprire che la sensibilità e l’attenzione dei giovani, quando si tratta la figura della donna, è molto più viva e forte di quello che si possa pensare.
Quindi può capitare siano gli stessi ragazzi a ricordare all’insegnante che, per esempio, la canzone di Irama, “La ragazza con il cuore di latta”, presentata all’ultimo festival di Sanremo, racconta la storia di una giovane donna che, nonostante la malattia e i maltrattamenti subiti dal padre, riesce ad andare avanti e risolvere la propria vita anche grazie alla comprensione e all’amore di un uomo.
E da lì può succedere che nasca una riflessione più profonda che, a partire da alcuni testi musicali, porta i ragazzi a ricordare quanto la donna, con i suoi pregi, la sua bellezza, le sue fragilità, la sua forza e le sue contraddizioni, sia presente nella musica che ascoltano.
Così li senti citare Ermal Meta – “E’ la fatica che hai dovuto fare da un libro di odio ad insegnarmi l’amore”, in “Vietato morire”-, che racconta la sua infanzia e i sacrifici di una madre forte mentre cresce il proprio figlio, insegnandogli ad amare nonostante le violenze viste e subite in passato, facendolo così diventare quella persona che, a sua volta, insegnerà al suo di figlio che l’uomo non può sentirsi più grande del sentimento che prova per la propria donna, perché “l’amore non colpisce in faccia mai”.
Subito dopo ad alcuni vengono in mente Emma Marrone in “Arriverà l’amore” – “Ma l’amore passa anche di lì, non coprire nessuna ferita sei più bella così”, e le donne che troppo spesso nascondono le proprie fragilità, perché ancora nella nostra società è richiesto mostrarsi sempre forti, mentendo, quando invece sono anche le ferite a raccontare la storia personale di ciascuno e a rendere una donna ancora più bella.
Infine, come nei versi finali della canzone di Emma l’amore è “un’esplosione che guarisce il mondo”, in quelli di “Mai per amore” di Gianna Nannini, la donna piuttosto decide di dire basta ad un amore malato, che invece di inebriarla di felicità le lascia macchie viola sul corpo.
Donne che hanno subito troppe ingiustizie, spesso stanche di lottare, di vivere, ma che alla fine trovano il coraggio di accettare ciò che è stato e urlare come Vasco, nei versi finali di Sally, che “la vita non è stata persa, che qualcosa s’è salvato e che non è stato poi tutto sbagliato”, per quella capacità che le donne hanno di superare le avversità e uscirne migliori, ritrovando sempre sé stesse e la loro luce interiore.
E via via, in altrettanti versi, in tante altre canzoni le donne, forti e appassionate, fragili e sensibili, insicure e compassionevoli, decise e resilienti, e pur sempre meravigliose nelle loro innumerevoli sfumature.

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