Il Polittico di Gaudenzio Ferrari in mostra a Varallo Sesia

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domenica 25 marzo 2018
Il Polittico di Gaudenzio Ferrari collocato nella chiesa collegiata di Santa Maria ad Arona su richiesta della Soprintendenza e in accordo con l’Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Novara, dal 23 marzo è in esposizione alla mostra “Il Rinascimento di Gaudenzio Ferrari” presso la Pinacoteca di Varallo Sesia.
La mostra è l’occasione per scoprire la grandezza di un maestro assoluto del Rinascimento dal linguaggio semplice, teatrale e devozionale, contraddistinto da una forte emotività religiosa capace di raccontare e far capire il messaggio ecclesiale con uno stile inconfondibile e che ha lasciato sul territorio piemontese la parte più importante della sua produzione artistica.
Il percorso di mostra racconta i capitoli della vita dell’artista in connessione con i luoghi in cui si tiene. La mostra è dislocata in tre sedi territoriali, a Varallo dove è ospitato anche il Polittico di Arona si affronta il primo tratto della carriera dell’artista, dagli anni di formazione alle prove del Sacro Monte, a Vercelli la stagione della maturità e a Novara gli anni estremi, tra la marea montante del Manierismo.
Il percorso della mostra curata da Giovanni Agosti e Jacopo Stoppa sarà aperta fino al 1 luglio per le sedi di Novara e Vercelli e fino al 16 settembre 2018 per quella di Varallo, data in cui poi il Polittico ritornerà ad Arona.
Nella collegiata di Santa Maria è possibile ora vedere l’affresco che riproduce la veduta del campanile dalla finestra, che era stato coperto dalla collocazione del Polittico, a coprire lo spazio è stata collocata la tela “L’Immacolata con Federico Borromeo” di Carlo Francesco Nuvolone (1609-1661) La tela, databile negli anni intorno al 1640, domina il salone della casa parrocchiale di Arona. Appartiene al primo periodo dell’attività artistica del pittore (che è presente ad Arona anche con la più tarda “Vergine che appare a S. Rosa da Lima”, al Monastero della Visitazione) quando il Nuvolone, prima della svolta al barocco che compie verso il 1645, è ancora influenzato dalla cultura manieristica dei Procaccini e del Morazzone. Nel quadro campeggia la grande, solenne figura dell’Immacolata che schiaccia il drago: l’ovale appuntito del suo volto, l’eleganza dei colori vivissimi nei contrasti del bianco, dell’azzurro e del rosso, il panneggio dei tessuti esprimono il rapporto con i Procaccini. Accanto a Maria è rappresentato, anch’egli solenne e curato nei particolari, il Cardinale Federico Borromeo morto nel 1631 che lasciò un grande segno nella realtà sociale, artistica e religiosa di Arona. A lui andava la devozione del popolo e del clero della città ed è praticamente certo che la nostra tela fosse collocata in origine sopra lo stallo principale del coro della Collegiata, quello dell’Arciprete, dove il Card. Federico Borromeo sedeva nelle sue visite.
Ulteriori informazioni sulla mostra sono consultabili sul sito www.gaudenzioferrari.it

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