
La
nuova chiesa è stata progettata per sostituire la struttura
prefabbricata costruita nel 1987 adattando un prefabbricato del dopo
terremoto del Friuli (1976) che inutilizzato fu portato con l'aiuto
degli alpini aronesi nel quartiere. Prima la messa veniva ospitata nel
capannone della ditta Facis, dove il titolare Artemio Travaglini faceva
spostare tutto per poter celebrare.
La notevolissima partecipazione
di persone alle liturgie che nel prefabbricato si celebravano indicava
la necessità di edificare una chiesa.
Data l’ampia area di terreno a
disposizione – acquistato anni prima dalla parrocchia – la nuova chiesa
è stata prevista all’incrocio delle vie principali, San Luigi e via
Piave, nella posizione già a suo tempo individuata quando fu posto il
prefabbricato provvisorio. Si proseguì quindi alla progettazione della
chiesa che fu eseguita dallo studio Torelli nel 1996 e per il quale
venne data la concessione edilizia nel 1997; venne posata la prima
pietra in ricorrenza del Corpus Domini, il 29 maggio dello stesso anno.
Nella
fase di progettazione si tenne conto che l’ambiente urbano nella zona
era costituito esclusivamente da nuove costruzioni mono e
plurifamiliari di aspetto decoroso e con caratteristiche tipiche del
territorio aronese: si cercò quindi di inserire una struttura che
utilizzasse materiali tradizionali dell’edilizia locale, mantenendo una
chiara simbologia di presenza divina in mezzo alla gente.
Per la
nuova Chiesa è stata studiata una forma a "ragnatela" per favorire la
comunione dell'assemblea con il celebrante, ponendo al centro il
presbiterio come punto focale della celebrazione liturgica.
La
copertura del tetto è in lastre di rame con struttura a vista, formata
da travi in legno lamellare che appoggiano su un cilindro di cemento
armato a vista, alla cui base è posto l'ingresso dello spazio
contenente il tabernacolo dove arde la lampada donata dalle Suore della
Visitazione. Si è voluto, con questa chiara simbologia, vedere la
chiesa sorretta dalla presenza divina.
Esternamente la chiesa è
completata fra un pilastro e l’altro da parete isolata e tinteggiata
con idropittura al quarzo di color champagne mentre internamente tale
parte è realizzata con muratura di blocchi di cemento a vista per
creare un netto contrasto con la parete centrale del presbiterio
tinteggiata di colore chiaro.
L’illuminazione naturale è garantita
da una serie di finestre scorrevoli in alluminio poste lungo tutto il
perimetro della parte più bassa del fabbricato dietro i fedeli. Altra
apertura è posta sopra il presbiterio, seguendo la pendenza della
copertura, in modo da illuminare dall’alto l’altare.
Lo spazio per i
fedeli prevede 220 posti a sedere con una capienza però molto superiore
se si tiene conto dello spazio retrostante i sedili, delimitato da una
doppia fila di pilastri che segnano la zona adiacente l'ingresso.
La
particolare forma dell'aula liturgica, oltre a garantire una buona
acustica, permette una perfetta visione dell'area del presbiterio con
uno sfalsamento dei posti ed una leggera pendenza verso la parte
centrale. Tutto questo tenendo presente il superamento delle barriere
architettoniche e consentendo gli spostamenti previsti nelle
celebrazioni liturgiche.
L'altare risulta perciò posizionato nel
centro focale dell'aula, in zona soprelevata, e per la mensa è stata
prevista un struttura semplice in pietra naturale nel quale sono
riposte anche le reliquie dei Santi Martiri aronesi. Dello stesso
materiale è l’ambone, che non è un semplice leggio, ma una tribuna
soprelevata e avanzata verso l’assemblea, la cui posizione risulta
accanto alla mensa. La sede per il celebrante è posta più indietro ma è
ben visibile perché soprelevata di un gradino. La sacrestia è stata
limitata al minimo indispensabile.
Il programma iconografico è molto
semplice ed essenziale con una grande croce in presbiterio, una statua
della Madonna a lato, fuori della parte focale del presbiterio e un
quadro rappresentante il patrono, San Luigi Gonzaga, collocato sulla
parte di destra.
Per il campanile si è volutamente optato per
utilizzare almeno in parte l'attuale struttura metallica che è stata
rimossa dal prefabbricato e posta alla sommità del cilindro centrale
della Chiesa così da mantenere uno stretto legame fra la prima chiesa
prefabbricata e la nuova sede. Questo anche per un ricordo affettivo
legato alla campana, che fu regalata dal Papa Giovanni Paolo II alla
chiesa di San Luigi
in occasione della visita ad Arona, il 4 novembre 1984.
I lavori di
edificazione durarono circa due anni e mezzo e la chiesa venne
consacrata il 20 febbraio 2000 dal vescovo di Novara mons. Renato Corti.