chi
siamo
La prossima volta che andrai in
un bosco oscuro o su montagne imponenti con i loro laghi e cascate
avvolte da nebbie, allora ricorda, loro probabilmente non avranno
intenzioni cattive, ma stai attento, al crepuscolo non sarai
più solo, allora ci sarai solo tu .........e i folletti.
EMANUELE  |
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FABRIZIO  |
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27 anni
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diplomato in elettronica e
telecomunicazioni
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appassionato nell'uso di
software ed
hardware in generale

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34 Anni
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Infermiere Professionale 118. Dopo un esperienza di
6 anni di D.E.A attualmente lavora in rianimazione.
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Ma chi sono i
folletti come entità fatata?
I
Folletti di cui si parla nelle leggende e nelle favole molto
probabilmente derivano da antichi dei dell'antica Roma, ereditati a
loro volta da Etruschi e Sabini. I Folletti erano divinità
protettrici del focolare domestico e della famiglia in particolare i
"Lari" e simili a questi ultimi ma con la particolarità di
essere più dispettosi e bizzarri i "Penati".
I Folletti sono molto amici degli animali e si divertono a giocare con
loro; quando non saltano in groppa alle rane, intrecciano le code dei
cavalli, oppure liberano gli animali dalle stalle e li lanciano in
meravigliose scorribande notturne di liberta su e giù per i
monti.
Per la maggior parte di loro il divertimento più grande
è però quello di "occuparsi degli uomini", e
secondo il loro carattere sapevano essere dispettosi oppure fonte di
gioia e spensieratezza.
Dalla nostalgia dell'uomo che
sogna luoghi e tempi perfetti senza l'influenza del progresso,
l'industrializzazione e la perdita dei più antichi e puri
valori in ricordo della perfetta sintonia tra natura e Dei che ha
caratterizzato l'antica Eta dell'Oro sono nate le fiabe e i racconti di
luoghi lontani dal mondo degli uomini dove l'antica armonia regna
ancora incontrastata.
La leggenda racconta che "ad Arona c'era una rupe incantata che, ogni
100 anni, si apriva per lasciare intravedere un sentiero seguendo il
quale ci si poteva trovare in una sala meravigliosamente decorata di
drappi, tappeti e pietre preziose. Su di un tavolo, al centro della
sala, stavano un campanaccio d'oro ed un forziere pieno di gioielli con
accanto una meravigliosa fanciulla addormentata. Le Fate a custodia
della sala offrivano al visitatore la possibilità di
scegliere uno di quei doni: il campanaccio avrebbe avuto la
proprietà di fare prosperare le greggi, il forziere di fare
diventare ricchi e la fanciulla, svegliata dal sonno magico, di
diventare sua sposa. Forse dalla scelta dipendeva la
possibilità di accedere o meno al mondo fatato; si sa solo
che la leggenda racconta di un uomo che, tra quei doni, scelse il
campanaccio. Le sue greggi prosperarono a meraviglia ed erano l'invidia
di tutti i pastori dei dintorni ma l'uomo non se ne curava,
perché nel cuore gli era rimasta impressa l'immagine della
bellissima fanciulla vista nella sala, e ne fu talmente ossessionato da
lasciarsi piano piano morire".
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