TARI e …non solo

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giovedì 30 novembre 2017
L’approssimarsi dell’ultima scadenza fiscale dell’anno ci induce a svolgere qualche considerazione sulla TARI, il cui gettito, com’è oramai chiaro ai cittadini, costituisce il corrispettivo del servizio di smaltimento dei rifiuti.

Ora che viene perseguita con determinazione (almeno così si spera) la differenziazione dei rifiuti sembrerebbero maturi i tempi per trasformare la “tassa” in “corrispettivo”, ovvero abbandonare il regime “tributario” della tassa per quello più “liberista” dell’applicazione del corrispettivo, strumento più confacente alla gestione del servizio.

Non comprendiamo invero il perché sia il Legislatore nazionale che regionale (lo smaltimento dei rifiuti è materia di competenza delle Regioni) mantenga ancora in vigore la facoltà dei Comuni di optare per uno dei due regimi, procurando così ai cittadini non poca confusione in occasione di pronunce giurisprudenziali in materia.

E il recapito a casa dell’avviso di pagamento della TARI, con gli allegati bollettini precompilati, tramite il servizio postale, procedura sicuramente gradita ai cittadini rispetto alla ormai superata notifica delle cartelle esattoriali, rappresenta nei fatti il primo passo per lasciarsi definitivamente alle spalle il regime tributario.

Incamminatisi sulla strada della differenziazione spinta dei rifiuti, il menzionato avviso di pagamento dev’essere coerentemente strutturato con il percorso intrapreso.

Sicché dall’importo da pagare, indicato nell’avviso, deve necessariamente emergere il valore della quota fissa, determinata applicando alla superficie dell’alloggio e dei locali di pertinenza le tariffe per unità di superficie parametrate al numero degli occupanti, e il valore della quota variabile, costituita da un valore assoluto rapportato al numero degli occupanti.

Queste informazioni, riportate nell’avviso di pagamento come già altri Comuni fanno, favorirebbero una riflessione dell’utente sul vantaggio che può trarre, differenziando bene e meglio i rifiuti di casa.

Modificare dunque la comunicazione della TARI, al momento puramente indicativa dell’importo da pagare pur se distinto per abitazione e pertinenze, costituirebbe un utile stimolo a spingere sempre più le famiglie alla differenziazione dei rifiuti (la cui percentuale, ancora bassa, non qualifica Arona come comune virtuoso) e renderebbe maggiormente trasparente il calcolo della somma dovuta.

Avendo già, nel precedente scritto, ironizzato sulla locuzione “cultura della legalità”, che compare nella delega del reintegrato assessore, ci pare ora utile, in relazione a quest’ultima considerazione, puntualizzare che “cultura della legalità” è essenza naturale, di cui tutti siamo allo stesso tempo produttori e consumatori; questa, nel tessuto sociale di un territorio, si propaga unicamente col “dare l’esempio” e attraverso “l‘emulazione”, di sicuro non per “imposizione”.

M. Cavalli – A. Di Natale – M. Ziggiotto

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