Testimonianza di don Pierre: vita, fede e impegno sociale nel Camerun
mercoledì 10 dicembre 2025 – ore 20.45, Oratorio di Arona
Mercoledì 10 settembre, alle ore 20.45, nella sala Emmaus dell’oratorio di Arona si è svolta la serata di testimonianza con don Pierre Mbam, intitolata “Il Camerun: Africa in miniatura, tra ombre e speranze”, organizzata in prossimità della sua ripartenza per il Camerun. Un incontro partecipato, che ha permesso alla comunità di ascoltare una voce diretta e competente su una realtà spesso percepita come lontana.
Fin dall’inizio don Pierre ha chiarito il senso della serata, non una lezione accademica ma una testimonianza vissuta, condivisa in uno spirito di famiglia, come ama dire la Chiesa africana. Attraverso il racconto del Camerun, paese segnato da una straordinaria varietà geografica, culturale ed etnica, ha spiegato perché venga spesso definito “Africa in miniatura”, ma ha soprattutto accompagnato i presenti dentro le contraddizioni profonde che oggi attraversano il suo Paese.
Ampio spazio è stato dedicato alla situazione sociopolitica, descritta con parole semplici ma incisive. Un Paese formalmente democratico, ma segnato da decenni di potere concentrato, da tensioni interne, conflitti armati nelle regioni anglofone, dalla minaccia di Boko Haram nel Nord e da un clima di paura che riemerge ciclicamente durante le elezioni. Don Pierre ha raccontato come queste ferite incidano sulla vita quotidiana delle persone, bloccando scuole, mercati, lavoro e alimentando il rischio di nuove esplosioni di violenza.
Accanto a questo quadro complesso, la riflessione si è spostata sulla dimensione religiosa. Il Camerun è un paese plurale, dove convivono cristianesimo, islam e religioni tradizionali. Una convivenza spesso pacifica, fatta di dialogo quotidiano e relazioni di vicinato, ma non priva di ambiguità, soprattutto quando fede, potere e appartenenza etnica si intrecciano. Don Pierre ha parlato delle sfide dell’evangelizzazione, della doppia appartenenza religiosa, della superstizione e del bisogno urgente di accompagnamento umano e spirituale, soprattutto nelle situazioni di sofferenza e malattia.
Centrale, nel suo racconto, è stato il tema dell’educazione e della sanità, ambiti in cui la chiesa cattolica continua a svolgere un ruolo decisivo. Scuole, parrocchie, dispensari diventano luoghi concreti di speranza, soprattutto nel Nord del Paese, dove l’accesso all’istruzione è ancora limitato e la mortalità infantile resta drammaticamente alta. In questo contesto si inserisce anche il lavoro sostenuto dall’associazione Telep Africa, con la recente apertura di un dispensario in un quartiere povero, segno tangibile di un aiuto che non si limita alle parole ma si traduce in cura e accompagnamento.
Durante il dialogo con il pubblico, don Pierre ha risposto con franchezza alle domande sull’Africa, sull’Europa e sulle responsabilità condivise, senza cadere né nella retorica né nella rassegnazione. Ha parlato di rabbia e di speranza, di ingiustizia e di Vangelo, spiegando come la sua scelta sia quella di non arrendersi, di continuare a credere che il cambiamento passi dall’educazione, dalla conversione del cuore e da una fede capace di trasformare la vita quotidiana.
La serata si è conclusa in un clima di ascolto profondo e gratitudine reciproca, con la consapevolezza di aver condiviso non solo informazioni, ma uno sguardo autentico su un paese ferito e vivo allo stesso tempo. Un momento prezioso, prima della partenza di don Pierre, che ha lasciato ad Arona una testimonianza forte e concreta di come, anche nelle ombre, possano nascere segni di speranza.
EGS – CC By Nc Nd
ascolta l’audio dell’incontro
















