Ospedale SS. Trinità di Arona “Lina e Giangiacomo Ponti”

ingresso ospedale di AronaUn ospedale inteso come luogo di ricovero di mendici, più che di cure sanitarie, esisteva da tempo in un edificio non precisamente identificato nell’attuale via San Carlo. Per questa istituzione, nelle sue visite pastorali come Arcivescovo di Milano, Carlo Borromeo dettò varie Ordinazioni volte a ristrutturarne la gestione.
Ad opera dell’Arciprete Carlo Litta (1653-1694) sorse un edificio quadrangolare con un’ala sud che ospitava il dormitorio e una nord per le stalle, con un ingresso pedonale e uno per i carri; all’interno vi era un ampio cortile.
La costruzione fu curata personalmente dal Litta in tutte le fasi, dall’acquisto dei materiali che molti aronesi trasportarono gratuitamente nei giorni festivi al disegno di massima della struttura, dagli abbellimenti alla sua successiva amministrazione.
L’ospedale ultimato nel 1588 venne utilizzato in modo funzionale fino alla metà dell’ottocento, quando per le aumentate esigenze sanitarie venne raddoppiata l’ala ovest (su viale Berrini). L’Arciprete Giuseppe Lissandrini (1839-1878) fu infatti un acceso sostenitore della ripresa dell’attività sanitaria nell’edificio dell’ospedale di cui fu presidente, che era stata sospesa molto tempo addietro. Grazie ad un generoso lascito del p. Bernardino Moriggia, invece di procedere ad una ristrutturazione dei locali esistenti, si ritenne più conveniente costruire una nuova ala ad est, su progetto dell’architetto Giovanni Molli. Nonostante il crollo – il 2 novembre 1843 – del nuovo fabbricato, i cui lavori erano già piuttosto avanzati, l’ospedale fu inaugurato il 13 aprile 1847, e l’assistenza venne affidata alle Suore della Carità, l’ordine fondato nel 1819 da santa Giovanna Antida Thouret.
Nel 1939, grazie alla donazione di Gian Giacomo Ponti si provvide ad una ristrutturazione: la parte fronteggiante la Collegiata venne abbattuta creando un piazzale per l’accesso dei mezzi. Negli anni ’60 venne eretta la piccola ala nord con il nuovo ingresso: al termine di lavori che sembravano infiniti, nel 2001 sono scomparse le impalcature che ingabbiavano il nuovo fabbricato, un’ala più arretrata rispetto a quella costruita nel Seicento ma sempre di fronte alla Collegiata. Le uniche parti tuttora sopravvissute intatte dell’edificio voluto dall’Arciprete Litta sono, con tutta probabilità, le cantine.
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La storia dell’ospedale aronese è narrata nel volume “Hospitalis Aronae” di Giovanni Di Bella e Giacomo Fiori (Alberti editore – Intra).

Da Ospedale a Centro di Assistenza Primaria (CAP)

L’Ospedale di Arona, dopo l’apertura nel 2001 della tanto attesa nuova ala ha mantenuto negli anni successivi un alto livello di servizi con i reparti principali e con il polo di eccellenza nel reparto di Oculistica (fonte di ricavi per l’Asl 13, per le prestazioni erogate a residenti in Lombardia ed altre regioni), nonostante la perdita di importanti reparti come la maternità nel 1994. Nel tempo però la mancanza di importanti reparti quali la UTIC e la rianimazione, i tagli e la carenza di personale, hanno portato al declassamento dei servizi e anche il servizio di chirurgia si è limitato nel tempo ad operazioni di routine programmate. Per evitare la chiusura dell’ospedale si è pensato al potenziamento dei servizi con l’apertura di nuovi reparti quali un hospice. La messa a norma richiede l’ampliamento della struttura e la conferenza dei sindaci decide l’acquisto della attigua casa Bocchetta anche col contributo dei comuni della zona; all’importo provvederà invece poi la Regione.
La struttura acquistata è rimasta disabitata per anni e per motivi di sicurezza ingabbiata da ponteggi fino alla sua demolizione, che è stata completata sabato 16 ottobre 2010. Dopo la demolizione di casa Bocchetta però la Regione (nel frattempo passata dal governo di centrosinistra Bresso al centrodestra di Cota) cancella i finanziamenti e la struttura ospedaliera viene man mano declassata. Di seguito nel dettaglio la storia che ha portato la chiusura dell’ospedale di Arona.
A fronte dell’incontro del Comitato dei Sindaci del Distretto di Arona il 31 Marzo 2011 il Commissario Asl Dott. Gaetano Cosenza dichiara di dover chiudere il punto di Primo Intervento nelle ore notturne per una serie di ragioni, perché inadeguato per la popolazione, ma annuncia l’installazione a breve della risonanza magnetica e successivamente della Tac già prima dell’inizio della costruzione di Casa Bocchetta, questo come garanzia sull’investimento nell’ampliamento dell’ospedale di Arona. Lunedì 4 aprile, si ufficializza la nuova organizzazione dell’emergenza-urgenza sanitaria e il Punto di primo Intervento ubicato presso l’Ospedale di Arona diventa attivo solo nella fascia diurna dalle ore 8.00 alle ore 20.00 e con un servizio di Continuità Assistenziale (ex guardia medica) negli altri orari. Nell’occasione viene anche installato all’esterno dell’ospedale un telefono con chiamata diretta (da un ospedale…) alla Centrale Operativa del 118 di Novara.
Per mettere a tacere le continue voci che si susseguivano in città e negli ambienti politici, il 21 giugno in una Nota Stampa del comune di Arona si riportano le garanzie date dal Commissario Straordinario Cosenza: l’ospedale di Arona non chiude, e per quanto riguarda l’operazione su Casa Bocchetta, si esprime parere favorevole sul progetto esecutivo a cui la Regione dovrà rispondere con l’erogazione dei fondi. Nei giorni successivi il sindaco di Arona Alberto Gusmeroli lancia una raccolta di firme pro ospedale (della quale non si saprà mai l’esito), alla luce anche del convegno ‐ dibattito “La riforma sanitaria regionale con particolare riferimento alla realtà locale e all’Ospedale di Arona” che si tiene venerdì 9 settembre al Palacongressi “Marina e Marcello Salina” e nel quale si ridimensionano le possibilità per l’ospedale.
Nei giorni successivi con una nota stampa l’Amministrazione comunale Gusmeroli si dichiara pienamente soddisfatta della riuscita del Convegno; in realtà, per quanto riguarda casa Bocchetta, era stato confermato che parte dei fondi che necessari per ristrutturazione ed utilizzo sarebbero stati stanziati per operazioni di potenziamento e ristrutturazione della struttura ospedaliera. Al coro si uniscono altri esponenti leghisti, che affermano che il convegno abbia assicurato il futuro dell’ospedale aronese.
Il 10 settembre durante la cerimonia di apertura della rocca di Arona, Il PD Arona simbolicamente preannuncia ciò che sarebbe accaduto. Prima del taglio del nastro una delegazione attende l’arrivo del governatore del Piemonte Roberto Cota, mostrando una epigrafe funeraria “Dopo parecchi secoli di servizio alla comunità è mancato l’Ospedale di Arona”.
Nei mesi successivi la situazione dell’Ospedale resta invariata: anche se più voci parlavano della sua chiusura visto il nulla di fatto sulla costruzione della nuova ala e sul potenziamento mai iniziato all’attuale struttura, le opposizioni compatte e preoccupate chiedono alla giunta Gusmeroli anche un consiglio comunale aperto, sempre rifiutato per paura del confronto.
A settembre 2012 la Consulta Femminile di Arona si fa portavoce della preoccupazione della popolazione sul destino dell’ospedale in una manifestazione pubblica che il 22 settembre raccoglie in città più di 2.000 persone che, partiti dal lungolago, raggiungono l’ospedale. Lo stesso sindaco, invece di intervenire al momento finale della manifestazione, preferisce distribuire volantini rassicuranti ai manifestanti.
La Consulta Femminile apre una raccolta firme per chiedere il mantenimento dei servizi all’ospedale di Arona. La protesta prosegue con una seconda manifestazione di popolo il 21 ottobre: anche in questo caso, l’amministrazione comunale di Arona è assente, e il corteo viene capeggiato da alcuni sindaci dei comuni limitrofi. Il progetto di riconversione è ormai stato deciso, nonostante il disaccordo dei sindaci facenti parte della conferenza dei sindaci del distretto dell’ASL Novara.
Il 7 novembre nella seduta della Conferenza dei Sindaci del distretto dell’ASL Novara viene presentata dal dott. Emilio Iodice, Direttore Generale dell’ASL di Novara e dalla dott.ssa Arabella Fontana, Direttore Sanitario la conversione dell’Ospedale di Arona in CAP: “non è un pronto soccorso non è un punto di primo soccorso, è altro… non si parlerà di codici bianchi o codici verdi, un opuscolo informativo spiegherà il servizio offerto”. Come previsto dal regolamento della conferenza dei sindaci le sedute sono aperte e per la prima volta partecipa anche la popolazione che nonostante il disappunto dei vertici interviene manifestando grandi perplessità.
Mercoledì 12 dicembre 2012 per l’ospedale di Arona scatta la riconversione in centro di Assistenza Primaria (CAP) approvato dalla Regione Piemonte con determinazione n. 638 del 18/09/2012. Il CAP viene presentato con una Conferenza Stampa martedì 18 dicembre nella Sala Prelievi ex presidio ospedaliero di Arona con l’intervento del Presidente della Regione Piemonte Roberto Cota, il Direttore generale dell’Asl Novara Emilio Iodice e il Presidente della Conferenza dei Sindaci Alberto Gusmeroli. All’esterno dell’ospedale circa 200 cittadini contestano con lumini e candele per simbolicamente ricordare la “morte” dell’ospedale. Il presidente Cota, per evitare il confronto con i cittadini e il lancio di uova entra all’interno della struttura passando dall’obitorio: la conferenza stampa si svolge a porte chiuse e solo l’intervento dei Carabinieri permette alla presidente della Consulta Femminile, Nelly Bonelli, di consegnare nelle mani del Governatore Cota le 5.800 firme raccolte per il mantenimento dell’ospedale.
Con l’attivazione del CAP il punto di primo soccorso dalle ore 20.00 del 13 dicembre 2012 è stato definitivamente chiuso e così anche l’ospedale con i suoi reparti è diventato nel 2013 nuova sede per il Poliambulatorio specialistico di Arona trasferiti dalla sede di Piazza De Filippi, 2 (ex scuola Nicotera).
Dopo tante promesse e attese e il cambio della giunta regionale, il 3 novembre 2016 l’assessore alla sanità Antonio Saitta, ha inaugurato una struttura di degenza denominata Nucleo Cure Residenziali Integrate Ospedale-Territorio (CuRe OT) con 12 posti letto e ha garantito che è intenzione della Regione realizzare nel 2017 in tale sede anche un Hospice con 8-10 posti letto.

 

ospedale SS. Trinità di Arona nei primi decenni del Novecento

ospedale SS. Trinità di Arona nei primi decenni del Novecento

 

 

l'ospedale negli anni '60 prima dell'attuale ammodernamento

l’ospedale SS. Trinità di Arona negli anni ’60

 

10.05.2002 - la nuova facciata dell'ospedale di Arona

10.05.2002 – il nuovo ingresso dell’ospedale di Arona

 

posizione: Via San Carlo  coordinate: N45.76091 E8.55865 Mappa»
link: ASL13 Novara