ARONAnelWEB.it

fatti, appuntamenti, immagini di una città

ARONAnelWEB.it
anno 2025audio 2025Cronaca e attualità

Arona accoglie il nuovo parroco don Maurizio Medina

domenica 19 ottobre 2025 – ore 15.00, accoglienza in piazza De Filippi 
Domenica 19 ottobre 2025 la comunità delle parrocchie dell’aronese hanno accolto il nuovo parroco, don Maurizio Medina, succedendo a don Claudio Leonardi. La cerimonia è iniziata alle ore 15.00 in piazza De Filippi, dove il nuovo parroco è stato accolto dal sindaco e dalla cittadinanza. Ad accompagnarlo e presentarlo ad Arona sono stati il sindaco di Colazza, Corrado Riboni, e il sindaco di Nebbiuno, Fabrizio Favino, le comunità in cui don Maurizio aveva precedentemente svolto il suo ministero. Il sindaco di Arona, Alberto Gusmeroli, nel dare il benvenuto a nome della città, ha consegnato al nuovo parroco la spilla con lo stemma comunale. 
Sul piazzale, l’accoglienza è stata resa ancora più festosa dalla presenza della San Giorgio Music Band e della Nuova Filarmonica Aronese, che hanno accompagnato con la loro musica i momenti iniziali della cerimonia. Dopo i saluti istituzionali, il corteo si è diretto verso la chiesa collegiata di Santa Maria, dove è stato accolto da numerosi fedeli e si è svolta la solenne celebrazione eucaristica presieduta da don Brunello Floriani, vicario episcopale per la Pastorale, delegato dal vescovo di Novara, mons. Franco Giulio Brambilla, per la messa di ingresso del nuovo parroco. Con lui hanno concelebrato i sacerdoti della comunità aronese — don Francesco Gagliazzi, don Roberto Salsa, don Benoît Lovati — insieme ai diaconi Giuseppe Cerri, Michele Pastormerlo e Fabio Zanetti Chini, oltre a numerosi sacerdoti del territorio che hanno voluto essere presenti in questo momento di passaggio. 
Il primo lettore della celebrazione è stato Andrea Trecchi, che ha ricevuto dalle mani del nuovo parroco il lezionario. L’animazione musicale è stata curata dai cori parrocchiali riuniti, diretti da Rino Adamo e accompagnati all’organo dal maestro Christian Tarabbia. 
Durante l’omelia, don Maurizio ha voluto condividere con semplicità e sincerità i suoi primi pensieri all’inizio di questo nuovo cammino. Ha articolato il suo intervento in tre brevi punti: “Il primo riguarda qualcosa di me, il secondo su cosa farò, e il terzo è un piccolo aneddoto”. Ha confessato di sentirsi un po’ spaesato, come è naturale davanti a un cambiamento importante, raccontando con ironia e affetto il momento in cui ha ricevuto la notizia del suo trasferimento. “L’effetto è stato come quando ti fai male: all’inizio non senti niente, poi arriva il dolore e ti travolge. Così è stato lasciare le mie comunità e arrivare ad Arona. È normale sentirsi disorientati, e forse anche voi lo sarete, abituati a un altro parroco. Ma è una fatica buona, una variazione che fa parte della vita”.
Con tono sorridente ha aggiunto che, nei primi cento giorni, non intende “fare niente”, ma piuttosto ascoltare, conoscere le persone, capire la comunità. “Una volta si facevano programmi di cinque anni, oggi le cose cambiano in fretta. Prima di decidere bisogna ascoltare”, ha detto. E parlando del suo modo di lavorare, ha sottolineato l’importanza della collaborazione: “Io sono il responsabile, ma non sono solo. Con me ci sono tre sacerdoti che stimo moltissimo. Ognuno con la sua storia, la sua esperienza, la sua sensibilità. Il mio sogno è che si possa lavorare insieme, nella differenza, come una vera comunità di preti che vogliono bene al Signore e alle persone”. 
Nella parte finale, commentando il Vangelo del giorno, don Maurizio ha proposto una riflessione sulla parabola della vedova insistente. Ha invitato i presenti a vedersi come quella donna, fragile ma perseverante, capace di ottenere giustizia con la sua tenacia. “Forse anche noi, come Chiesa, ci sentiamo a volte poveri e un po’ in affanno, ma se restiamo sereni e perseveranti, facciamo la differenza”, ha detto. Con un sorriso ha concluso ricordando un aneddoto ascoltato all’oratorio: “Se pensate di essere piccoli e inutili, provate a dormire in una stanza con una zanzara. Anche noi, sebbene fragili, possiamo cambiare le cose”. 
Al termine della celebrazione è stato letto il verbale della presa di possesso della parrocchia di Arona, firmato dai rappresentanti delle quattro parrocchie della città: Claudio Didó per la Natività di Maria Vergine di Arona, Patrizia Gatti per San Giusto di Montrigiasco, Renato Barbieri per San Giovanni Battista di Dagnente e Galdino Saccardo per San Giorgio di Mercurago. La giornata si è conclusa con un rinfresco nel quadriportico della canonica, momento di incontro e fraternità che ha suggellato l’inizio di questo nuovo cammino condiviso.
EGS – CC By Nc Nd

ascolta l’audio della cerimonia

Share this…