ARONAnelWEB.it

fatti, appuntamenti, immagini di una città

ARONAnelWEB.it
anno 2025audio 2025Cronaca e attualità

Mercurago festeggia i 25 anni di sacerdozio di don Paolo Bellussi

sabato 29 novembre 2025 – ore 17.30, Mercurago – Chiesa Parrocchiale San Giorgio 
Sabato 29 novembre la comunità di Mercurago ha accolto nella messa delle 17.30 l’ex parroco don Paolo Bellussi, tornato tra i suoi parrocchiani per celebrare il 25° anniversario della sua ordinazione sacerdotale. Nella prima domenica di Avvento, il suo desiderio era quello di condividere questo traguardo proprio nel luogo in cui ha vissuto una parte importante del suo ministero, fino al 2021, quando ha lasciato la guida della parrocchia di Mercurago per ritornare nella sua diocesi di origine come viceparroco della parrocchia di Caldiero in provincia di Verona. La chiesa lo ha accolto con affetto, segno di un legame che la comunità conserva vivo e riconoscente per quanto don Paolo ha saputo donare negli anni vissuti insieme. Con lui hanno celebrato il parroco don Maurizio Medina, il diacono don Fabio Zanetti Chini e anche don Pierre Mbam rientrato proprio in questi giorni dal Camerum, anche lui molto affezionato alla parrocchia di Mercurago. Durante l’omelia, don Paolo ha cercato di rileggere questi venticinque anni attraverso tre parole che considera fondamentali del suo cammino: appartenenza, valorizzazione e gratitudine. Ha spiegato come la sua vocazione non sia mai nata da un progetto personale, ma dall’appartenenza a Cristo, riconosciuta pian piano come centro del suo agire. Ha ricordato il giorno della sua ordinazione, il 17 giugno del 2000, quando ancora non sapeva dove sarebbe stato inviato, e come l’arrivo a Mercurago sia diventato parte di quel percorso che non rimandava a sé, ma al servizio per cui si sentiva chiamato. Parlare di appartenenza, ha detto, non è qualcosa di scontato, perché comporta il desiderio e la fatica di lasciarsi guidare dalla realtà e non dalle proprie idee, accogliendo anche le difficoltà e le sfide che il ministero porta con sé. Da questa appartenenza è nato il secondo tema, quello della valorizzazione, che lui vede come il cuore della missione: porsi davanti a Cristo e portarlo al mondo, senza piani prestabiliti ma con la disponibilità a lasciarsi condurre dalle circostanze e dall’ascolto delle persone. Ha ricordato il suo ingresso ufficiale come parroco, l’8 dicembre 2010, e la richiesta che rivolse alla Vergine Maria di aiutarlo a essere un buon parroco, capace di guidare dando l’esempio non con le proprie capacità ma con la grazia ricevuta. Nel suo racconto sono riaffiorati gli anni vissuti con la comunità, le responsabilità, le sfide e soprattutto la gioia di aver potuto mostrare Cristo come centro della vita, convinto che solo Lui renda l’esistenza degna di essere vissuta. Ha ricordato anche San Giorgio, sottolineando quanto abbia percepito la sua presenza come un ponte e un sostegno nei momenti più importanti della vita della parrocchia. Tutto questo, ha concluso, si raccoglie nella gratitudine: per chi c’è ancora, per chi non c’è più, per ciò che la comunità gli ha donato e che continua a custodire nel suo cammino attuale. Un grazie che non guarda al passato con nostalgia, ma che apre alla speranza di rinnovare ogni anno entusiasmo, fondamenta e unità, per non cadere nella tentazione dell’autoreferenzialità e mantenere Cristo al centro della vita comunitaria. Al termine della celebrazione la comunità ha voluto esprimere la propria riconoscenza donando a don Paolo un’icona con il volto del Cristo risorto realizzata dalla Fraternità Francescana di Nebbiuno e una casula con l’immagine ricamata della Sacra Famiglia, segni semplici ma carichi di significato per ricordare il legame costruito negli anni. La festa è poi proseguita nel salone dell’oratorio con un apericena che ha permesso a tanti di salutarlo, ritrovarsi e condividere con lui un momento di gioia sincera. Don Paolo ha ringraziato tutti, spiegando che questa data non è stata scelta casualmente e che il suo desiderio era proprio quello di vivere questo anniversario con la comunità che per ventun anni ha rappresentato per lui casa, missione e scuola di vita e riprendere insieme il cammino dell’Avvento con uno sguardo nuovo. 
Dopo la celebrazione a Mercurago, don Paolo ha presieduto anche la messa domenicale nella chiesa dei Tre Ponti prima di rientrare nella sua parrocchia a Verona, ma il ricordo del loro parroco resta vivo e continua a essere scandito dai rintocchi del campanile, dove una campana a lui dedicata ne conserva memoria.
EGS – CC By Nc Nd

ascolta l’audio della celebrazione

Share this…