Solo gli struzzi mett… per non vedere

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mercoledì 30 novembre 2016
Poiché vediamo (senza restare attratti da “magie” particolari) osserviamo, leggiamo e soprattutto ascoltiamo la gente, ci pare utile riflettere ad alta voce su notizie come:

1. Le acque del lago Maggiore sono soffocate dalla plastica. Arona il tratto più inquinato
Così “La Stampa” nei giorni scorsi titolava un articolo pubblicato nelle pagine locali, nel quale veniva in particolare chiarito – per voce di Legambiente Lombardia – che “le particelle rinvenute provengono soprattutto dalla disgregazione di rifiuti come imballaggi, cordame, fibre tessili sintetiche – molte provenienti dagli scarichi delle lavatrici – dai famigerati sacchetti di plastica oppure direttamente da pellet, la materia prima usata dalle aziende produttrici di oggetti in plastica”.
Convenendo che l’elevata concentrazione di plastica nelle nostre acque lacuali sia dovuta prevalentemente alla prossimità del territorio al punto d’emissione del lago nel Ticino inferiore, auspichiamo che, come avviene in altri Comuni della zona, l’innovazione nel conferimento dei rifiuti , prevista da marzo prossimo, si collochi nella “direzione giusta” per arginare questa tipologia d’inquinamento, molto diffusa in aree extra urbane anche del territorio comunale.
Ed essendo stata annunciata la riduzione del costo del servizio come conseguenza di questa innovazione, il nostro interesse è al momento rivolto, in modo particolare, a conoscerne l’entità, che di riflesso si tradurrà in risparmio per le famiglie sulla tassa rifiuti.
E c’è soprattutto curiosità di sapere, nell’attesa che l’Amministrazione dirami le istruzioni sulle nuove modalità di conferimento dei sacchi di raccolta rifiuti, come verrà affrontata e risolta la nuova incombenza per le famiglie dell’approvvigionamento periodico dei sacchetti.

2. L’edicola del lungolago all’asta – “Anche così si rilancia Arona”
Altro recente titolo e articolo di “La Stampa”, in cui fra l’altro viene evidenziato che delle cinque attività svolte su area demaniale e messe all’asta nel 2015, per scadenza della concessione, solo due sono state affidate e regolarizzate.
L’auspicato rilancio della città al momento segna, purtroppo, il passo e fa senso passare dal “parlamentino” e vedere chiusi edicola e salone del barbiere.
Non avendo potuto ammortizzare i costi d’ammortamento delle migliorie apportate all’edicola sulla base di un precedente documento, con cui l’Amministrazione di allora posticipava discrezionalmente (e oggi non riconosciuta) la naturale scadenza della concessione l’ex titolare ha promosso una causa giudiziaria per risarcimento danni, quantificati in 400 mila euro.
Il non avere inquadrato “in modo congruo” la posizione giuridica dell’ex concessionario in forza della documentazione in possesso potrebbe ora incidere pesantemente sulla responsabilità civile dell’attuale Amministrazione.
Ragion per cui è sempre bene in ambito pubblico che la baldanza lasci il posto alla prudenza, esplicitata attraverso la motivazione degli atti di manifestazione della propria volontà.

3. Sulla filodiffusione, il cui impianto – dopo l’acquisizione delle necessarie autorizzazioni della Soprintendenza ai Beni culturali ed ambientali – verrà riattivato dall’Amministrazione, osserviamo:
– in primo luogo che, non potendo essere un soggetto giuridico allo stesso tempo “gestore” e “controllore garante”, l‘Amministrazione si colloca in posizione di conflitto d’interesse.
Attraverso internet abbiamo rilevato che, in casi similari, i Comuni mantengono la funzione istituzionale di controllo, e favoriscono eventualmente la posa dell’impianto da parte di soggetti terzi con l’erogazione di contributi;
– in secondo luogo, che, poiché l’emissione sonora del nuovo impianto di diffusione inciderà sui valori limite differenziali, previsti dall’art. 1.2 del vigente Regolamento comunale per la disciplina di attività rumorose, l’Amministrazione, proprietaria, finirebbe per “monopolizzare” di fatto l’emissione sonora nella parte di città servita dall’impianto.
Per ovviare a questa imbarazzante situazione va quantomeno regolamentato l’uso dell’impianto con una puntuale indicazione di tempi e modalità, in difetto l’Amministrazione rischia di bloccare – già sul nascere – la capacità d’iniziativa di altri soggetti con attività rumorosa.
Viene da pensare che l’Amministrazione non si sia neppure posto il problema, visto che nell’ordine del giorno della seduta del Consiglio Comunale, fissata per mercoledì 30 novembre, non è stato inserito alcun argomento sul punto.

Questo modo di amministrare” viene comunemente definito “occupazione della città”.

E poiché durante la campagna elettorale dell’anno 2010 all’allora Sindaco Catapano veniva contestato d’aver “a sua volta” occupata la città, cogliamo ora l’occasione – a poco più di un anno dalla sua scomparsa – per ricordarLo, dal momento che – alla luce di quanto visto in questi ultimi anni – appare sempre più evidente che quella critica era palesemente pretestuosa e forse anche indebita.

M. Cavalli – A. Di Natale – M. Ziggiotto