Itinerario tra le strade di Arona e le sponde
del Lago Maggiore

Arona vista dal Lago MaggioreIl primo itinerario ideale per conoscere le bellezze di Arona parte dal piazzale della stazione ferroviaria e si sviluppa lungo la principale arteria del traffico cittadino. Difronte alla stazione in Largo Duca D’Aosta troviamo l’ufficio di promozione turistica (APT) dove è possibile ottenere informazioni e pianificare il proprio soggiorno. Corso Repubblica sede di banche, uffici, prestigiosi negozi, alberghi, bar e ristoranti, offre uno splendido panorama della costa lombarda del Lago Maggiore, dominata dalla Rocca di Angera con il castello di origine medioevale. La passeggiata continua nella suggestiva isola pedonale di Corso Cavour (l’antica contrada Roveretta), dove si incontra la Chiesa dedicata ai Santi Anna e Gioacchino, ultimata nel 1721 (la facciata risale al 1841) l’interno è stato completamente restaurato e inaugurato il 25 luglio 2008; da ammirare all’interno una pala d’altare del pittore aronese Giuseppe De Albertis (1763-1845).
Da Corso Cavour le piccole rughe che si dipartono verso il lago offrono straordinari scorci paesaggistici; in prossimità di una di queste trova la sua collocazione una statua lignea dedicata a Carlo Borromeo e abitualmente denominata “Sancarlino”, una delle numerose testimonianze della dedizione degli aronesi per il santo. L’originale del 1630 è custodita nell’Aula Magna “Paolo Perucchetti” al primo piano del Municipio. Il “corso” offre senza dubbio una straordinaria prova di come l’attività commerciale, ad Arona, abbia radici antiche: vicino alle botteghe di tradizione artigianale sorgono esercizi di grande prestigio, accomunati da una lunga abitudine alla cortesia e all’esclusività delle proposte.
Da corso Cavour si può accedere da via Battisti alla caratteristica Piazza San Graziano. Antica sede dell’abbazia benedettina, questa località era detta Protolivo, dalle coltivazioni che i monaci vi curavano. Oggi si può visitare il museo archeologico e mineralogico nelle sale che un tempo erano adibite a mercato coperto.
Salendo la scalinata il sagrato conduce alla Chiesa dei Santi Martiri o San Graziano, fondata nel X secolo ma oggetto di numerosi rifacimenti. La facciata è barocca e l’interno è ispirato allo stile gotico.
La Chiesa custodisce opere d’arte di grande valore quali una pala di Ambrogio da Fossano, detto il Bergognone, risalente alla seconda metà del XV secolo, nonché dipinti di Palma il Giovane e di artisti della scuola di Paolo Veronese. Proseguendo nel Vicolo Card. Maurilio Fossati a destra difronte all’ex-ospedale SS. Trinità “Lina e Giangiacomo Ponti” ora sede del CAP e dei poliambulatori dell’ASL13 si trova la Collegiata della Natività di Maria Vergine, consacrata nel 1488, ed è la chiesa parrocchiale di Arona. Si possono ammirare le preziose tele di Pier Francesco Mazzucchelli detto ‘il Morazzone’ e un’opera di straordinario valore artistico quale il Polittico della Natività (1511) di Gaudenzio Ferrari, restaurato di recente. Vi sono inoltre opere di Andrea Appiani (la Natività), di Giuseppe Crespi (Cristo in croce con due santi) e di Giuseppe Leva (La natività della Vergine). La chiesa conserva anche l’organo opera prima degli organari aronesi “Bardelli – Dell’Orto – Lanzini” che ha visto alla tastiera importanti concertisti che tutt’ora si succedono ogni anno durante il Festival Organistico Internazionale “Sonata Organi” che si celebra in giugno-luglio. Da non perdere i reperti archeologici della Canonica, risalenti all’epoca romana.
Attigua alla Collegiata addossata al palazzo comunale sorge la Cappella Beolco, commissionata nel 1683 dal mercante milanese Bartolomeo Beolco, un bell’esempio di barocco lombardo nella fantasia delle volute floreali in ferro battuto. Lasciata la Collegiata, in via Federico Borromeo si incontra la Chiesa di San Giuseppe, risalente forse al XVII secolo (la facciata è del 1914), sotto la pavimentazione durante i restauri è stato ritrovato un piccolo forno per la fusione dei metalli che è possibile ammirare da una grata. La passeggiata alla scoperta delle bellezze di Arona può proseguire lungo la suggestiva via San Carlo, per ammirare una delle dimore più eleganti della città Villa Ponti. Costruita nella seconda metà del XVIII secolo per volere di Bartolomeo Pertossi, ha subito poi numerosi rifacimenti; oggi è la sede di concerti di musica classica e di grandi mostre con artisti di grande prestigio.
Difronte a Villa Ponti è presente il Monastero delle Monache della Visitazione fondato nel 1657 voluto dalla contessa Isabella D’Adda Borromeo che ha ospitato le monache visitandine fino all’agosto 2014 e ora accoglie la Comunità Monastica Figle di Madre Umilissima. Annessa al monastero, la chiesa della S. S. Trinità detta della Visitazione. L’interno è caratterizzato dalla suddivisione in parti separate per le suore di Clausura e per i fedeli, sopra l’altare il quadro del pittore Gaudenzio Magistrini e sulle pareti laterali le statue dei santi fondatori dell’ordine delle visitandine San Francesco di Sales e Santa Giovanna Francesca di Chantal.
Poco distante è il Palazzo Borromeo, con il portale adorno dello stemma gentilizio della famiglia.
Da via San Carlo si diparte la via Pertossi, di recente portata agli antichi splendori, che conduce alla piazza più antica della città, Piazza del Popolo. Antica sede del mercato, Piazza del Popolo era il vero centro dell’economia cittadina, come dimostrano il palazzo del Monte di Pietà, il Palazzo di Giustizia detto “Broletto”, il palazzo dell’ex “Corpo di Guardia”  e i resti del porto. La Chiesa di Santa Marta o Santa Maria di Loreto, che domina la piazza, risale alla fine del XVI secolo e al suo interno è possibile ammirare una riproduzione della Santa Casa di Loreto.
A completare l’itinerario non deve mancare una romantica passeggiata lungo le rive del lago. Il Lungolago Marconi offre, a primavera, il suggestivo spettacolo del pergolato del glicine in fiore, ma in ogni stagione il panorama della costa lombarda regala degli scorci paesaggistici di eccezionale bellezza. Camminando tra le aiuole si incontrano l’edicola di Sant’Anna rivolta verso il lago a protezione dei naviganti e il Monumento al Barcaiolo. Proseguendo verso i giardini pubblici si trova il mezzobusto dedicato a Luigi Boniforti e nell’aiuola di Largo Garibaldi sovrasta l’Atlante, statua in bronzo, opera di Bruno d’Arcevia deposta per il 50° anniversario della Fondazione dell’Avis cittadina il 16 settembre 2001 alla presenza di Mike Bongiorno. Dalla passeggiata del lungolago attraverso un ponticello in legno si supera l’imbarcadero dove partono i battelli della Navigazione del Lago Maggiore per viaggi e crociere sul lago.
Proseguendo la passeggiata si accede ai giardini pubblici con aiuole, la grande Fontana “Millenaria” e il parco giochi per i bambini intitolato a Baden Powell. Abbiamo quindi raggiunto nuovamente la stazione Ferroviaria luogo di partenza di questo primo itinerario alla scoperta di Arona.

La Rocca Borromea e San Carlo

Parco della Rocca Borromea di AronaNel 1970 i Borromeo cedettero la Rocca in fruizione al Comune di Arona con un contratto di comodato affinché diventasse parco pubblico. Nel luglio 2002, la Rocca Borromea per la scadenza del contratto di comodato e la mancanza di sicurezza era stata chiusa al pubblico e nonostante vari tentativi tra cui l’inserimento del bene tra i “Luoghi del Cuore” del FAI il bene è stato inaccessibile. Il 18 gennaio 2011 dopo una lunga trattativa con i Borromeo e l’amministrazione comunale è stata stipulata una nuova convenzione che ha portato alla sua riapertura con una cerimonia ufficiale il 10 settembre 2011.
Punto panoramico tra i più spettacolari della zona, non solo per la splendida visuale del Lago Maggiore, ma anche per ammirare la costa lombarda con il castello di Angera era raggiungibile seguendo il sentiero che da via Cantoni conduceva alla sommità del colle, oppure l’agevole via alla Rocca (da via Partigiani).
I torrioni e i resti delle fortificazioni ne testimoniano l’antichissima storia, interrotta soltanto tra il 1800 e il 1801: dopo la battaglia di Marengo Napoleone comandò la distruzione di tutti gli edifici.
I primi insediamenti stabili risalgono al Bronzo Tardo e Finale e alla Prima età del Ferro, Risale a prima dell’anno Mille una documentazione scritta circa l’esistenza di una fortificazione della Rocca, mentre appare certo che tra l’XI e il XII secolo essa fosse il rifugio degli arcivescovi della diocesi di Milano in fuga dalla città. Il 1277 è l’anno d’inizio del dominio visconteo che durerà per quasi duecento anni. Alla fine del XV secolo la Rocca, data in feudo a Vitaliano Borromeo, si arricchisce di una nuova cinta di mura e sotto l’egida della potente famiglia resiste ai numerosi attacchi da parte di potenze straniere (francesi, spagnoli, austriaci…). Tra i ruderi che ancora ricordano l’imponenza di quella che fu una grande fortezza, si può individuare il luogo che accoglieva la stanza di San Carlo, che proprio qui nacque nel 1538, la delimitazione della antiche mura e i resti di altre costruzioni tra cui il magazzino, la “rocchetta”, la “scala segreta”.
Per proseguire l’itinerario nel verde, non resta che fare ritorno sulla via Partigiani e proseguire verso il colle di San Carlo.
album: 10/09/2011 – Cerimonia di riapertura del Parco della Rocca Borromea – audio e foto»

Le Isole Borromee

Isole BorromeeLe tre isolette Bella, Madre e dei Pescatori – affiorano dal cosiddetto “golfo Borromeo”, dall’insenatura centrale del lago Maggiore, tra Pallanza e Stresa. Erano, in epoca medievale, sede di fortificazioni o di insediamenti religiosi. In età barocca i Borromeo diedero loro la peculiare caratterizzazione – isola-palazzo per la prima, isola-giardino la seconda, isola rustica la terza – che conservano tuttora rimanendo una delle principali mete turistiche dei laghi prealpini. Quella che più ha mantenuto il suo aspetto originale è l’isola Superiore: o, com’è universalmente chiamata, l’isola dei Pescatori. Il nome, giustificato un tempo dall’attività degli abitanti, è ormai anacronistico, dato che la maggior parte della popolazione vive di turismo. Ma è rimasto, in gran parte intatto, il fitto tessuto edilizio, ricco di archivolti, viuzze, improvvise altane, poetici scorci sul paesaggio intorno: un luogo ideale per una sosta, un piacevole pranzo in vista del lago, una passeggiata pigramente soddisfatta in uno scenario d’altri tempi.
I Con un breve tratto di navigazione in barca o in battello, si può quindi raggiungere l’isola Bella. Questa, al contrario, venne completamente trasformata tra il 1632 e il 1671 da Giulio Cesare Borromeo, da suo fratello Carlo III (che, in onore della moglie, Isabella d’Adda, ribattezzò il luogo “Isabella”, nome da cui è poi derivato quello attuale di isola Bella) e dal figlio di questi, Vitaliano Borromeo, con la costruzione di un sontuoso palazzo, noto come palazzo Borromeo. L’opera, alla quale si avvicendarono Angelo Crivelli, Pietro Antonio Barca, Francesco Maria Ricchino, Francesco Castelli, Carlo Fontana, alterò la stessa conformazione dell’isola, ampliandola nella parte meridionale e dandole l’aspetto di una immensa nave architettonica articolata su due grandi complessi. Sul lato settentrionale un lussuoso palazzo barocco, ricco di appartamenti e stanze pregevoli:
la sala della Conferenza, che ospitò neI 1935 Mussolini, Lavai e Mac Donald; la sala di Napoleone, in cui il generale soggiornò nel 1797; la sala da ballo; le curiose sale inferiori, con decorazioni “alla grottesca” incrostate di tufo, conchiglie, marmi.
Sul lato meridionale un fantastico giardino all’italiana articolato su 10 terrazze digradanti, ornate di essenze rare (ognuna con descrizione botanica), statue e fontane, In cima alle terrazze vi è un’immensa “macchina teatrale”, il teatro Massimo, dove campeggia l’unicorno, simbolo della casata. L’insieme, in particolare il giardino, rappresenta una delle più spettacolari e suggestive scenografie architettonico-ambientali create dal barocco in Italia.
L’isola Madre è la più grande delle tre isole Borromee. E’ anche la più isolata proprio nel centro del lago, tra Stresa e Pallanza. Sull’isola sorge il settecentesco Palazzo Borromeo di cui si può godere la vista delle riviere di Suna, Pallanza e Laveno. L’isola è quasi interamente occupata da un rigoglioso giardino botanico, ricco di numerose varietà di azalee, camelie e rododendri. Il parco ospita anche numerosi esemplari di fauna nobile tra cui pavoni e fagiani che passeggiano in libertà per viali e prati.


mappa google del percorso turistico»
scarica la MAPPA turistica in PDF»
info:
Ufficio Turistico:
 Tel. 0322.243601 – ti.on1495466429.anor1495466429a.enu1495466429moc@a1495466429nora.1495466429omsir1495466429ut1495466429