Racconti dal Caritas Hospital di Betlemme, la voce di suor Lucia Corradin
domenica 1 febbraio 2026 – ore 15.00, Chiesa Collegiata di Santa Maria
In occasione della 48ª Giornata per la Vita, dal titolo “Prima i bambini”, il Festival dell’accoglienza ha proposto ad Arona un incontro di forte intensità umana e spirituale. Domenica 1 febbraio, nella chiesa Collegiata di Santa Maria di Arona, si è svolto “Racconti dal Caritas Hospital di Betlemme”, una testimonianza affidata a suor Lucia Corradin, in dialogo con il dott. Davide Colombo. L’iniziativa è stata organizzata dal Forum delle Associazioni Familiari del Piemonte, da WeCare Famiglia – Centro diocesano per la famiglia “A. G. Comoli” e dall’Ufficio per la Famiglia e la Pastorale familiare della diocesi di Novara.
Suor Lucia ha accompagnato il pubblico dentro l’esperienza vissuta al Caritas Baby Hospital di Betlemme, unico ospedale pediatrico della Cisgiordania, che ogni anno cura circa 50mila bambini. Lo ha fatto attraverso immagini e racconti essenziali, capaci di restituire la quotidianità di una carità silenziosa, senza clamore, fatta di rispetto per gli anziani, di mamme e bambini che attraversano il deserto per raggiungere una cura, di una comunità che vive la missione come responsabilità condivisa. Ha parlato di eredità lasciate più che di risultati, di un “lascito” che resta nei luoghi e nelle persone quando si sceglie di esserci davvero, insieme.
Nel racconto sono emersi gesti semplici ma profondi, come il lavoro dei clown formati localmente per accompagnare i bambini ricoverati a lungo, le feste vissute senza guardare l’orologio, la forza della comunità che nasce dalla preghiera e dalla condivisione. Accanto al dolore causato da ingiustizie, violenze e perdite, suor Lucia ha mostrato come la vita continui a fiorire quando il dolore non viene negato ma trasformato, accolto dentro relazioni capaci di custodire. È qui che la fraternità diventa concreta, che si impara a essere grembo gli uni per gli altri.
La testimonianza si è allargata poi alle esperienze di dialogo e riconciliazione, alle famiglie che rifiutano di essere nemiche, ai giovani, alla musica che unisce popoli divisi, fino a una riflessione più ampia sulla Palestina, sulla mancanza di un riconoscimento pieno e sulle strategie silenziose che svuotano la dignità delle persone. Parole forti, ma mai ideologiche, sempre radicate nei volti e nelle storie incontrate.
L’incontro si è chiuso come era iniziato, con un invito alla responsabilità e al coraggio, a restare umani anche quando costa, a non cedere alla violenza, a lasciarsi inquietare dalla vita che chiede spazio. Un augurio semplice e impegnativo, che ha attraversato tutta la testimonianza e che continua a interrogare anche chi ha ascoltato. L’intero incontro è disponibile in podcast.
EGS – CC By Nc Nd
ascolta l’audio dell’incontro
































